The Shining: e se ci fosse un sequel?

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The Shining: e se ci fosse un sequel?

È uno dei film che tutti dovrebbero vedere prima di morire, è un classico, ed è uno dei migliori film della storia del cinema mondiale. È The Shining, film del 1980 diretto da Stanley Kubrick, basato sul romanzo omonimo di Stephen King. Quest’ultimo è tornato con un nuovo romanzo definito il sequel di Shining.

La luccicanza, termine usato per tradurre il titolo in italiano, rappresenta una tappa dell’itinerario di attraversamento/appropriazione/sfondamento dei generi cinematografici del grande maestro Kubrick nel corso della sua carriera.

Il romanzo di Stephen King, edito nel 1977, è il suo terzo romanzo pubblicato e rappresenta una delle tappe importanti dello scrittore per l’allontanamento dal genere thriller-fantastico e l’avvicinamento all’horror.

Il libro fu riadattato da King, anche per una miniserie televisiva in sei puntate trasmessa per la prima volta nel 1997 per la regia di Mick Garris. Rispetto al celebre film, questa versione sembrerebbe più fedele al romanzo originale rispetto alla versione del maestro Kubrick.

Il 12 novembre 2013, in Francia, si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione del nuovo romanzo dello scrittore, Doctor Sleep.

Durante la conferenza tenutasi in Francia, King spiega come nasce l’idea del romanzo The Shining. King e la moglie soggiornano allo Stanley Hotel a Estes Park mentre i dipendenti si preparano alla chiusura invernale. Da questo luogo prende lo spunto per creare la storia che avrà nella trasposizione cinematografica come protagonista, Jack Nicholson, alter ego dello stesso scrittore, nel ruolo di Jack Torrance.

Jack Torrance, è uno scrittore con problemi psichici e alcolista. Lo stesso King ammette di aver avuto problemi con l’alcool durante la scrittura del romanzo.

Nel romanzo, King rielabora in chiave thriller il topos della casa infestata da fantasmi, trasformandola in albergo, inserendo avvenimenti soprannaturali che hanno per protagonisti una coppia con il loro figlio dotato, a sua volta, di poteri paranormali, il piccolo Danny.

Danny Torrance, torna anche nel nuovo romanzo, uscito già negli Stati Uniti. Perché ha voluto riconnettersi con lui dopo tanti anni dopo averlo creato? «Danny ha avuto un’infanzia difficile, non ha mai abbandonato la mia mente durante tutti questi anni» – spiega lo scrittore durante la conferenza francese, e aggiunge – «era un bambino figlio di un alcolista e ho voluto ripresentarlo per vedere cosa succede con lui da grande. È diventato un alcolista a sua volta o no? Di solito quando finisco un romanzo, i miei personaggi scompaiono dalla mia vita, per Danny invece, non era così!».

E se nel frattempo l’influenza del cult-movie si ripresenta costantemente in molte salse, come l’ultima pubblicità realizzata per Channel 4 (guarda), emittente televisiva inglese, per promuovere la Stanley Kubrick Season, un ciclo di film dedicato al regista, forse a breve potremmo vedere nelle sale cinematografiche un vero e proprio sequel del film.

 

 

Il nuovo romanzo è ambientato negli anni settanta. Jimmy Carter, il protagonista, è il presidente degli Stati Uniti. Un incendio rade al suolo l’Overlook Hotel in Colorado e Jack Torrance, custode durante l’inverno, muore. La moglie Wendy e il figlio Danny sopravvivono, ma quest’ultimo, con gravi conseguenze psicologiche. Lo shining, la luccicanza, lo divora. Si presentano continuamente incubi e visioni, assieme all’amore per l’alcool ereditato dal padre. Passano gli anni e la passione per l’alcool continua e Danny si ritrova a Fraser, New Hampshire, dove degli amici decidono di salvarlo dall’incubo dell’alcolismo. La storia rappresenta un ritorno al fantastico del romanziere, come nei suoi primi lavori.

«Molte persone mi chiedono come nascono le idee per i miei romanzi. Non chiedetemelo, non lo so nemmeno io», ironizza King, e aggiunge, «Oggi tutti vogliono scrivere ad ogni costo, il bello e’ che lo fanno».

In effetti, grazie al self publishing, ovvero la possibilità di pubblicare un libro a proprie spese senza passare attraverso la intermediazione di un editore, oggi vengono pubblicati molti libri, forse troppi.

«Questa non è una cosa sempre positiva perché non c’è una censura, una barriera, nessuno ti dirà quel libro fa schifo perché è pieno di cliché e la grammatica è orrenda e tu lo pubblicherai comunque. E farai anche successo», dice King, «È il business. Funziona così. Un esempio è il libro 50 Sfumature di grigio. Non è un libro di qualità, ma ha fatto tanto successo».

 

 

Sulla domanda se il nuovo romanzo diventerà presto un film l’autore risponde: «Sono cresciuto nella generazione senza tv. Gli unici film che vedevo erano al cinema. Adoravo il cinema sin dall’inizio, sin dal primo film che ho visto a tre anni. Non scrivo mai, però, pensando a un futuro film. Quando scrivi per un film scrivi per immagini, io non faccio quello. I film hanno una grande influenza su di me e sul mio scrivere ma non c’e’ mai stato un caso dove mi sono detto voglio scrivere questo libro perché voglio che diventi un film».

Tra le varie cose parla anche della morte, che da sempre lo affascina: «La morte mi affascina, è una cosa universale. Nessuno ne esce. È un passo che ognuno nella propria vita dovrà compiere. Assieme alla nascita, è l’unica cosa che lega tutta l’umanità. La nascita però, è una cosa nota, tutti sappiamo tutto sul come si viene al mondo. Non sappiamo niente però della morte perché nessuno è mai tornato dall’aldilà per parlarne. È un mistero. E il mistero mi affascina.».

Il libro è previsto per la distribuzione italiana per il 28 gennaio prossimo, edito dalla casa editrice Sperling & Kupfer.

Se volete seguire King lo trovate qui: @StephenKing.

Qui sotto vi proponiamo la conferenza stampa integrale parigina dello scrittore diffusa sul canale youtube del suo editore francese Albin Michel.

 

 

Luana Verbanac

 

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