Bologna // Fantastic Mr. Carlo. In onore di Carlo Mazzacurati

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cartolina mazzacurati

Fantastic Mr. Carlo
In onore di Carlo Mazzacurati

12 marzo – 14 aprile
Cinema Lumière – Sala Officinema / Mastroianni
Piazzetta Pier Paolo Pasolini – Cineteca di Bologna

 

La Cineteca di Bologna rende omaggio a Carlo Mazzacurati (2 marzo 1956 – 22 gennaio 2014) con un bellissimo calendario di proiezioni di opere da lui dirette e da lui amate, accompagnate in sala da collaboratori, amici e persone che con il regista veneto hanno condiviso un tratto di vita. Matteo Codignola, Marina Zangirolami Mazzacurati, Angelo Barbagallo, Marco Messeri, Mario Canale, Valerio De Paolis, Valerio De Paolis, Fabrizio Bentivoglio, Alessandro Pesci, Franco Bernini, Roberto Citran, Stefano Rulli, Leonardo Scarpa, Antonio Albanese, Marco Pettenello, Claudio Piersanti, Franco Marcoaldi, Giancarlo Basili, Luca Bigazzi, Doriana Leondeff, Maya Sansa, Ilvo Diamanti, Paolo Cottignola, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Cecilia Valmarana.
Un bel modo per celebrare la carriera e la filmografia di un grande uomo del cinema italiano che ha attraversato gli ultimi quaranta anni di un’industria, alla costante ricerca della propria identità, con coerenza e rara onestà intellettuale. [AG]

 

Fantastic Mr. Carlo (giocando con il titolo di uno dei suoi film preferiti, Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson) è Carlo Mazzacurati, per due anni presidente della Cineteca di Bologna, per venticinque regista tra i più importanti e singolari del cinema italiano. A un mese dalla prematura scomparsa, vogliamo ricordarlo con i film di diverse stagioni, dal bellissimo esordio con Notte italiana a un sommesso capolavoro come La giusta distanza. Accanto ai suoi, presentiamo tre dei film che Mazzacurati, nel corso delle sue tante, colte, leggere, appassionate conversazioni sul cinema, aveva dichiarato di amare di più, per gusto cinefilo o per segrete consonanze con la propria poetica.

 

 

 

PROGRAMMAZIONE
dal 12 marzo al 14 aprile

 

Mercoledì 12 marzo | ore 18.00
CRUMB
(USA/1994) di Terry Zwigoff (119′)
Lingua originale con sottotitoli
Copia HD

La non prolifica carriera di regista di Terry Zwigoff (cinque film diretti tra il 1985 e il 2006) è indissolubilmente legata al fumetto. Se Ghost World e Art School Confidential sono tratti da comics di Daniel Clowes, anche cosceneggiatore, il suo secondo documentario è dedicato all’amico Robert Crumb, firma leggendaria del fumetto underground statunitense, padre dell’irriverente Fritz the Cat. Ritratto di un artista geniale e bizzarro e della sua famiglia altrettanto stravagante.

Introduce Matteo Codignola (editor di Adelphi, amico di Carlo Mazzacurati)

 

Mercoledì 12 marzo | ore 21.00
NOTTE ITALIANA
(Italia/1987) di Carlo Mazzacurati (93′)
Copia 35mm

Così scriveva Alberto Farassino nel 1987, da Venezia, commentando l’esordio alla regia di Carlo Mazzacurati, trentenne padovano presentato dall’altrettanto esordiente Sacher Film di Moretti e Barbagallo: “È un film senza errori, che dà più di quel che promette, piccolo ma ben confezionato e nel senso migliore del termine. Mazzacurati non va a citazioni e ricalchi. Il suo protagonista – un avvocato padovano interpretato con garbo e ironia da Marco Messeri – non è, finalmente, un cinefilo ma è proprio un cinofilo, ha un bellissimo cagnone bianco che deve portare in pensione quando viene incaricato di fare una perizia su certi terreni del delta del Po destinati a essere inclusi in un parco naturale. […] Una delle qualità del film è di non rincorrere subito la sua trama, e di prendere invece tempo a farci conoscere bene i suoi personaggi e ambienti. Più che una storia, seguiamo allusioni, elementi ricorrenti […]. Poi il film diventa un giallo con delitti, appunto, molto italiani”. Il pubblico amerà davvero il film, Mazzacurati già percorre sicuro la sua strada d’autore: storie minute e vivide, sommessi détour esistenziali, personaggi sperduti su ingannevoli orizzonti di provincia”.
Prima della proiezione verranno mostrate una sequenza di Giorno maledetto (1955) di John Sturges, al quale si ispira Notte italiana, e una di Chinatown (1974) di Roman Polanski, con cui l’esordio di Mazzacurati condivide il tema della città corrotta.
Verrà inoltre proposto un montaggio di 15′ con con il backstage di Notte italiana e la presentazione del film alla Mostra del cinema di Venezia.

