Jesús “Jess” Franco (1930-2013) | Materiali

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MATERIALI • April 28th, 2013

Rapporto Confidenziale intende rendere omaggio al Maestro dell’horror spagnolo e mondiale, al bulimico creatore di universi deliranti, attraverso una collezione di materiale critico, in lingua italiana, inglese e spagnola, che trae spunto da un post apparso sul sito Film Studies for Free (straordinaria risorsa del web cinefilo a cura di Carherine Grant dell’Università del Sussex) in occasione della scomparsa di Jess Franco. Un piccolo archivio di articoli e interviste, recensioni e spunti critici, tutt’altro che definitivo e che ci piacerebbe poter aggiornare col tempo anche grazie alle segnalazioni dei lettori (nei commenti o via posta elettronica – info[at]rapportoconfidenziale.org).

 

«Serge Daney distinguishes between love of cinema and passion for cinema. The latter state concerns the expressive evolution and refinement of the art, typified by the work, one might suppose, of such singular giants as Godard, Dreyer and Garrel. Love of cinema, on the other hand, is fetishistic, stemming from contentment with the medium as it already is. In the acceptance speech [Jess] Franco made on receiving his honorary lifetime achievement Goya award this February [2009], he described himself as simply ‘a man in love with cinema’. Perhaps nowhere better than in Jess Franco’s oeuvre is ‘love of cinema’ embodied. Yet complacency is hardly the first quality one associates with Franco’s often defiantly free, personal and gloriously extreme riffs on familiar B cinema patterns. The fevered mirror he holds up to cinema reveals not a static museum of ossified formulas but a rich arsenal of figurative possibilities. Jess Franco is cinema- cinema in all its crassness, vulgarity, brutality, puerility, vitality, invention, wonder, joy, eroticism, poetry, violence, bizarreness, obsessiveness, mystery. And, of course, addictiveness.»
Maximilian Le Cain, Editorial, Experimental Conversations, Spring 2009

 

Jesús Franco Manera, detto Jess (Madrid, 12 maggio 1930 – Málaga, 2 aprile 2013), è stato un regista, sceneggiatore, attore, compositore, direttore della fotografia, produttore cinematografico e montatore spagnolo, autore, in quarantanove anni di attività, di oltre centosettanta lungometraggi.
Cineasta straordinariamente prolifico e molto controverso, ugualmente distante dal cinema commerciale e dal cinema d’élite, ama definirsi egli stesso un outsider. Nella sua carriera ha tenuto fede al motto dell’amico e regista spagnolo Luis García Berlanga, secondo il quale tutto ciò che occorre per fare cinema è «¡Una cámara y libertad!». Compositore, direttore della fotografia, sceneggiatore, attore, montatore, direttore del doppiaggio e doppiatore, oltre che regista, ha firmato i suoi film sotto vari pseudonimi, per lo più tratti dal mondo del jazz, tra cui Clifford Brown, James P. Johnson e David Khune (quest’ultimo come soggettista e sceneggiatore).
Accanito cinefilo, dotato di una sterminata cultura cinematografica, ha sempre preso le distanze tanto dal cinema impegnato quanto dal cosiddetto cinema di serie B o cult, nel quale i suoi film sono per altro generalmente classificati dalla critica, dichiarandosi invece cultore di registi come Orson Welles (con il quale ha lavorato), Robert Siodmak, John Ford, Douglas Sirk, Friedrich Wilhelm Murnau, Fritz Lang, Luis Buñuel, Max Ophüls, Billy Wilder, Raoul Walsh.
[Fonte: Wikipedia/Italia]

 

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