Il meglio del 2012 – Giuseppe Spina

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

«Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto»
– Oscar Wilde –

 

Anche quest’anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.
Abbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei 5 migliori film usciti, o visti per la prima volta, durante l’anno solare 2012.
Concluderemo a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni… come fatto lo scorso anno.

 

 

Giuseppe Spina

Cineasta, si occupa di ricerca cinematografica, sperimentazioni varie, suoni, scrittura. È stato fondatore, ricercatore e animatore del centro malastrada.film. Oggi fa parte del collettivo FrameOFF, si occupa di pubblicazioni per la casa editrice DDArS, contribuisce alla direzione, alle ricerche e all’organizzazione del circuito internazionale itinerante di cinema e arti cinetiche – NOMADICA. È anche collaboratore di lunga data di Rapporto Confidenziale.

 

Dopo A Torinói ló (Béla Tarr, 2011) si cerca avanti, o nel passato, dove la luce è spenta… Dove la luce è spenta, possono sparire competizione e lotta, nessuna classifica, solo la piena, limpida, liberamente ricreabile, utopia del vuoto.

Aeterna
di Leonardo Carrano
(Italia/2012)

Decine di tecniche diverse per i 14 movimenti del Requiem di Mozart.
Capolavoro dalla soggettività pura, realizzato in totale autonomia, 90mila immagini per un totale di 12 anni di lavoro.

Ecce Ubu
di Luca Ferri
(Italia/2012)

Un vuoto meccanismo perfetto, costruito sul vuoto narrativo "del caso" (delle riprese come del ritrovamento dei filmati), completato dall’irrompere di un terzo magnifico vuoto patafisico.

Palermo oder Wolfsburg
di Werner Schroeter
sceneggiatura di Giuseppe Fava
(RFT-Svizzera/1980)

Due realtà opposte dell’immaginario di Schroeter: l’entroterra palermitano, dolce povero e morbido, oppure Wolfsburg, la città della Volkswagen. Due condizioni opposte dell’analisi di Fava: l’uomo e la società in cui è calato. E poi il processo, grottesco espressionista, fino all’urlo finale. The Wall fu scritto da Waters negli stessi mesi…

Marat/Sade
di Peter Brook
(UK/1967)

All’interno di un ospedale psichiatrico Brook mette in scena Weiss che mette in scena Sade che mette in scena Marat. Il film è tratto da "La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat, rappresentato dalla compagnia filodrammatica dell’ospizio di Charenton sotto la guida del marchese de Sade" un dramma del 1964.

   

The Big Red One
Titolo italiano: Il grande uno rosso
di Samuel Fuller
(USA/1980)

…e quella filmografia di Aldrich, Fuller e Preminger che manifesta una carica soggettività di fondo, forse ancora più prepotente (e geniale) perché ricavata nel vincolo hollywoodiano.

 

 

Inoltre:

 

Amour
di Michael Haneke
(Austria-Francia-Germania/2012)

 

Cronaca familiare
di Valerio Zurlini
(Italia/1962)

 

Processo alla città
di Luigi Zampa
(Italia/1952)

 

King Lear
Titolo italiano: Re Lear
di Peter Brook
(UK-Danimarca/1971)

Da stravedere.

 

 

Dei titoli selezionati da Giuseppe Spina tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:
"Una voce contro il potere: il cinema di Giuseppe Fava – a cura di Giuseppe Spina
Giuseppe Fava bio/filmografia
"Amour" di Michael Haneke – a cura di Fabrizio Fogliato
"Amour" di Michael Haneke – CriticsBlob

 

 

cover image: Aeterna di Leonardo Carrano

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+