Un burattino di nome Pinocchio – Intervista a Massimo Becattini

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Il DVD RAI-Eri di Un burattino di nome Pinocchio:
Intervista a Massimo Becattini

 

Esce finalmente il DVD di Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci (1972), distribuito da RAI Eri. Il cofanetto contiene, oltre al film nell’edizione appena restaurata, il documentario “Firenze a cartoni animati”, che racconta le travagliate vicende produttive del film, il trailer originale ed un booklet con l’autobiografia di Giuliano Cenci. Nel documentario di Massimo Becattini sono intervistati, oltre ai componenti della famiglia Cenci, Italo Marazzi, alcune storiche collaboratrici, Vito Tommaso, Roberta Paladini, Mario Verger e Luca Raffaelli. La veste grafica del cofanetto è stata curata dalla figlia del regista, Elena Cenci. Buon divertimento con il Capolavoro dell’Animazione Italiana!

di Mario Verger

Un burattino di nome Pinocchio – RAI Eri

 

Mario Verger: Massimo Becattini, documentarista di film d’arte e studioso di cinema, dopo il lavoro su La Rosa di Bagdad, hai continuato ad occuparti dei film storici del cinema di animazione. A riguardo di  Un burattino di nome Pinocchio hai incontrato all’Accademia NEMO, presso cui insegna, Giuliano Cenci?

Massimo Becattini: Dopo il restauro de La Rosa di Bagdad e la ricca edizione in DVD e Blu-ray, ho cominciato ad interessarmi al Pinocchio di Cenci. Giuliano abita a Firenze, quindi è stato facile avvicinarlo e farmi raccontare le vicende del film che Cenci dava per “irrimediabilmente perduto”. Ho saputo anche delle vicende giudiziarie che avevano coinvolto il film dopo la vendita da parte di Cenci e che sembravano assegnare alla RAI la proprietà del film, dopo ben tre gradi di giudizio.

MV: E cosa hai fatto?

MB: A questo punto ho sollecitato la RAI per saperne di più, ma, a parte lo scoprire che il film era stato messo in onda nel 1990-91 diviso in 13 puntate per RAI-Educational, la stessa RAI ignorava le vicende legate alla proprietà e non disponeva di alcun materiale originale del Pinocchio.

MV: A questo punto, se la RAI non ne sapeva nulla, come hai fatto a trovare il film?

MB: A questo punto mi sono messo io a cercare i famosi “negativi” ed ho interpellato in proposito l’amico Mario Musumeci, dirigente della Cineteca Nazionale, che mi confermava di avere a disposizione la copia positiva di deposito (a norma di legge) del Pinocchio ma di ignorare l’ubicazione dei negativi.

 

Mario Musumeci

 

MV: E gli hai proposto di cercarlo insieme…

MB: Così ho sollecitato Mario Musumeci alla ricerca e dai registri della Cineteca che censiscono i dati dei laboratori di sviluppo e stampa ubicati in Italia e andati falliti o scomparsi, si è potuto risalire alla Telecolor, il laboratorio che aveva eseguito a suo tempo le lavorazioni sul Pinocchio.

MV: Scartabellando tutti i suoi faldoni, a Musumeci cosa risultava?…

MB: Dai registri risultava che, dopo la chiusura della Telecolor, tutti i materiali lì giacenti erano passati ad altro laboratorio, e da questo ad EuroLab, uno stabilimento tuttora in attività.

MV: E quindi?

MB: Dopo una serie di incontri, insieme a Mario Musumeci, con i dirigenti di EuroLab, siamo riusciti a convincerli ad eseguire una ricerca presso i loro depositi…

MV: E, dopo giorni, in un deposito giacevano i negativi originali di Pinocchio

MB: Ed è stato così, dopo parecchie ricerche, che EuroLab ha individuato tutti i materiali originali del Pinocchio (negativi, internegativi, interpositivi, colonne, ecc.) giacenti in un loro magazzino di Pomezia.

MV: Qual è stata la reazione di Cenci riguardo la notizia del ritrovamento?

MB: Quando ho comunicato a Giuliano Cenci che i materiali del “suo” Pinocchio erano stati ritrovati, la reazione è stata prima di incredulità e poi di immensa gioia, vedendo finalmente tornare alla luce la sua creatura più “scontrosa”…

MV: In che stato era il negativo del film?

MB: I materiali – tolti dalle scatole ormai arrugginite – sono stati poi controllati; il negativo originale era decisamente “stressato”, mentre l’internegativo e l’interpositivo erano in relativamente buono stato. Allora si è cominciato a pensare di restaurare il film, in vista di una possibile uscita in DVD o Blu-ray.

