Forbidden Zone > Richard Elfman

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Articolo pubblicato sul NUMERO7 | LUGLIO/AGOSTO’08 di RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica (pag.6) | free download 13.4mb | 5.5mb | ANTEPRIMA

Odissea nella Sesta Dimensione

di Samuele Lanzarotti

La quintessenza del cinema di serie Z ci viene regalata da questo midnight movie fuori tempo massimo, che appare come un esilarante incrocio tra “Alice nel paese delle meraviglie”, i film deliranti di John Waters e “The Rocky Horror Picture Show”. Il film nasce dalle idee di Danny e Richard Elfman e dalle performance del loro leggendario gruppo “The Mystic Knights of the Oingo Boingo”, ispirandosi ai cartoons degli anni Trenta di Max Fleischer e agli umori anarcoidi e goderecci della controcultura. E’ un musical surreale in bianco e nero di comica stranezza, incentrato sulla Sesta Dimensione, luogo immaginario fatto di fondali di cartapesta che sembrano usciti da un film espressionista tedesco e governato da una regina viziosa (una mitica Susan Tyrrell) e da un re nano ninfomane, interpretato da Hervé Villechaize, impresso nella nostra mente indimenticabilmente come “Tattoo” nella serie Fantasilandia. La Sesta Dimensione è abitata da ogni genere di stramberia a partire da un uomo/rospo in smoking, un gorilla in reggiseno, una principessa in fulminante topless, Joe Spinell in libera uscita da “Maniac”, i deliranti Kipper Kids (vedere per credere), drag queens, uomini/pollo dalle incerte tendenze e soprattutto da Satana, un travolgente Danny Elfman in smoking bianco con coda e cravatta che canta, in perfetto stile Cab Calloway, una memorabile versione di Minnie the Moocher Raccontare la trama è sminuente perché il film va vissuto e goduto soprattutto nei siparietti musicali, assolutamente godibili e spassosi (ovvio se si è in possesso dell’adeguato sense of humour), che vanno dallo swing al jazz alla latino-americana. Certo la recitazione è spesso dilettantesca (eccetto Susan Tyrrell che come Bitch Queen è esemplare), ma va considerato che l’unico attore pagato del cast fu Hervé e viste le intenzioni forse ciò era voluto. Da ricordare l’uomo lampadario/candeliere sospeso al soffitto sopra la tavola imbandita dei due regnanti, in seguito trasformato in scheletro. Scena cult: quella in cui Hervé cammina sulla tavola imbandita per tuffarsi tra le gambe della libidinosa regina. Con questa pellicola Danny Elfman, ora stimato compositore di Hollywood e marito di Bridget Fonda, getta le basi per la sua futura collaborazione con Tim Burton, che vedendo questo film deciderà di fare il regista, chiamando poi Elfman per le musiche del suo esordio “Pee-Wee’s Big Adventure”. Il sodalizio tra i due porterà al capolavoro “Nightmare before Christmas”, in cui tra l’altro sono evidenti non pochi parallelismi con questo, ingiustamente ignorato, “Forbidden Zone”.


Forbidden Zone (USA/1980, 73’)
di Richard Elfman
con Hervé Villechaize, Susanne Tyrrell, Gysele Lindley, Marie-Pascale Elfman, Danny Elfman, Joe Spinell, Matthew Bright

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