Due minuti e ventitré secondi di Musica senza tempo

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Le relazioni pericolose. connessioni tra suoni e immagini
“Due minuti e ventitré secondi di Musica senza tempo”
a cura di Romeo Sandri

 

Alfredo, commerciante di dischi e Marc, un ragazzo appassionato.

M: Giorno…
A: Ciao!
M: Qualcosa di interessante?
A: Vediamo .. uhm.. questo lo conosci?
M: David Axelrod “Anthology II”, non mi pare, che roba è?
A: Un produttore degli anni 60-70, una bella testa. All’inizio dei ‘60, quando diventò A&R alla Capitol recods, si mise a lanciare sul mercato i dischi di alcuni artisti neri come Lou Rawls e Julian “Cannanball” Adderley, a metà strada tra il jazz, il funk e il soul.
M: Grande! .. mi piacciono quei suoni.
A: Scriveva loro anche i pezzi. Allora lo fece anche per gli Electric Prunes (l’album “Mass in F Minor” è opera sua) ed altri che trovi su questa Anthology.
M: Ma la musica com’è? Mi fai sentire qualcosa?
A: Certamente! Umh… vediamo un po’ .. ascolta la traccia numero 12, sono solo 2 minuti e 23 secondi. Tieni le cuffie. Ecco.. quando sei pronto manda in play..
M: [Play]

 


 



Track: House Of Mirrors /
Artist: Dave McCallum / Album: Music It’s Happening Now! / Label: Capitol Records / Country: USA / Released: 1967

 


 

I toni iniziali sono scuri, contrapposti ad un incedere ritmico rilassato e dinamico (una ritmica ternaria, una sorta di walzer dilatato in due tempi, quello che solitamente fa muovere il capo a destra e a sinistra ad un bambino), un basso ritmico che punteggia in maniera “axeroldiana”, condito con schegge di chitarra in contrappunto, ai quali molto presto si sovrappone la voce di David McCallum, contraffatta da un effetto che potrebbe essere un Echo utilizzato in maniera creativa, cosa tipica di quel periodo.
Il canto è usato come uno strumento, non ci sono parole, e la trama vocale viene poi ripresa da una sezione orchestrale (fiati, archi) che ci regala, nella seconda parte, quell’atmosfera eterea e sognante, altro marchio di autenticità della scrittura di David Axelrod.
“Musica d’atmosfera”, direbbe qualcuno con cui stiamo dialogando al bar. Già, certo che se l’atmosfera è così ricca e raffinata, in quel bar si respira aria di ottima qualità.
“House Of Mirrors”, come altre composizioni di Axelrod, molto adatte alla sonorizzazione di immagini, difficile da incasellare in un genere, nonostante la sua semplicità, potrebbe essere uscito oggi, per la sua forma di composizione, la sua freschezza, e la scioltezza ritmica.
“Due minuti e ventitré secondi di Musica senza tempo”.

 


 