MV: La Cineteca ha finanziato una parte e l’altre parte Cenci del restauro?

MB: Giuliano Cenci si è offerto subito di contribuire alle spese del restauro, ma – dato che la cifra era cospicua – è cominciato il lavoro di “persuasione” nei confronti della Cineteca Nazionale, per convincerla a partecipare almeno al 50% della spesa. Finalmente il lavoro è stato approvato ed il restauro ha potuto avere inizio nell’estate del 2011.

MV: Parlaci della tua venuta a Roma con Cenci…

MB: Intanto, avevo pensato – come per La Rosa di Bagdad, di realizzare un documentario che raccontasse tutte le vicende produttive del film; a questo punto, dopo una visita alla Cineteca Nazionale e all’EuroLab insieme a Cenci, ho potuto incontrare la sorella di Giuliano, Margherita Dini (96 anni!, ma ancora lucida e simpaticissima), all’epoca segretaria di produzione nel film, che mi ha fornito alcuni spunti per il trattamento della storia.

MV: Cenci ha fatto la supervisione per ripristinare questo suo capolavoro dell’animazione italiana alle immagini e ai colori originali

MB: Una volta iniziato il processo per giungere al restauro, Cenci è tornato a Roma con me per seguire il passaggio in telecinema dell’interpositivo e stabilire insieme al tecnico quale doveva essere l’equilibrio cromatico generale, il tono delle varie scene e la resa complessiva. Poi è cominciato il lavoro di restauro vero e proprio, mentre procedeva la ripulitura fotogramma per fotogramma dalle spuntinature, dai graffi e da tutte le rigature che il tempo aveva lasciato sulla pellicola. Dopo oltre tre mesi di lavoro, finalmente il master del film completamente restaurato e riportato alla sua bellezza originaria era pronto!

MV: Come ti è venuto in mente di realizzare un documentario sulla storia del film?

MB: Mi sembrava bello (e interessante) raccontare la storia del Pinocchio, un film realizzato tutto a Firenze,  nell’appartamento di casa di Giuliano,  e coinvolgendo tutti i membri della famiglia Cenci, ognuno con le proprie competenze e col proprio entusiasmo, per un periodo di cinque anni!

MV: Raccontaci della presentazione a Firenze al Cinema Odeon

MB: Finalmente, nel gennaio 2012 la copia restaurata del film è stata presentata al Cinema Odeon a Firenze, di fronte ad oltre 600 spettatori entusiasti! Molti sono dovuti restare fuori per ragioni di sicurezza. Ricordo ancora le code fuori dal cinema di coloro che non erano riusciti a trovare posto e sono rimasti lì sperando in un bis…
Una seconda proiezione – anch’essa affollata – è stata tenuta al Cinema Stensen nell’ottobre del 2012…

MV: Come è avvenuto l’accordo la RAI per farne una versione in DVD?

MB: Nel frattempo avevo ripreso i contatti con la RAI, fornendo loro tutte le pezze d’appoggio che dimostravano una piena titolarità dei diritti sul film da parte loro, per convincerli ad editare finalmente il Pinocchio in DVD o Blu-ray. In fondo la RAI aveva a disposizione un film perfettamente restaurato, senza aver tirato fuori una lira!

MV: Come avete fatto per produrre la vendita insieme alla Rai?

MB: Infine, anche questa operazione è andata in porto, e dopo un incontro nel gennaio di questo anno tra Cenci, il sottoscritto ed i dirigenti RAI, è partita l’edizione del Pinocchio da parte di RAI Eri.

MV: Questo cofanetto DVD cosa contiene?

MB: Il DVD che esce in questi giorni (ottobre 2013) contiene il film restaurato, il trailer originale del 1972, il mio documentario Firenze a cartoni animati – Nascita e avventure del Pinocchio di Giuliano Cenci, ed un libretto di 20 pp. con l’autobiografia dello stesso Cenci.
Speriamo che le vendite confortino la RAI e la spingano ad editare una versione del film in Blu-ray, che esalterebbe tutta la qualità dello splendido restauro!

MV: Grazie Massimo Becattini, sei un grande!

Mario Verger

 

Una foto scattata a conclusione dell’interessante incontro con Massimo Becattini e Giuliano Cenci. assieme a Andrea Granchi, Ale Angileri, e Marika Marchese presso la Mediateca Toscana

 

speciale UN BURATTINO DI NOME PINOCCHIO
a cura di Mario Verger

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