Il meglio del 2012 – Michele Salvezza

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«Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto»
– Oscar Wilde –

 

Anche quest’anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.
Abbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei 5 migliori film usciti, o visti per la prima volta, durante l’anno solare 2012.
Concluderemo a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni… come fatto lo scorso anno.

 

 

Michele Salvezza

Redazione RC

 
Sarò breve, non voglio annoiarmi.

Gebo et l’ombre
Titolo internazionale: Gebo and the Shadow
di Manoel de Oliveira
(Portogallo-Francia/2012)

Fuori concorso a Venezia e non poteva essere diversamente. De Oliveira si è spinto, a ritroso, fino all’origine dell’universo (e non del mondo). Un Cinema giunto alla massima densità. Non servono movimenti, non servono location, non servono capriole, non servono esplosioni. Mayakovsky diceva: «Vorrei essere tagliente come un Eccomi!». Eccolo.

A Torinói ló
Titolo internazionale: The Turin Horse
di Béla Tarr
(Ungheria-Francia-Germania-Svizzera-USA/2011)

Ho due sogni:
1. Che all’istante sparisca la metà degli abitanti del pianeta terra.
2. Essere in questa metà.
Bela Tarr è tra quei registi la cui filmografia si dipana senza soluzione di continuità. Il Maestro ha annunciato che Turin Horse è stato il suo ultimo Film. Parlarne mi risulta impossibile, mi limito a riportare quasi fossi un cane.
«Vi è un’insistenza patologica nel riprodurre costantemente le stesse azioni nell’attesa che qualcosa di nuovo accada. È una tendenza tipica dell’essere umano. Quello che ho fatto nel mio film è stato riprodurre la vita» e più in generale «Nei miei primi film sono partito dalla mia sensibilità sociale e volevo cambiare il mondo. Poi ho dovuto capire che i problemi sono più complicati. Ora posso solo dire che è molto pesante e non so cosa succederà, ma vedo qualcosa di molto vicino. La fine. Prima di girarlo sapevo sarebbe stato il mio ultimo film». Buona visione.

Püha Tõnu kiusamine
Titolo internazionale: The Temptation of St. Tony
di Veiko Õunpuu
(Estonia-Finlandia-Svezia/2009)

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.
Pare questa voce sia giunta fino in Estonia.
La Tentazione di Sant’Antonio: Bosch, Dalì, Ernst la dipinsero e Gustave Flaubert ne scrisse, in 6 capitoli proprio gli stessi in cui è diviso il film. Un lussureggiante viaggio nello sprofondo, con ottima musica e poche parole.

La cinquième saison
Titolo internazionale: The Fifth Season
di Peter Brosens e Jessica Woodworth
(Belgio-Olanda-Francia/2012)

Secondo film sulla fine del mondo a finire nella mia personalissima classifica per il 2012. Ancora non ho smaltito la delusione. È assai raro che una sinossi mi convinca, questo film è una rarità: «Su un villaggio nel cuore delle Ardenne si abbatte una misteriosa calamità: non arriva la primavera. Il ciclo della natura si è capovolto. INVERNO – In cui Alice, figlia di un contadino, e Thomas, un adolescente solitario, sono innamorati. In cui l’annuale falò che celebra la fine dell’inverno non riesce ad accendersi. PRIMAVERA – In cui le api scompaiono, i semi non germogliano, le mucche si rifiutano di produrre latte. In cui si ha la prima vittima. ESTATE – In cui un venditore ambulante di fiori porta al suo passaggio una gioia effimera. In cui abbondano gli insetti, sale il panico, esplode la violenza. AUTUNNO – In cui ogni cortesia è svanita. In cui gli angeli prendono la fuga». Magari.

   

Alpeis
Titolo italiano: Alps
di Giorgos Lanthimos
(Grecia/2011)

La morte è una pura convenzione. L’affetto per una persona cara è fatto al 70 per cento di abitudine. Come nelle migliori soap opera, improvvisamente una persona cambia d’aspetto pur continuando a fare esattamente quello che ha sempre fatto, nella totale indifferenza. Nulla a senso.

 

 

Dei titoli selezionati da Michele Salvezza tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:
"Gebo et l’ombre" di Manoel de Oliveira – recensione a cura di Leonardo Persia

 

 

cover image: Gebo et l’ombre di Manoel de Oliveira

 

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  • marco

    E vai col festival della depressione… gran faticaccia stare al mondo eh?

  • Michele

    Potrebbe andare peggio.