Il meglio del 2012 – Giampiero Raganelli

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«Amo molto parlare di niente. È l’unico argomento di cui so tutto»
– Oscar Wilde –

 

Anche quest’anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.
Abbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei 5 migliori film usciti, o visti per la prima volta, durante l’anno solare 2012.
Avremmo dovuto concludere a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni… come fatto lo scorso anno. Il gioco è bello quando dura tanto! In realtà proseguiremo ancora per un po’, visto il successo e l’interesse che il "giochino" ha riscosso, tirando le somme, prima sul numero 38, e poi (gratuitamente) anche sul sito.

 

 

Giampiero Raganelli

Critico cinematografico e curatore, collabora con: fimidee, Uzak, Carte di cinema, Asia Express, Hong Kong Express, Positifcinema, Spazio Film, Chili Mag e Rapporto Confidenziale.

 

11·25 jiketsu no hi: Mishima Yukio to wakamono-tachi
Titolo internazionale: 11.25: The Day He Chose His Own Fate
di Koji Wakamatsu
(Giappone/2012)

A confermare la forza centripeta nella filmografia del regista, Wakamatsu torna sullo scrittore Yukio Mishima nel suo percorso sulle utopie degli anni sessanta, settanta e sulla violenza dell’epoca, quella stessa di cui il suo cinema si è nutrito fin dalle prime opere. E sulla figura di Mishima, ringiovanito e fragile, in modo da incarnare quella rabbia giovane che rappresenta l’energia tellurica che ha sempre smosso il suo cinema, Wakamatsu costruisce quello che diventerà il suo epitaffio, quello vero e non il suo cronologicamente ultimo, ma trascurabile, The Millenial Rapture.

Florentina Hubaldo, CTE
di Lav Diaz
(Filippine/2012)

Ultima, a oggi, opera fiume del regista filippino, che si contiene, come il film precedente, in ‘sole’ sei ore. Ancora un’umanità sofferente, quella del popolo filippino, rappresentata dal martirio della protagonista, Florentina Hubaldo, affetta da una rara malattia degenerativa, seviziata dal padre, tenuta legata e costretta a prostituirsi. E poi ancora nuovi evisceratori della terra, due cercatori di un tesoro proprio nella zona su cui si staglia l’imponente e minaccioso vulcano Mayon di Death in the Land of Encantos, e un geco.

Vechnoye vozvrashcheniye
Titolo internazionale: Eternal Homecoming
di Kira Muratova
(Ucraina/2012)

Il cinema come idea dell’iperuranio che può manifestarsi in un’infinità di forme possibili, la coesistenza delle illimitate possibilità di messa in scena per una scrittura cinematografica, il cinema come eterno ritorno, come arte in continuo divenire. Un’opera teorica per questa ultima fatica della quasi ottantenne regista ex sovietica. E i critici, che alla proiezione romana hanno dato luogo a un fuggi fuggi, rappresentano un’altra fissità nel divenire perpetuo del mondo, quella della stupidità umana.

Documenteur
di Agnès Varda
(USA-Francia/1981)

Riciclato come footage famigliare da Mathieu Demy, figlio della Varda, che vi compare bambino, nel suo esordio alla regia per il film Americano. Una “plage d’ Agnès”, quella di Venice Beach, quella del viaggio in America degli hippie e degli alternativi nelle casette degli artisti del quartiere. Un film sulla famiglia e la separazione, da un’ottica femminile e, come tale, un ricordo che si è trasmesso alla nuova generazione. Un film sulla vita e sull’arte, dove lo scarto tra le due è minimo.

   

Shokuzai
Titolo internazionale: Penance
di Kiyoshi Kurosawa
(Giappone/2012 – serie tv)

Serie tv in cinque puntate. Kurosawa arriva ad ammorbare con le sue malsane atmosfere persino un ambiente scolastico, tra aule, palestre, festicciole di compleanno. Un Twin Peaks che si spinge anche oltre a dove aveva osato arrivare Lynch. L’omicidio di una bambina scoperto dalle sue stesse amichette, compagne di giochi. E la rincorsa alla risoluzione si perpetua di episodio in episodio, a distanza di quindici anni dal fatto, dove rimane costante anche l’inseguimento della vendetta da parte della madre, che rimane fisicamente inalterata, sospesa, mentre tutti i personaggi attorno a lei crescono e invecchiano.

 

 

cover image: 11·25 jiketsu no hi: Mishima Yukio to wakamono-tachi di Koji Wakamatsu

 

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