La Grande Freddezza, la grande bellezza

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PRODUTTORE ROMANO: « A’ Paolo, che te serve? qui ce sono 10 milioni di euro, fai tu… »

PAOLO SORRENTINO: « Grazie, questa volta vorrei, come diceva Flaubert, vorrei, vorrei fare un film sul niente. »

PRODUTTORE ROMANO: « Ah, un sequel! Bravo Paolo, bell’idea, bravo, sì. »

PAOLO SORRENTINO: « No, vorrei fare un film sulla crisi di un artista, un artista che non ha niente da dire ma vuole dirlo lo stesso. »

PRODUTTORE ROMANO: « Sì, un sequel di la dolce vita fatta da te, bell’idea, bravo, sì. E je mettemo pure un po’ de coso, lì, de dagospia. »

PAOLO SORRENTINO: « Ecco, ci deve essere il cafonal romano, perché nella Dolce Vita la crisi dell’artista è una crisi personale slegata da una società che sta cambiando, mentre nella Grande Bellezza è la società che decadendo corrompe l’artista e lo distoglie dall’arte. »

UMBERTO CONTARELLO: « Visto che Paolo mi ha di nuovo voluto come sceneggiatore per questo film stavo giusto pensando che potremmo riprendere tutti gli episodi della Dolce Vita e remixarli, mischiandoli. Con gli stessi preti che però fanno da mangiare, le suore che girano al posto dei pretini, le feste in terrazza invece che in riva al tevere, la stessa nobiltà decaduta che però si affitta, la santa, il miracolo, un mash-up degli episodi, aggiungendo un caleidoscopio di personaggi monodimensionali totalmente fuori contesto, lo sfigato, la sfrancicata… Poi vorrei prendere in giro il mondo dell’arte, ci facciamo degli artisti farlocchi e li prendiamo in giro, tipo una Marina Abramovic che dà le capocciate e le chiama vibrazioni. »

PRODUTTORE ROMANO: « Ammazza! Manco li Vanzina si abbassassero a tanto! Almeno Sordi quando prendeva in giro la Biennale, le opere erano vere. Tu pure finte te le fai, te la canti e te la soni, manco ar bagaglino. »

PRODUTTORE ROMANO AL COLLEGA PRODUTTORE, NON SENTITO DAGLI ALTRI: « Sai qual è il problema di Sorrentino rispetto a Fellini? È che non c’ha Flaiano dietro, c’ha Contarello. Che poi è lo stesso problema di Fellini quando non c’ha più avuto Flaiano. E’ ‘pper quello che dicheno che Sorrentino è la mozzarella in gola che andò di traverso a Fellini quando stirò le zampine, c’hanno ragione c’hanno. »

PRODUTTORE ROMANO A SORRENTINO E CONTRARELLO: « E il cast, come lo facciamo? Protagonista? »

PAOLO SORRENTINO: « S… »

PRODUTTORE ROMANO, CONTARELLO, LA SEGRETARIA E LA SIGNORA DELLE PULIZIE CHE PASSA NEL CORRIDOIO: « SERVILLO! »

PAOLO SORRENTINO: « Poi per avere il finanziamento del Mibac garantito mettiamo Alba Rohrwacher che fa la parte di una suorina che si fa fare di botox nelle mani… »

PRODUTTORE ROMANO: « NO, con Servillo il finanziamento del Mibac, è già garantito, niente cosa lì, niente Alba Rohrwacher »

PAOLO SORRENTINO: « Poi vorrei la Ferilli che fa l’ultra Ferilli, la super sora cecia con le tette smagliate che parla romanissimo. E Serena Grandi ancora più grossa di com’è, come un canotto di botox che pippa. »

PRODUTTORE ROMANO: « A quella scema rifatta della Isabella Ferrari che si atteggia a intellettuale che parte je damo? »

UMBERTO CONTARELLO: « La parte della scema rifatta che si atteggia a intellettuale! Gli attori fingono di fare se stessi! »

PRODUTTORE ROMANO: « A Contare’, ce semo capiti, pigliate sto anticipo e torna sull’amaca a pesca’ le cernie. »

 

Contarello esce, perdendo una ciabatta. Rientra per raccogliere la ciabatta e mentre si china si sfondano i pantaloncini mostrando il sedere. Sorrentino prende nota, per una scena del prossimo film.

 

PRODUTTORE ROMANO: « Eh, io lo so perché te continui a tirà dietro coso lì, Contarello, è perché te dà l’ispirazione trash. Ma alla fine, qual è la morale di fondo de ‘sto film? »

PAOLO SORRENTINO: « Che la bellezza è sepolta nel tramestio della vita. Che la cosa più bella dei miei film sono le musiche, ho già il cd pronto. Che la bellezza dei miei film sono le inquadrature e la musica, disturbate dal tramestio della trama e dei dialoghi. Il tramestio che è tutto un pretesto per le scene in cui ci sono i 50enni sfatti che ballano in discoteca. Questa volta siamo a tre scene di discoteca! Altro che il calcetto nei film di Salvatores. »

PRODUTTORE ROMANO A SORRENTINO: « Massì Paolo, tu sei bravo, ma sei giovane. Cioè, il tuo cinema è pornografia, pornografia delle immagini. Ma una pornografia che sta ancora agli anni ’80, quando nei porno pensavano che tra una scopata e l’altra ci dovessero essere i dialoghi. Non sei ancora arrivato al gonzo, al tutto sesso dall’inizio alla fine, anche se i tuoi film, che durino 5 minuti o 10 ore, non fa nessuna differenza, quello che dici in 10 ore lo dici in 5 minuti. Quando finalmente ti libererai de ‘ste convinzioni borghesi, farai un film di scene in discoteca dall’inizio alla fine, sarà un capolavoro, lo verranno a vedere i giovani, er cinepanettone de sorrentino, altro che de laurentiis.
Vieni che ti porto a magnà la pasta con le vongole da Assunta Madre. »

 

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di Edoardo Dezani

per gentile concessione dell’autore
articolo pubblicato per la prima volta sul blog dezgeist

 

 

 

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