Crystal Fairy & the Magical Cactus and 2012 > Sebastián Silva

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SuperCinico vs. Sunshine Girl

Per come la vedono i Curanderos delle Ande, le visioni che seguono l’assunzione del cactus magico denominato San Pedro sono causate dall’ “espiritu” al suo interno, che funge da supercarburante per la “sombra” (che non è sinonimo della cristianamente intesa “anima” – smetti di leggere, Francesco! – ma costituisce la parte più spirituale dell’uomo) e le permette di staccarsi dal corpo e andare in missione, se necessario anche nel futuro. Il cocktail di Espiritu e Sombra è quindi fenomenale.

 

 

Oppure, banalmente e razionalmente, è la mescalina insieme ad una cinquantina di strani alcaloidi contenuti nel San Pedro, a far partire il cervello per un piacevole e temporaneo delirio letargico/visionario?

Appartiene a questa seconda scuola di pensiero il cinico e strafatto buontempone Jamie, alias Scott Pilgrim, alias Michael Cera: con quella faccia da Beck nevrastenico è da tempo uno dei nostri eroi, ed in questo film fornisce la sua prova migliore.

 

 

Beffardo, ingenuo, comico ed emotivo come mai prima. Michelino è in perfetta simbiosi con Silva, tanto da realizzare contemporaneamente una doppietta in Cile, invadendo il Sundance Festival dell’anno in corso (l’altro titolo è Magic Magic [Link#1Link#2], che – non – era un thriller proprio come Crystal Fairy, – non – è un drug movie).

 

Crystal Fairy è un esempio che dovrebbero seguire tanti di voi, cari registi intellettualoidi.

 

 

Nato senza script, si sviluppa come una riuscitissima jam session improvvisata e sensuale, capace di trasmettere una palpabile e piacevolissima sensazione di LIBERTÀ. Un trucco c’è, però: tutto nasce da uno spunto essenziale, vale a dire la reale esperienza vissuta da Silva a caccia del San Pedro. Tra l’altro in compagnia di una reale Crystal Fairy che il buon Sebastian non ha mai più rintracciato.

La battuta più esilarante del film, che comunque – non – è una commedia, è ovviamente di Michelino: riferendosi a Crystal Fairy, la chiama Crystal Hairy (e bisogna vederla nuda per capire il perché), e la risata collettiva che si scatena immediatamente è di una genuinità tale da costituire la prova evidente dell’aria free-form che si respirava sul set.

 

 

Chissà se la simpatica sciroccata ha visto il film, e chissà se si tratta davvero dell’incarnazione parodistica della più svampita figliadeifiori mai apparsa su schermo.

Quasi dimenticavo: produce Pablo Larraín, che a 37 anni di età si segnala come uno dei più interessanti cineasti del secolo, per aver diretto gli splendidi Tony Manero, Post Mortem [Link#1Link#2] e No [Link#1Link#2] e per aver prodotto, oltre a Crystal Fairy, il magnifico Gloria e 4:44 Last Day on Earth di Abel Ferrara. È anche il produttore di Profugos, una delle migliori TV crime series mai realizzate. •

Dikotomiko

 

 

Crystal Fairy & the Magical Cactus and 2012

Regia, sceneggiatura: Sebastián Silva
Fotografia: Cristián Petit-Laurent
Montaggio: Diego Macho, Sebastián Silva, Sofía Subercaseaux
Musiche: Pedro Subercaseaux
Scenografie, costumi: Mark Grattan
Trucco: Macarenz Zedan
Effetti speciali: Daniel Dávila
Produttori esecutivi: Andrea Carrasco Stuven, Juan Ignacio Correa, Ricardo González, Mariane Hartard, Florencia Larrea, Sebastián Silva
Produttori: Juan de Dios Larraín, Pablo Larraín
Interpreti: Michael Cera, Gaby Hoffmann, Juan Andrés Silva, Agustín Silva, José Miguel Silva, Sebastián Silva, Manuela Baldovino, Gepe, Gracia Ariztia, Esteban Carreño, Juan Carlos Lara II, Gary Boyd, Marinés Muñoz, Nancy Castillo, Margarita Maria Nicolich
Produzione: Fabula, Content Media
Suono: Dolby Digital
Rapporto: 2.35:1
Lingue: inglese, spagnolo
Paese: Cile
Anno: 2013
Durata: 98′

 

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