Il meglio del 2012 – Luca Pacilio

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

«Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto»
– Oscar Wilde –

 

Anche quest’anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.
Abbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei 5 migliori film usciti, o visti per la prima volta, durante l’anno solare 2012.
Concluderemo a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni… come fatto lo scorso anno.

 

 

Luca Pacilio

Vice Direttore de gli SPIETATI – rivista di cinema on line – spietati.it

Dans la maison
di François Ozon
(Francia/2012)

Ozon smonta il congegno della scrittura: nella realtà ci avverte dei pericoli della finzione, nella finzione ci invita a sorvegliare le infiltrazioni del reale, la casa del titolo divenendo la terra di mezzo in cui i due mondi vanno in corto circuito; il film è il campo neutrale in cui racconto cinematografico e pura teoria alternano il passo; lo spettatore vive al centro di un gioco di specchi in cui non si sa mai se ciò che si vede è un riflesso o il riflesso di un riflesso.

Detention
di Joseph Kahn
(USA/2011)

Non si dica che Joseph Kahn “viene dal” videoclip perché, vivaddio, nel videoclip fieramente risiede e non ci tiene affatto ad abbandonarlo. E non si dica che il suo film si limita a tradurne il linguaggio per il grande schermo, perché si sminuirebbe questo condensato alto di cultura pop, frutto di una coscienza lucida che lucidamente rappresenta il Contemporaneo. Niente come l’attorcigliarsi caotico di questo film, il suo sovrapporre livelli, il suo aprire finestre dentro altre finestre, racconta il Tutto e con esso la nostra attuale, strenua lotta per tenerci al corrente di esso, per comprenderlo e sentircene al centro. Senza punti cardinali, senza limiti riconoscibili, con tante entrate e tante uscite, rimbalzando tra gli ultimi decenni come tra ere geologiche, Detention è il nostro maledetto/benedetto labirinto quotidiano, il percorso che si comincia sapendo cosa si sta cercando e che diventa imprevedibile quando si inizia a dimenticarlo, il magma indistinto in cui ogni cosa (cinema, letteratura, musica, informazione, sciocchezze) si squaglia, in cui ogni giorno cerchiamo di tenerci faticosamente a galla e che puntualmente finisce col sommergerci.

Holy Motors
di Leos Carax
(Francia-Germania/2012)

Perché, al di là di tutto quello che sarebbe bene dirne (e che è stato detto, del resto), Holy Motors mantiene viva l’idea che si possa ancora fare un film totalmente libero, sfrontatamente personale e – senza scendere a patti con il pubblico, ma senza respingerlo – incitarlo ad accettare le proprie condizioni, il proprio linguaggio, la propria maniera. E così soggiogarlo e, infine, (av)vincerlo.

Post Tenebras Lux
di Carlos Reygadas
(Messico-Francia-Olanda-Germania/2012)

Capolavoro impressionista che elude la linearità tracciando punti sparsi che possono essere riconnessi secondo una chiave di memoria come di prefigurazione, Post Tenebras Lux è un’ allucinazione lirica che si pone programmaticamente dentro e fuori dalla sala, dunque opera/ flusso -di – esistenza da vedere prima e ripensare poi.

   

L’Apollonide (Souvenirs de la maison close)
di Bertrand Bonello
(Francia/2011)

Dans la maison (close). Quello che sembra il quotidiano di una casa di tolleranza e dei suoi corpi in vendita è in fondo la rappresentazione di uno spazio mentale in cui il Tempo ristagna, la messa in immagine di una dimensione animata da ombre di desideri e fantasmi di passione, un poetico catalogo di oggetti spariti. Un pezzo di un’epoca che – più che ricostruito – è reinventato da un uomo del nostro tempo che vi riversa, accanto alla sua sensibilità, una cinefilia viva e sfacciata.

 

 

Dei titoli selezionati da Luca Pacilio tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:
"Holy Motors" di Leos Carax – recensione a cura di Olivier Père
"Holy Motors" di Leos Carax – recensione a cura di Michele Salvezza

 

 

cover image: Dans la maison di François Ozon

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+