Ce n’est pas un film de cow-boys > Benjamin Parent

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Nei gabinetti di un liceo francese, due coppie discutono su Brokeback Mountain di Ang Lee, visto in televisione la sera prima. Per Jessica, il film è occasione di spunto per interrogare con insolenza Nadia su suo padre, recentemente scopertosi gay. Malgrado Nadia appaia più che disponibile a parlare serenamente dell’argomento, Jessica appare totalmente priva di tatto nel non fare risparmio di domande dirette oltre il limite del fastidioso. Ma è solo un atteggiamento, e tutto finirà in un abbraccio.
Nel gabinetto dei maschi, è Vincent a iniziare il discorso con Moussa. La descrizione del film è condita con esperessioni esterrefatte, tra ingenuità, apparente aggressività, malcelata curiosità e termini come pédé (l’equivalente di “frocio”), in quel continuo interrogarsi sulla propria virilità tipico dell’età. Ma Vincent pare intenzionato a non abbandonare il discorso e alla fine, in un momento di apertura (soprattutto verso se stesso), ammetterà di essersi commosso sul finale del film.

Vincent «T’as vu toi le film à la télé hier soir, Brokeback Mountain?»
Moussa: «Non j’ai pas le droit de regarder la télé, ma mère elle trouve que ça abrutit. Mais à ce qu’il paraît c’est un super bon western.»
Vincent: «C’est pas un western. Il y a des cow-boys et tout. Mais c’est un truc nouveau. C’est genre… C’est un western de pédés.»

Nel suo lungometraggio d’esordio, Benjamin Parent si dimostra perfettamente a suo agio nella descrizione e nel linguaggio di quattro adolescenti di oggi come pure nello scrutare nella loro anima, maldestramente nascosta dietro atteggiamenti di difesa.
Passando da un ambiente all’altro, mentre segue i discorsi delle due coppie, scrive dialoghi fitti e pieni di verità e empatia in un’opera interessante che presenta inoltre interpretazioni molto efficaci.

Presentato alla Semaine Internationale de la Critique 2012 di Cannes, dove ha ottenuto la Queer Palm come migliore cortometraggio, Ce n’est pas un film de cow-boys è candidato a un César, il premio francese del cinema che verrà attribuito il 22 febbraio.

Roberto Rippa

Ce n’est pas un film de cow-boys
Francia/2012
Regia: Benjamin Parent
Sceneggiatura: Benjamin Parent, Joris Morio
Fotografia: Nicolas Loir
Montaggio: Béatrice Herminie
Suono: Arnaud Julien
Scenografie: Guillaume Deviercy
Musiche : SARH (Thomas Parent, José Réis Fontao, Marie Flore)
Interpreti principali:
Malivaï Yakou ,
Finnegan Oldfield , 
Leïla Choukri, 
Garance Marillier, 
Damien Pinto-Gomes
HD
2.35
Colore
12′

Benjamin Parent, è nato a Meaux nel 1975 e cresciuto nei sobborghi di Parigi, si diploma in cinema alla Sorbonne. In seguito, lavora come assistente per video musicali e quindi come creativo in pubblicità. Dopo un’esperienza come autore comico, co-sceneggia il corto The End di Didier Barcelo, con Charlotte Rampling, Gérard Darmon e Géraldine Nakache. Ce n’est pas un film de cow-boys è la sua prima prova come regista. Attualmente sta scrivendo il suo primo lungontreaggio.

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