Il meglio del 2012 – Paola Fiorido

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«Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto»
– Oscar Wilde –

 

Anche quest’anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.
Abbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei 5 migliori film usciti, o visti per la prima volta, durante l’anno solare 2012.
Avremmo dovuto concludere a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni… come fatto lo scorso anno. Il gioco è bello quando dura tanto! In realtà proseguiremo ancora per un po’, visto il successo e l’interesse che il "giochino" ha riscosso, tirando le somme, prima sul numero 38, e poi (gratuitamente) anche sul sito.

 

 

Paola Fiorido

Curatrice, Editor-at-large (Twill Magazine), artista (Famiglia Margini), performer e modella. www.paolafiorido.com

La piel que habito
Titolo internazionale: The Skin I Live In
Titolo italiano: La pelle che abito
di Pedro Almodóvar
(Spagna/2011)

Fra i film di più recente realizzazione che ho visto e amato nel 2012, l’ultimo di Pedro Almodóvar è indubbiamente il mio preferito. Elena Anaya è adorabile nel ruolo di Vera, mentre Antonio Banderas rende benissimo l’idea del medico sadico e folle. Un film attuale per i temi trattati, dotato di un’estetica incredibilmente curata. Grazioso anche l’omaggio e l’accostamento con la scultrice Louis Bourgeois. Sceneggiato con dinamismo esemplare dal romanzo di Thierry Jonquet, Tarantola, appare ai miei occhi come il vertice artistico della carriera cinematografica di Almodóvar.

Midnight in Paris
di Woody Allen
(Spagna-USA/2011)

Midnight in Paris è divertente e romantico, spensierato e sognante, una favola per chi vive il nostro tempo proiettato nel passato. Owen Wilson è l’alter ego perfetto di Woody Allen: così scanzonato, con la testa tra le nuvole. In Gil, il personaggio inventato dall’autore, vedo una specie di Cenerentola al maschile che, allo scoccare della mezza notte, viene travolto dalla Movida parigina degli anni ’20. Un viaggio nel tempo ricco di humor che rispecchia le sensazioni che Parigi offre di notte, nei ristoranti di Montparnasse. Nostaligico.

The Italian Job
Titolo italiano: Un colpo all’italiana
di Peter Collinson
(UK/1969)

Mi capita spesso di prendere voli transoceanici e di non saper come trascorrere il tempo. Come tutti ben sanno, se viaggia a bordo di un aereo American Airlines, puoi selezionare dai mini schermi del sedile difronte alla tu postazione una serie di film divisi per categorie, in mezzo alle commercialate spesso si può trovare l’ago nel pagliaio: l’eccezione. Così, per mia fortuna, schiacciando il pulsantino mi sono imbattuta in The Italian Job. Memorabile film del 1969 diretto da Peter Collinson, tratto da una sceneggiatura di Troy Kennedy-Martin, con Michael Caine come attore protagonista. Un film che mi ha emozionato. Un colpo riuscito fantasticamente e allo stesso tempo maldestramente, da un gruppo di complici selezionati dal criminale Caine a danno dei loschi traffici mafiosi italiani nella città di Torino, con una serie di inseguimenti esilaranti a bordo di Mini Cooper colorate. Il picco del film è l’esaltazione empatica dei carcerati che in Inghilterra vengono a sapere della riuscita del piano, ma pure il finale inaspettato che da’ il colpo di grazia: rendendo The Italian Job uno dei film più originali del secolo scorso!
La descrizione della mafia italiana, la sua rappresentazione, è ineguagliabile. L’idea di mostrare filmati in pellicola di Caine che studia il colpo, è un’idea acuta che ci rende partecipi al piano, che ci trascina dentro al film.
E infine quel tocco di humor inglese, con la partecipazione di Benny Hill che si cimenta nella parte di un professore grassone delle rapine.
…e poi sono ancora qui a pensare al finale!

ex aequo

The Spy Who Loved Me
Titolo italiano: La spia che mi amava
di Lewis Gilbert
(UK/1977)

The Man with the Golden Gun
Titolo italiano: Agente 007, l’uomo dalla pistola d’oro
di Guy Hamilton
(UK/1974)

Credo fortemente che l’agente 007 abbia raggiunto il massimo della sua personificazione con Roger Moore, il suo humor e la sua eleganza rimangono inconfondibili. The Spy Who Loved Me e The Man with the Golden Gun dal mio punto di vista sono i migliori della serie 007. Quello che amo di questi due film è la costruzione dei caratteri negativi che ruotano attorno alle avventure di James. Le donne avevano un fascino che le distingueva dalle attrici odierne, le colonne sonore erano superlative e i titoli di testa dei veri capolavori di video arte.
Francisco Scaramanga, antagonista di Bond sempre accompagnato dal malefico nano con la sua pistola dorata, interpretato da Christopher Lee, rimane il cattivo per eccellenza della saga. Un freak con un solo capezzolo. Ma pure il gigante con la dentatura di ferro, in The Spy Who Loved Me, è un cattivo di serie A.
Questi caratteri diventano fondamentali nell’economia dei due film, con le loro sembianze da fenomeni da baraccone si contrappongono in maniera esatta all’impeccabile figura di James Bond. L’esigenza di rifarsi ad un immaginario passato, a quello che ci ha preceduti, riusciva a rendere la narrazione ironica e attraversata da un ingenuo romanticismo; quello che manca agli ultimi 007, carichi invece di effetti speciali e luoghi comuni.

 

 

Dei titoli selezionati da Paola Fiorido tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:
Pedro Almodóvar – a cura di Alessio Galbiati
"Midnight in Paris" di Woody Allen – recensione a cura di Roberto Rippa

 

 

cover image: La piel que habito di Pedro Almodóvar

 

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