Ape > Joel Potrykus

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articolo tratto da Rapporto Confidenziale numero36

Trevor Newandyke, comico in crisi, colleziona fiaschi sul palco e costruisce bombe con maniacalità da piromane, frustrato dalla frenesia e dalla tensione che lo circondano. Offeso dalle minacce della compagnia di televisione via cavo, dall’aumento di prezzo della sua granita preferita e dalle vessazioni tutti quei cretini che lo circondano, per calmare la sua mente Trevor si rifugia nella musica a tutto volume e nel bagliore crepitante del fuoco. Una sera, dopo una sua tipica, deludente esibizione, Trevor scopre che una delle sue battute si è trasformata in realtà. Un fruttivendolo travestito da diavolo (o viceversa) gli propone un patto: una mela d’oro in cambio di una battuta. Per Trevor, la mela è magica. Mangiarla gli darà il potere di arrabbiarsi veramente ed affrontare i suoi nemici. Ma, naturalmente, i patti con il diavolo non vanno mai a buon fine…

Piccolo gioiello, sempre selvaggio e ben attento a sfuggire alla definizione di genere, che trasforma le sue occasionali imperfezioni in ulteriori elementi di forza. Per il suo secondo film con l’attore Joshua Burge (dopo lo straordinario corto Coyote del 2010), Joel Potrykus cita come riferimenti Alan Clarke, Michael Haneke, Jim Jarmusch, il Martin Scorsese di Taxi Driver (sempre ben presente nella sua mente, come afferma lui stesso), la Nouvelle vague, il punk rock, il metal, i fuochi d’artificio e il cibo spazzatura. Ma fanno capolino anche Louis C.K. e il Faust di Goethe, aggiungerei io.

Nel film, Trevor Newandyke è un comico (uno stand-up comedian, comico monologhista che si esibisce nei club) che tenta di emergere sui palchi della profonda provincia statunitense. Senza alcun successo, visto che il suo umorismo pare totalmente offuscato da una visione non ingiustificatamente catastrofista dell’esistenza e soprattutto dalla rabbia. Una rabbia crescente che lo porta a atti di piromania sempre più eclatanti e che troverà la sua nemesi proprio sul solito palco del solito club di provincia dove viene fischiato.

Il sodalizio tra Potrykus e Burge, entrambi di Grand Rapids, Michigan, già aspirante comico il primo, cantante e musicista il secondo (con la sua band Chance Jones, cercate i video dei suoi concerti su YouTube), è di quelli che fanno esplodere lo schermo. L’approccio narrativo e punk del regista trovano nel suo protagonista (la cui presenza ricorda non da lontano alcuni grandi del cinema come Buster Keaton o Harold Lloyd) il corpo e il volto perfetti.
C’è più cinema qui che in buona parte dei film che potete trovare nelle sale in questo momento. E Ape è un film che rimane impresso nella mente.

Girato con una troupe ridottissima (mai più di 4 persone), con un budget che definire ridotto sarebbe già troppo generoso, con una Canon DSLR, filmando di nascosto quando il permesso di usare determinati luoghi veniva negato dalle autorità, Ape ha ottenuto il premio per il migliore regista esordiente (sezione Cineasti del presente) e premio opera prima al 65. Festival internazionale del film di Locarno. ■

Roberto Rippa

Ape
Regia, sceneggiatura, produzione, fotografia, montaggio: Joel Portykus • Produzione esecutiva: Kevin Clancy • Interpreti principali: Joshua Burge (Trevor Newandyke), Gary Bosek (Dennis Spicer), Jason Roth (uomo dei Dorito), John Curtis (gorilla), Kevin Clancy (Tim), Jazymine Colvin (vicina di casa) • Produzione: Sub Noisse Movies • Camera: Canon DSLR • Formato video: 1.78:1 • Formato audio: mono • Lingua: inglese • Paese: Stati Uniti • Anno: 2012 • Durata: 86’
www.apefilm.com

JOEL POTRYKUS in Rapporto Confidenziale

Interview (2013) 

Gordon (2007) / Cineteca

Coyote (2010) / Cineteca

I’ve never been to LAInterview with Joshua Burge

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