La Paz > Santiago Loza

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LA PAZ
di Santiago Loza (Argentina/2013)
Berlinale 63 – Forum

recensione a cura di Alessio Galbiati
pubblicata all’interno dello speciale BERLINALE 63 in Rapporto Confidenziale 38

 

La Paz, scritto e diretto dall’argentino Santiago Loza, è stata una delle sorprese più interessanti dell’ultima edizione del principale festival cinematografico tedesco. Lo è stata perché trattasi di un film estremamente semplice e essenziale, costruito con parsimonia e attenzione, attendo a non dire più di quanto sia necessario, giocato per intero sui concetti di ellissi e omissione, capace insomma di offrire allo spettatore quel piacevole gusto dell’interpretazione libera essendo privo di fastidiose ridondanze e forzose spiegazioni.

Liso è un quasi trentenne della classe media appena uscito da una clinica psichiatrica a seguito di un non meglio definito trauma (questione di donne? Oppure l’oppressività della famiglia? non è dato saperlo con esattezza…). Vive nella grande casa dei genitori che si ostinano a trattarlo come un bambino. I soli momenti in cui lo vediamo davvero sereno sono quelli che trascorre insieme all’anziana nonna e con la domestica di origini boliviane. Il film lo segue nell’attesa di recuperare la “normalità”, la leggerezza della vita, fra viaggi in moto e sconclusionati tentativi di riavvicinamento con l’universo femminile.

Liso, dal latino elīsus, cioè «rotto», ma anche logoro, consunto, consumato. Così è il fragile protagonista del film di Santiago Loza raccontato con affetto, e da una giusta distanza, dalla macchina da presa e da un racconto che intraprende la strada dello spaccato di vita intima, attento soprattutto a cogliere quei momenti in cui la prossimità fra gli individui è in grado di veicolare emozioni e sentimenti.
Ottima l’interpretazione di Lisandro Rodríguez che, con i suoi silenzi e il suo sguardo fisso tra disperazione e apatia, l’ “occhio spento viso di cemento” di eliana memoria, riesce a dare forma alla sostanza indefinita di un carattere confuso e disorientato (Rodríguez aveva già lavorato con Santiago Loza nel 2009 nel film La invención de la carne). •

Alessio Galbiati

 

 

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