Torres & Cometas (Towers & Comets) > Gonçalo Tocha

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La città portoghese di Guimarães, Capitale europea della cultura per il 2012 assieme alla slovena Maribor, è il soggetto di Torres & Cometas, nuovo film realizzato, su invito (accolto anche da Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice e Manoel de Oliveira), da Gonçalo Tocha, cronologicamente circa un anno dopo l’uscita del meraviglioso É na terra não é na luaIt’s the Earth not the Moon (mio film dell’anno nel 2011) ma da esso lontano anni luce per stile e intenzioni.
Distante dal vincolo sentimentale che lo lega all’isola di Corvo, protagonista assoluta dell’opera precedente, il cineasta portoghese si lancia nella scoperta di un nuovo luogo, cogliendo l’occasione per sperimentare un diverso linguaggio.
Si addentra quindi nella città con l’approccio curioso di chi la vuole esplorare palmo per palmo lasciandosi sorprendere lungo la strada. E per farlo, non esiste modo migliore che girare per le strade e le piazze concedendosi di lasciarsi meravigliare da ciò che si trova, legando i fili della storia tra racconti di miracoli, santi, piazze, fontane e botteghe.
Che si tratti di correggere un precedente, piccolo, errore storico, di raccontare di Alfonso Henriques, il padre del Regno del Portogallo, di commentare un luogo, di mostrare un per nulla celato disprezzo per le celebrazioni ufficiali, di riprendere il giovanissimo gruppo musicale popolare Minhotos Marotos, o soprattutto di parlare con le persone, cosa che fa sì che infine sia la città stessa a raccontarsi, tutto avviene di fronte alla camera, con l’autore e il fido fonico (ma il termine è in questo caso riduttivo) Dídio Pestana non più ombre delineate dal sole come in É na terra não é na lua ma vere e proprie presenze, Ciceroni capaci di sottile ironia. E sono proprio gli incontri con le persone a rendere il viaggio alla scoperta della città un’esperienza unica grazie a quella rara capacità di trarre da loro momenti divertenti e poetici, quelli che nascono dal rispetto per la persona che si ha di fronte.

Non più racconto di scoperta che si trasforma in poema epico come accadeva nell’opera precedente, Torres & Cometas è un film altrettanto importante. Se non altro, perché conferma, attraverso altre vie, la grande capacità del suo autore di trasformare quello che in altre mani potrebbe ridursi a una mera e pedante incursione etnografica in un racconto mai meno che appassionante e sempre molto divertente.
In attesa del prossimo film…

Il film verrà presentato in anteprima al Rotterdam International Film Festival il 30 gennaio 2013.

Roberto Rippa


Torres & Cometas
(Portogallo, 2012)
Regia: Gonçalo Tocha
Suono: Dídio Pestana
60′

Intervista a Gonçalo Tocha (ENG/Ita, 2011)

Gonçalo Tocha. Fondatore di NuCiVo (Núcleo de Cinema e Video da Associação de Estudantes da Faculdade de Letras da Universidade de Lisboa – Cine-Club of the Humanities in Lisbon), è stato responsabile tra il 1999 e il 2006 di una grande parte dell’attività: dalla programmazione all’organizzazione di workshop su produzione e realizzazione di video, soprattutto nel campo del reportage (animazione e documentari).
È stato anche organizzatore del workshop sul video documentario “Oficina do Olhar” (2004/2006), membro del cineclub ABC di Lisbona, co-regista di videoclip per la band di Fado Deolinda e membro del progetto “Dostoprimetchajlnosti” nell’ambito del quale ha realizzato il suo primo video “The Politics of Destruction” (Berlino, 2002). Nel 2006 è stato invitato dal festival Mediawave (Gyor, Ungheria) a realizzare il suo secondo video “Bye, Bye My Blackbird”. “Balaou” (Doc, 2007, 77’), omaggio a sua madre scomparsa pochi mesi prima, ha rappresentato il suo debutto nel lungometraggio. Il film ha vinto due premi al festival Indie Lisboa ’07 e ha circolato in molti festival nel mondo (Vancouver Film Festival, Viennale, BAFICI – Buenos Aires, New Zealand). Nel 2008 ha realizzato anche un cortometraggio sul deserto della Mauritania, “The Yellow Fever”, girato in 35mm.
Ha un’attività anche come musicista e DJ. Ha formato numerose band, tra cui il duo Tocha Pestana con il fonico Dídio Pestana. Sotto pseudonimo, ha da tempo un progetto solista come cantante romantico e ha composto musiche per cinema e teatro.

Dídio Pestana. Dal 1996, ha studiato musica jazz e classica e ha frequentato numerosi workshop e master (tra cui quelli con Marek Cholonewsky, Annette Vande Gome, Aaron Goldberg Trio) sia in chitarra che composizione. Ha studiato pianoforte con Mercêdes Veiga presso la scuola di jazz Hot Club de Portugal. Sempre dal 1996, ha fondato numerose band rock, folk e sperimentali come Lupanar, Desdobrável, Tocha Pestana. A partire dal 2000, lavora come compositore per pièce teatrali, installazioni artistiche e video. Nel 2004, ha lavorato con l’artista Jana Matejkova per due installazioni artistiche come musicista e sound designer. L’anno successivo, ha composto con Gonçalo Tocha la colonna sonora per “Da Pele à Pedra” (Doc/2005) di Pedro Sena Nunes. È stato compositore, tecnico del suono e sound designer per il film “Bye, Bye My Blackbird” (2006) e per “Balaou” (Doc, 2007), entrambi di Gonçalo Tocha. Fondatore del progetto Gneisenau64, per cui ha lavorato come compositore, sound designer, tecnico del suono e regista, nel corso del biennio 2008-2009. ha lavorato come tecnico del suono e mixer per “Aldeia da Ponte” (regia di Mário Gomes, Doc, 2009), come tecnico del suono per “Das Kalte Abi” (2009) di Marc Burgstaller.
Attualmente sta lavorando con l’artista Reynold Reynolds.

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