The Look of Love > Michael Winterbottom

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THE LOOK OF LOVE
di Michael Winterbottom (UK/2012)
Berlinale 63 – BERLINALE SPECIAL

recensione a cura di Cristina Beretta
pubblicata all’interno dello speciale BERLINALE 63 in Rapporto Confidenziale 38

 

Film di Michael Winterbottom incentrato sulla figura di Paul Raymond, “The King of Soho”, che ha fatto la sua fortuna vendendo erotic entertainment in Gran Bretagna.
Tutto partì negli anni cinquanta, con il primo strip club del Regno Unito, il Raymond Revuebar; poi il suo impero crebbe sempre più, estendendosi anche alla pubblicazione di riviste erotiche, night club, sex shop e a una fonte di investimento più morigerata, ma non meno redditizia: gli immobili. Nel 1992 è diventato l’uomo più ricco del Regno Unito e oggi i suoi eredi si contendono un patrimonio stimato a qualcosa come 650 milioni di sterline.
Ma Raymond non ha fatto solo un mucchio di soldi, ha influito fortemente sul costume della società inglese, tanto da venire accusato di “aver portato la società inglese verso la perversione”. Ma la corsa che ha portato in pochi decenni la società inglese verso il baratro della corruzione dei costumi (per gli uni) / l’approdo alla liberazione sessuale (per gli altri), trova poco spazio nel film. The Look of Love ripercorre essenzialmente la carriera del self-made man; parla del personaggio Paul Raymond, ma non di Geoffrey Anthony Quinn (Paul Raymond non era che il suo nome d’arte).

All’inizio fu il Cirque nu de Paris: vediamo, la moglie di Raymond Jean assieme a una collega starsene dritte come fusi, tette e chiappe al vento, in una gabbia con veri leoni ruggenti. [La legge vietava l’apparizione sul palcoscenico di “donne in movimento senza vestiti”; per questo Raymond pensò di aggirarla facendole stare ferme]
Ma il vero successo arrivò quando aprì il primo nightclub for members only. [Se la legge vietava lo spogliarello nei locali pubblici, lui fece spogliare le sue donne in club privati]
E da qui in poi: soldi a palate.
Negli anni Sessanta, durante un provino, incontra Amber che diventa la sua amante e dopo poco la ragione della rottura del suo matrimonio. Sarà poi proprio lei, con il nome d’arte Fiona Richmond, la donna copertina di «Man Only», la rivista erotica di Paul Raymond, la sua avventura editoriale.
E ancora successo e soldi a palate.
Raymond si trasferisce con Fiona nel centro di Londra, in un gigantesco attico tanto lussuoso quanto poco raffinato.
E ancora: champagne, sesso e cocaina a palate.
Debbie, la figlia di Raymond e della sua prima moglie, viene espulsa dal collegio e decide di seguire le orme del padre, è decisa a esibirsi ai suoi spettacoli come cantante. Lui si lascerà convincere e investirà nella produzione dello spettacolo più costoso della storia del Paese. Debbie sarà la protagonista di quello che si rivelerà essere l’unico buco nell’acqua nella brillante carriera di papà; questo sarà un duro colpo per Debbie, che si rifugerà nella cocaina.
Tanta cocaina, cocaina a palate.

La prima parte del film è vivace e divertente, ma quando, nella seconda parte, il film cerca di andare a fondo nei personaggi, cade nella superficialità. Questa parte del film dovrebbe essere incentrata sul rapporto padre-figlia, ma il personaggio del padre rimane una simpatica macchietta e la figlia non sembra altro che una ragazza viziata e senza talento, che si rifugia nelle droghe per sopperire alla mancanza di affetto dei genitori. Raymond ha il ruolo del padre-amico (per la verità, più amico che padre), del confidente che non riesce a dirle di no, che cerca di accontentare ogni suo desiderio, ma che non può donarle una delle poche cose che non si possono comprare: il talento.
Un film molto veloce, brillante e piacevole, che deve molto al cast di attori, e soprattutto a Steve Coogan (Raymond), Tamsin Egerton (Amber/Fiona), Anna Frie (Jean) e Imogen Poots (Debbie).

Alla prima, nel Friedrichstadt Palast, erano presenti, oltre al regista e alle attrici principali, anche le giovani nipoti di Paul Raymond, Fawn e India, le quali, dopo aver visto la madre morire di overdose sullo schermo, sono salite sul palco in vestitino di pailettes a salutare un pubblico che aveva appena saputo che hanno ereditato dal nonno 650 milioni di Pound.
Finesse oblige, verrebbe da dire. •

Cristina Beretta

 



 

Rapporto Confidenziale
numero 38
marzo/aprile 2013
ISSN: 2235-1329

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