M: “House Of Mirrors”. Mi piace! Ma chi è questo David McCallum? c’è il suo nome sotto il titolo.
A: Uno scozzese, una star televisiva, diventato famoso con la serie televisiva americana “The Man from U.N.C.L.E.”, dal 1964 al 1968.
M: ?
A: Interpretava il ruolo di Kuryakin, un agente segreto russo, partner del leader dell’organizzazione, che era Robert Vaughn.
M: E com’è che si è messo a fare dischi?
A: Allora succedeva ai personaggi del mondo dello spettacolo, oltretutto lui era anche un musicista, mi pare. Alla fine dei ’60 fece uscire qualche disco, con le sue versioni personali delle hit di quel periodo, oltre a brani suoi, prodotti da David Axelrod… Guarda, è il biondino che vedi su quella copertina, – indicando la colonna sonora di “The Man from Uncle”.
M: … Mi sa che ho capito. È un attore famoso! L’ho visto in un telefilm che danno adesso, NCIS, interpreta la parte di un medico legale che parla con i morti.
A: Mai visto.. io guardavo The Man From Uncle, quello sì che era un telefilm!
M: Quindi Axelrod non produceva album a suo nome?
A: Al contrario! Queste produzioni per McCallum e gli altri dischi ottennero un buon successo e lui fu incoraggiato ad intraprendere una carriera solista, producendo suoni nuovi ed unici per la fine degli anni ‘60. I primi suoi due album, “Song Of Innocence” (1968) e “Songs Of Experience” (1969), ispirati alla poesia mistica visionaria di William Blake, sono ancora oggi considerati come due perle di psychedelic funk-soul jazz.
M: Infatti il suono era molto.. fresco, mi ricorda qualche musica che ascolto oggi.
A: …….
M: Hey! Qui, nelle note del libretto c’è scritto che Dr. Dre e DJ Shadow hanno campionato alcuni suoi brani.
A: È possibile..
M: Ora mi viene in mente dove ho sentito questo pezzo, l’inizio è identico! Dj Shadow deve averlo campionato per comporre la colonna sonora di “Dark Days”..
A: ..effettivamente i pezzi di Axelrod hanno tutte le caratteristiche evocative della musica da sonorizzazione. Che film è?
M: “Dark Days” è un documentario girato da un regista che ha vissuto per qualche mese nei sotterranei di New York insieme ad un gruppo di senzatetto che ha preferito l’oscurità ai pericoli della normale vita di città.. voglio dire.. gallerie della metropolitana in disuso, fognature..
A: Uh, roba leggera.. Riesci a trovarlo questo film?
M: Mi pare che sia uscito in DVD qualche anno fa’, cerco sul web e ti mando un link, nel peggiore dei casi mi pare che ci siano dei pezzi su youtube. La prossima volta ti porto anche il vinile della colonna sonora.
A: Ce l’hai?!
M: Già…

 

 

Ho parecchie cose di DJ Shadow! Ora però voglio comprare questo di Axelrod, così aggiungo un tassello che mi mancava.
A: Ho paura che da un tassello diventerà un’altra fila intera di cd di David Axelrod e compagni di avventura .. uhuh .. “conosco quello sguardo, ragazzo”.
M: .. ? .. ! .. ? ..

 


 

David McCallum, David Axelrod, Dj Shadow, Marc Singer.
4 personaggi legati da musica, passione, immagini, documentari.

David Axelrod (1936). Californiano, nel 1963 diventa produttore e A&R per la Capitol records.
Scrive e produce musica per vari artisti, tra cui la star televisiva David McCallum (“The Edge” e “House Of Mirrors”, i pezzi più conosciuti).

David McCallum (1933). Scozzese, figlio d’arte (del famoso omonimo violinista senior) ha una carriera più che mai variegata (attore di teatro, cinema, televisione, musicista polistrumentista, cantante).

Dj Shadow (1972). Joshua P. Davis, californiano, ha una strepitosa collezione di migliaia di dischi. Nel 1996 esce Entroducing…, lo storico primo disco del Dj che campiona musica del passato per fare musica moderna, cambiando il corso di un certo tipo di produzioni della musica contemporanea. Un paio di campionamenti presenti in Entroducing sono presi da vecchi brani del compositore/produttore David Axelrod (anche Dr. Dre attinge dal repertorio di Axelrod per un suo singolo di successo).

 

Nel 2000 esce “Dark Days”, film documentario diretto da Marc Singer, regista che ha vissuto per qualche mese nel sottosuolo della metropolitana della Grande Mela, in un area chiamata Freedom Tunnel (che sopra va dalla Penn Station ad Harlem), insieme ad un gruppo di homeless che ha preferito l’oscurità del sottosuolo ai pericoli della normale vita di città. Il documentario, girato in bianco e nero, dà voce agli abitanti del buio ed ha vinto ben tre premi al Sundance Festival del 2000.

Marc Singer ha scelto Dj Shadow per sottolineare queste scene di vita sotterranea.
Dj Shadow, per la title track “Dark Days”, ha scelto di campionare “House Of Mirrors”, un vecchio pezzo di David McCallum.
David McCallum, alla fine dei ’60 scelse David Axelrod per la produzione di “House Of Mirrors”.
David Axelrod, allora producer e A&R alla Capitol records, scelse di produrre i dischi di David McCallum, una stella della televisione, cantante e polistrumentista.

 


 



 

Dark Days
Assolutamente da vedere, Dark Days è disponibile in DVD solo in edizione americana, pubblicato da Lionsgate.
È reperibile in qualsiasi store online statunitense come amazon.com o DVDempire.com

 

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Articolo a cura di Romeo Sandri
originariamente pubblicato in Rapporto Confidenziale 16 – luglio/agosto 2009

 

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