Saranno presenti Marina Zangirolami Mazzacurati, Matteo Codignola, Angelo Barbagallo, Marco Messeri e Mario Canale. Conduce Valerio De Paolis

 

Giovedì 13 marzo | ore 20.00
IL PRETE BELLO
(Italia/1989) di Carlo Mazzacurati (93′)
Copia 35mm

Opera seconda carica d’attese, Il prete bello deluse molti: l’insuccesso servì a riportare rapidamente Mazzacurati nel cuore della propria ispirazione, della propria motivazione, del proprio stile (Un’altra vita, il film che segue, è tra i suoi più struggenti e compiuti). Lo scarto tra ambizioni e mezzi c’è e sarebbe sciocco negarlo: però anche in questo racconto d’epoca tratto da Parise (Italia fascista, vigilia della guerra) sui travagli di due adolescenti e d’un prete tentato dalle sirene della carne e del regime, si respira a tratti l’aria che rende così riconoscibile il cinema di Mazzacurati, lo sperdimento di personaggi fragili su sfondi ostili, il lavoro di messa a fuoco sul bordo delle cose, e l’amore per la scrittura. (pcris)

Introduce Valerio De Paolis (produttore del film)

 

Sabato 15 marzo | ore 18.00
LA LINGUA DEL SANTO
(Italia/2000) di Carlo Mazzacurati (110′)
Copia 35mm

Nella vita non glien’è andata dritta una: come ultima chance trafugano la reliquia dalla Basilica di Sant’Antonio. Si ritroveranno a trattare il riscatto con un industriale dei salumi. “Ho cercato di raccontare una certa area del Nord di questo paese con una storia che contenesse la struttura di Don Chisciotte e Sancho Panza. I due rappresentano la marginalità, una condizione opposta a quella che è generale in questo territorio, il Nordest italiano. Se ci sono riuscito, ho raccontato due cose: da una parte un mondo piccolo e limitato, al quale io appartengo e dal quale sento di provenire, una generazione che non è riuscita a fare quasi niente, che ha parlato molto, in giro per i bar, che ha sperato e un po’ vaneggiato, che ha raccontato un sacco di balle agli altri e a se stessa, ma che per me rappresenta un punto di riferimento affettivo: che, forse inutilmente, si oppone. Dall’altra c’è il tempo presente, l’oggi con la sua nitidezza, la stagione del benessere diffuso: ma anche che cosa si è dovuto pagare per arrivarci, che cosa è andato perduto” (Carlo Mazzacurati).

Introducono Fabrizio Bentivoglio e Alessandro Pesci

 

Sabato 15 marzo | ore 21.00
IL GRANDE LEBOWSKI
(The Big Lebowski, USA/1998) di Joel e Ethan Coen (117′)

 

Domenica 16 marzo | ore 18.00
UN’ALTRA VITA
(Italia/1992) di Carlo Mazzacurati (95′)
Copia 35mm

La traversata ‘fuori orario’ di Roma, dal borghese centro umbertino alla livida periferia del Tuscolano e di Tor Bella Monaca, diventa per il timido dentista Silvio Orlando, alla ricerca di una bella russa di cui è innamorato, un viaggio nella notte di un degrado materiale e morale, di un ambiente malavitoso dominato da nuovi e loschi ricchi, in cui lo sfruttamento della prostituzione s’intreccia col mercato dei visti e dell’emigrazione clandestina. “Vorrei che questo film spingesse qualche spettatore a guardarsi di più intorno, a riconoscere quanto e come, oggi, tante persone stiano cercando di sopravvivere” (Carlo Mazzacurati).

