Il meglio del 2012 – Roberto Nisi

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«Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto»
– Oscar Wilde –

 

Anche quest’anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.
Abbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei 5 migliori film usciti, o visti per la prima volta, durante l’anno solare 2012.
Concluderemo a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni… come fatto lo scorso anno.

 

 

Roberto Nisi

Corto Dorico – Festival del cortometraggio (Ancona) – vai al sito

Amour
di Michael Haneke
(Austria-Francia-Germania/2012)

Non è la prima, ne l’ultima volta purtroppo, che osservo la morte mettere un corpo a riposo.
È probabilmente l’unica volta l’ho visto al cinema.

Sur le pont d’Avignon
L’on y danse, l’on y danse
Sur le pont d’Avignon
L’on y danse tous en rond.

Reality
di Matteo Garrone
(Italia-Francia/2012)

Al cinema italiano come lo si vorrebbe. Al cinema che non è più. All’Italia che esiste solo in questo bell’esempio di cinema.

Hunger
di Steve McQueen
(UK-Irlanda/2008)

Tutto d’un fiato si vede Hunger. Neppure un fiocco di neve scende sul volto senza lo si osservi come un frame di Polansky. Fassbender finalmente spazza via gli sguardi imbarazzanti delle vecchie glorie della Repubblica e s’impone nella sua nudità votata alla consunzione come solo Todeschini in Son Frère riuscì a fissare sullo schermo. Anche gli ambienti odorano di merda e soffocano lo spettatore. Non è cosa da poco.

Lieve, dilaga
di Simone Massi
(Italia/2012)

Tanta tenerezza e calore emana questo lavoro di Massi. La pagina bianca davanti il disegnatore. Le sue genti, protagoniste di tanto del suo cinema popolare e denso, l’osservano. Con loro lo fissiamo anche noi mentre è riverso sul tavolo di lavoro. C’è tutto il mondo creativo di uno dei maggiori animatori italiani. Ed è la prima volta che si mostra così chiaramente al pubblico in un intimo autoritratto.

   

Pocketful of Miracles
Titolo italiano: Angeli con la pistola
di Frank Capra
(USA/1961)

Gli ultimi film dovrebbero essere più considerati. E non solo perché, invecchiando, qualche regista raggiunge davvero l’illuminazione. Molti han solo raggiunto la fossa. Altri son morti ben prima che il corpo fosse gettato ai vermi. Ma perché certi autori, coscienti o meno, e Capra probabilmente lo era, hanno saputo far convergere temi, personaggi, colori, del proprio cinema in un ultimo segno della propria visione. Questo film, governato dagli occhi lucidi di Bette Davis e dal controcanto incessante di Peter Falk, ne è la prova. È la summa, anche se il totale a volte scricchiola, di un mondo agli sgoccioli, di un cinema che andava cambiando e che nei bassifondi ci è poi entrato davvero. È la favola di Natale, ben prima che arrivasse quella dei Gremlins a riscrivere la festa.

 

 

menzione speciale
Magnifica presenza
di Ferzan Ozpetek
(Italia/2012)

Vengo a seppellire, non a lodare Ozpetek.
Il male che si fa vive dopo di noi: il bene è spesso sepolto con le ossa.
E sia così per Ferzan.
Un volto, un attore feticcio, va oltre la bellezza, oltre il film. Si fissa nelle cornee dello spettatore e vi rimane. Così è per Elio Germano dagli occhioni scuri e lucenti e il viso di fanciullo. Quanto cinema dovrebbe posarsi su quel volto, peccato.

 

 

Dei titoli selezionati da Roberto Nisi tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:
"Amour" di Michael Haneke – recensione a cura di Fabrizio Fogliato
"Amour" di Michael Haneke – CriticsBlob
"speciale Simone Massi" – a cura di Rapporto Confidenziale
"Hunger" di Steve McQueen – recensione a cura di Loredana Flacco
▪ "Reality" di Matteo Garrone – recensione a cura di Michele Salvezza

 

 

cover image: Amour di Michael Haneke

 

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  • marco

    Ottime scelte… Felice che sia stato citato Massi, meriterebbe visibilità ma forse neanche la desidera più di tanto.