L’Inconnu du lac > Alain Guiraudie

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L’Inconnu du lac (2013), ultima opera di Alain Guiraudie, termina con un’inquadratura di Franck nel pieno della notte alla ricerca del suo compagno-killer Michel. Lo schermo scuro – in quanto l’oscurità che osservo su quello è molto simile a quella che percepisco all’interno della sala cinematografica nella quale mi trovo – mi catapulta in un certo straniante modo all’interno del film; finalmente, mi verrebbe da dire. È infatti una sensazione bizzarra perché fino a quel momento tutto era apparso in maniera quasi impalpabile e ciò è anche paradossale per un film abbastanza “fisico” come questo. Ma è anche una sensazione particolare perché sembrava quasi che me lo aspettassi. Il fatto è che L’Inconnu du lac è un’opera che attraverso la messa in scena di uno spazio situato in quella che potrei definire quasi una superficie di astrazione (il lago in tutto il suo non-esserci) somma a quello stesso spazio l’essenza di tre figure (i tre protagonisti: Franck, Michel e Henri) che pian piano si rendono sempre più impercettibili. Parlo di astrazione perché lo sguardo impassibile di Guiraudie caratterizza il luogo dello svolgimento dell’azione come uno spazio, appunto, molto vicino a un’assenza di realtà concreta. In questo senso verrebbe quasi da cambiare il titolo di questo film in: L’Inconnu est le lac.

La vicenda raccontata è in pratica quella di un uomo, Franck, che durante le vacanze estive trascorre il suo tempo sulle rive di un lago noto per gli incontri sessuali tra uomini. Qui inizia a conoscere altre due persone in particolare: Henri, lasciato dalla fidanzata e venuto al lago per rilassarsi e non per cercare sesso, e Michel, personaggio ambiguo da cui Franck è molto attratto.
Ciò che di straordinario però riesce a esprimere questa opera non sta tanto in ciò che vediamo sullo schermo ma piuttosto in tutto quello che resta fuoricampo; insomma, in tutto ciò che non riusciamo a vedere (quello che c’è di più interessante è infatti tutto quello che ci immaginiamo possa avvenire nella vita dei personaggi al di fuori di quello spazio unico e impossibile che è il lago e il bosco retrostante). Ma a cosa punta dunque Guiraudie? Cos’è che diviene l’oggetto prediletto della sua comunicazione? Questo tipo di cinema parla in modo evidente di morte/i e di amore/i, parla di uomini soli e di uomini che non vogliono più esserlo (in tutti i sensi possibili e possibilmente espressi dal film) e lo fa attraverso l’osceno o almeno attraverso quello che intendiamo ancora essere osceno e cioè, in particolare, con ciò che offende il pudore con immagini esplicite riferite alla sfera sessuale. Ma in realtà lo fa solo trasversalmente, lo fa cioè ingannandoci, proponendoci in altre parole un’apparenza, mostrandoci un velo che poi si sfalderà con il procedere del racconto, fino a permetterci di notare che l’unica cosa a essere oscena è appunto tutto ciò che sta fuori dalla scena; ciò che è nell’inquadratura, ciò che è nel film, la si potrà allora mettere sullo stesso piano e giudicarla sempre allo stesso modo, senza variazioni (che sia morte, amore, passione o paesaggio naturale).

Il racconto che Guiraudie fa di questi uomini in questo non-spazio composto da qualcosa che dovrebbe essere un lago, da qualcosa che dovrebbe essere un bosco, da qualcosa che dovrebbe apparire come la ricerca di sesso o la ricerca d’amore, da qualcosa – infine – che dovrebbe mostrarsi come un istinto suicida o omicida (a seconda dei casi: Henri o Michel) è in definitiva un racconto che parla di esseri umani che ingannano se stessi e chi li osserva. Ma il cinema, in fondo, è un grande inganno, e d’altronde, come scriveva Charles Caleb Colton: «Ci sono degli inganni così ben congegnati che sarebbe stupido non cascarvi». •

Gabriele Baldaccini

 

 

L’Inconnu du lac
Titolo italiano: Lo sconosciuto del lago

Regia, sceneggiatura: Alain Guiraudie
Fotografia: Claire Mathon
Montaggio: Jean-Christophe Hym
Casting: Stéphane Batut
Suono: Philippe Grivel, Nathalie Vidal
Produttori: Sylvie Pialat
Produttore esecutivo: Benoît Quainon, Jean-Laurent Csinidis
Interpreti principali: Pierre Deladonchamps (Franck), Christophe Paou (Michel), Patrick Dassumçao (Henri), Jérôme Chappatte, Mathieu Vervisch, Gilbert Traina, Emmanuel Daumas, Sébastien Badachaoui, Gilles Guérin, François-Renaud Labarthe, Claude Bellelle, Slawomir Cieminski, Jean-Marie Crémier, Bernard Delavaux, Bernard German
Produzione: Films de Force Majeure, Les Films du Worso, M141 Productions
Rapporto: 2.35:1
Suono: Dolby, Dolby Digital
Camera: Red Epic, Primo Anamorphic Lenses
Negativo: Redcode RAW
Paese: Francia
Anno: 2013
Durata: 100′

 

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