The Enigma of Kaspar Hauser > Werner Herzog (1974)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

The Enigma of Kaspar Hauser

Jeder für sich und Gott gegen alle

directed by Werner Herzog

(West Germany/1974)

110 min

Deutch-sub.English

YOUTUBE STARZ MEDIA

Regia: Werner Herzog
Sceneggiatura: Werner Herzog, Ross Duffer
Fotografia: Jörg Schmidt-Reitwein
Montaggio: Beate Mainka-Jellinghaus
Musica: Gregory Tripi
Souno: Haymo Heyder
Costumi: Ann Poppel, Gisela Storch
Produttori: Werner Herzog
Casa di produzione: Filmverlag der Autoren, Werner Herzog Filmproduktion, ZDF
Mascherino: 1.66:1
Formato di ripresa: 35mm
Paese: Germania Ovest
Lingua: Tedesco
Anno: 1974
Durata: 109’

interpreti: Bruno S. (Kaspar Hauser), Walter Ladengast (Professor Daumer), Brigitte Mira (Kathe, Servant), Willy Semmelrogge (Circus director), Michael Kroecher (Lord Stanhope), Hans Musäus (Unknown Man), Marcus Weller, Gloria Doer (Frau Hiltel), Volker Prechtel (Hiltel the prison guard), Herbert Achternbusch (Bavarian Chicken Hypnotizer), Wolfgang Bauer, Wilhelm Bayer (Taunting Farmboy), Franz Brumbach, Johannes Buzalski, Helmut Döring (Little King), Enno Patalas (Pastor Fuhrmann).

SINOSSI

La mattina del 26 maggio 1828 in una piazza di Norimberga un giovane dimesso e sbigottito è abbandonato dal proprio tutore con nelle mani una lettera in cui si racconta la sua storia sino a quel giorno. La storia di un trovatello cresciuto come una bestia da un povero contadino. Il giovane Kaspar Hauser, questo il suo nome, viene da prima esibito dalle istituzioni della città come un fenomeno da baraccone, sarà poi il Prof. Daumer a prendersi cura di lui, lo educherà a modi borghesi e lo istruirà alle arti ed alle scienze. Ma proprio quando la sua sensibilità ed il suo intelletto trovavano un linguaggio col quale esprimersi, una mano assassino lo ucciderà. L’autopsia svolta nel 1833 rivelerà che la grandezza del cervello di Kaspar Hauser era di grandezza assai inferiore la norma.

COMMENTO

Basato su una storia vera e scritto dallo stesso Herzog, L’enigma di Kaspar Hauser è fra le opere migliori del cineasta tedesco, una vetta della sua poetica raramente così primordiale ed elegìaca. Il protagonista è interpretato da Bruno S. (uomo dal passato complesso e traumatico che incrocerà la propria strada con quella di Herzog pure nel 1977 interpretando – ancora – il ruolo di protagonista in Stroszek) con una intensità sconvolgente e straordinaria. Il titolo originale, letteralmente, significa “Ognuno pensi per sé e Dio contro tutti”. Nel ’75, a Cannes, si aggiudicò il Gran Premio della giuria. [Alessio Galbiati]
Magica ed affascinante allegoria sulla necessità di ritrovare una percezione del mondo incontaminata, sulla possibilità di un nuovo vedere e sentire e pensare senza essere guidati da pregiudizi e monolitica razionalità, sulla necessità di occupare uno spazio anche se da questo ci si sente respinti. Il film è ambientato a Norimberga nel 1824 ed è ispirato ad un fatto reale, quello del giovane Kaspar, che dopo aver passato tutta la sua vita segregato in una cella viene misteriosamente liberato in una piazza, ragazzo selvaggio incapace di parlare e di comunicare con gli abitanti “civilizzati”. In questo incontro/scontro emerge la difficoltà (o impossibilità) per chi sente in modo autonomo di comunicare in un mondo di linguaggi rigidamente codificati, inoltre risalta anche l’agghiacciante e subdola violenza con cui la società cosiddetta civile è pronta ad accogliere la diversità. Geniale l’idea di Herzog di fare interpretare Kaspar da un vero alien(at)o: Bruno S., realmente analfabeta, dopo un’intera esistenza passata tra riformatori e manicomi viene ad essere l’uomo nuovo capace di mettere a nudo tutte le false certezze e le contraddizioni della nostra società grazie alla sua peculiare sensibilità, che gli permette di vedere e sentire senza poi aver la presunzione di organizzare rigidamente il tutto. Le esitazioni, gli sforzi che ne conseguono nel parlare, concentrarsi, muoversi, finiscono con l’adattarsi perfettamente al personaggio Kaspar, che a questo punto non è più solo un’idea, ma un volto ed un corpo reali. Grazie a tutto questo Herzog riesce a mostrare una sorta di prima visione delle cose, proprio come se fosse la prima volta che si aprono gli occhi per vedere come è fatto il mondo. Per menti libere. [Samuele Lanzarotti]

RISORSE

Giovanni Grazzini sul Corriere della Sera del 28/01/81: mymovies

La storia di Kaspar Hauser (1812-1833): wikipedia

Samuele Lanzarotti su scaglie: scaglie

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+