Le Sens de l’humor > Marilyne Canto

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Le Sens de l’humor (Sense of Humor)
regia di Marilyne Canto | Francia/2012
Locarno 66 | Concorso Cineasti del presente
recensione a cura di Alessio Galbiati

 

Regista, attrice e sceneggiatrice Marilyne Canto esordisce al lungometraggio con uno spaccato di vita di una madre di un bambino di dieci, rimasta vedova troppo presto, alle prese con un nuovo rapporto di coppia che non riesce mai a stabilizzarsi per le sue continue resistenze a ricominciare a vivere e la sua difficoltà nell’elaborare il lutto. La storia è il racconto di un inverno parigino nella vita di tre persone, della ricerca della leggerezza, della voglia di provare a ricominciare a vivere, della necessità di levarsi dal viso un’espressione contratta, addolcendosi con gli altri e con se stessi. Una storia scritta (con la collaborazione di Maud Ameline, già sceneggiatrice nell’exploit di Noémie Lvovsky, Camille redouble), diretta e interpretata da Canto che trae spunto dalla propria autobiografia, perse il marito (anch’egli attore) prematuramente, ma in grado di distanziarsi dal pietismo che un soggetto del genere, così vicino alla propria vita, rischia di portarsi appresso (il protagonista maschile è pure l’attuale compagno della regista).

Parigi, inverno. Elise è una bella donna di mezza età (portata molto bene), lavora come guida nei principali musei parigini (nella prima sequenza la vediamo al Louvre, di fronte a un quadro che al momento non ricordo proprio… se ci fosse un lettore che ne ha memoria, lo segnali nei commenti!), vive con il figlio di dieci anni Leo (Samson Dajczman), un paciottone piuttosto tranquillo vagamente insofferente delle troppe attenzioni materne. Vivono soli, orfani di padre e marito, morto da qualche tempo. La donna ha una relazione con Paul (Antoine Chappey), fra i due c’è un’ottima intesa sessuale ma Elise non manca mai di fargli notare che quello che stanno vivendo non è amore. Con ostinazione Paul cerca in ogni modo, con pazienza e comprensione, di andare oltre gli isterismi della donna e con naturalezza costruirà un rapporto con il figlio, che dimostra sempre più chiaramente la voglia di un padre e allo stesso tempo la necessità di ritrovare un senso alla propria condizione ed ai propri ricordi. Con insistenza chiederà alla madre di poter celebrare il proprio Bar Mitzvah, una forma rituale che sente, in maniera buffa e soavemente indefinita, lo possa (ri)avvicinare alle radici ebraiche del padre defunto. Intanto Elise e Paul continuano una estenuante altalena emotiva della loro relazione, lei sempre più spietata, lui progressivamente sempre più insofferente. Quando sarà Paul a decidere di interrompere la relazione, un evento imprevisto cambierà le regole del gioco…

 

 

Come attrice Marilyne Canto (classe 1963) può essere considerata uno dei talenti più sottovalutati del cinema francese che, pur avendo lavorato con registi quali, fra gli altri, Claude Chabrol (L’ivresse de pouvoir), Dominique Cabrera (L’Autre côté de la mer, Nadia et les hippopotames, Le Lait de la tendresse humaine e Folle embellie), Philippe Garrel (Le Cœur fantôme, film per il quale è stata anche aiuto regia), Maïwenn (Le Bal des actrices), Robert Guédiguian (Les neiges du Kilimandjaro) e Marion Hänsel (La Tendresse), e pur avendo alle spalle circa cinquanta lungometraggi per il cinema, non è mai riuscita a imporsi come attrice di primo piano nel panorama nazionale a discapito di un curriculum solido e di un’ottima capacità attoriale (senz’altro superiore alla media). Come regista invece ha saputo, già con pochi cortometraggi (il primo fu, nel 1987, Nouilles al quale seguirono, molti anni dopo, i più recenti, Fais de beaux rêves, Oui, peut-être e C’est d’accord, rispettivamente nel 2005, 2007 e 2012), ritagliarsi uno spazio di interesse e notevoli riscontri (rimando il lettore alla pagina IMDb a lei dedicata con l’invito di spulciare fra i premi ottenuti nei festival dai corti da lei diretti).

Le Sens de l’humor (bello il titolo!) è un film onesto, semplice e privo di virtuosismi (cosa che spesso è un pregio), che segue i propri personaggi con discrezione e affetto evitando sensazionalismi e pietismi. Il tutto immerso in una fotografia, opera di Laurent Brunet (già ottimo DOP per Martin Provost in Séraphine e di frequente collaboratore di Christophe Honoré), che dipinge una Parigi plumbea e marginale piuttosto interessante. Un film che non grida e non strepita, che non cerca scorciatoie da lacrima facile per raccontarci la difficile nascita di una nuova coppia e di una famiglia, dopo un tragico lutto. Con una nota di de-merito, che non posso fare a meno di segnalare, per quanto riguarda la gestione della colonna sonora musicale, gestita con troppa approssimazione perché scatta come un riflesso condizionato pavloviano non appena si muovono i sentimenti, e il tutto è proprio un gran peccato. Nel complesso Marilyne Canto dirige una commedia dal sapore malinconico ma aperta alla vita che si segnala per un tocco leggero e intelligente, capace di sviluppare il proprio interesse sulla credibilità dei personaggi e sul loro rapporto reciproco, mettendo in funzione un triangolo emotivo (Elise, Leo, Paul) ben calibrato ed estremamente riuscito.

Un buon esordio, senz’altro convincente, forse addirittura promettente. •

Alessio Galbiati

 

 

Le Sens de l’humor
Titolo internazionale: Sense of Humor

Regia:
Marilyne Canto
Sceneggiatura: Marilyne Canto, Maud Ameline
Fotografia: Laurent Brunet
Montaggio: Yann Dedet, Thomas Marchand
Production design: Mathieu Menut
Suono: Olivier Péria, Carole Verner, Nathalie Vidal
Costumi: Bethsabée Dreyfus
Assistente alla regia: Delphine Daull
Production Manager: Juliette Lambours
Produttore: Julie Salvador
Interpreti principali: Marilyne Canto (Elise), Samson Dajczman (Leo), Antoine Chappey (Paul), Jean-Marie Chappey (Alex), Jules Ritmanic
Produzione: Christmas in July
Con il supporto di: CNC, Fondation Groupama Gan
In associazione con: La Banque Postale, Image 6
Rapporto: 1.85:1
Paese: Francia
Anno: 2012
Durata: 87′

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+