Introduce Franco Bernini (sceneggiatore del film)

 

Giovedì 20 marzo | ore 21.30
IL TORO
(Italia/1994) di Carlo Mazzacurati (105′)

Due allevatori cassintegrati rubano Corinto, prezioso toro da riproduzione, con l’intenzione di venderlo nell’Europa dell’est. Il vagabondare dei due protagonisti, moderni e improvvisati outlaw heroes, diventa per Mazzacurati, una volta di più, l’occasione per sperimentare l’incontro con culture diverse, oltre la frontiera, fra le macerie del socialismo reale verso il quale il capitalismo ‘vincente’ si protende ringhiante con metaforiche taurine fattezze. Leone d’Argento a Venezia e Coppa Volpi a Roberto Citran nel ruolo del timido Loris, che si contrappone all’intraprendente spacconeria di Diego Abatantuono. (ac)

Precede una sequenza di Bellissima (1951) di Luchino Visconti, cui si ispirano alcune scene di Il toro.

Introducono Roberto Citran, Stefano Rulli (sceneggiatore del film) e Leonardo Scarpa (scenografo del film)

 

Venerdì 21 marzo | ore 20.00
VESNA VA VELOCE
(Italia-Francia/1996) di Carlo Mazzacurati (92′)

Ritratto di ragazza che si scontorna netto nella galleria di maschi senza gloria del cinema di Mazzacurati. Vesna è una delle tante giovani donne dell’Est che dai primi anni Novanta cominciano ad apparire nelle strade, nei bar, nelle case dell’Italia urbana e provinciale. È impaurita, ma decisa a prendersi quel che vuole: il suo spiraglio d’Occidente, il bagliore dei negozi illuminati, il fruscio del denaro tra le mani. La via facile è la prostituzione. Però Vesna è Vesna: “laconica, chiusa, sola, affamata di libertà, ha un’ostinazione desolata e ardita, una testarda volontà d’autonomia: persino la gratitudine le sembra una limitazione, i suoi grazie suonano come vaffanculo” (Lietta Tornabuoni). Incontra un capomastro timido, un’ipotesi sentimentale sembra intralciare il suo veloce falso movimento. Al cinema di Mazzacurati approda, intenso e inatteso, Antonio Albanese. (pcris)

Introduce Antonio Albanese

 

Sabato 22 marzo | ore 18.00
SEI VENEZIA
(Italia/2010) di Carlo Mazzacurati (95′)

Che cos’è il sentimento di una città? Sono le sue strade, la luce che la illumina, sono le persone che ci vivono e le loro storie. È tutte queste cose ma anche qualcos’altro, qualcosa che richiede tempo e attenzione per essere colto. Il documentario va in cerca di questo sentimento percorrendo la città e la sua laguna, scrutandone gli angoli e i giorni, ascoltando le storie di sei dei suoi abitanti: una cameriera d’albergo, un vecchio archeologo, un pensionato di Mestre, un pittore-pescatore, un ladro di appartamenti e un ragazzino.

Introduce Marco Pettenello (sceneggiatore)

 

Sabato 22 marzo | ore 20.00
L’ESTATE DI DAVIDE
(Italia/1998) di Carlo Mazzacurati (92′)

“Mazzacurati realizza in sordina un piccolo capolavoro. Partito senza pretese e concepito per una marginale destinazione televisiva, il film è il delicato ma al contempo vigoroso racconto di un apprendistato sentimentale, quello del ragazzo del titolo che, finita la scuola, va a trascorrere una vacanza dagli zii nel Polesine. Si sdoppiano due elementi cari al cinema di Mazzacurati: per un verso l’amaro e deludente incontro con una donna più grande lui, per l’altro la fertile amicizia con un ragazzo bosniaco” (Paolo D’Agostini). Sceneggiato insieme a Claudio Piersanti, una delle voci profonde e originali della narrativa italiana contemporanea, L’estate di Davide è uno dei film in cui si dispiega il talento “consapevole e amoroso” di Mazzacurati.

Introduce Claudio Piersanti

 

Giovedì 27 marzo | ore 20.00
A CAVALLO DELLA TIGRE
(Italia/2002) di Carlo Mazzacurati (98′)

Rendere omaggio alla grande commedia italiana significa, per Mazzacurati, recuperarne uno dei titoli più dimenticati, più disforici, più laterali, un film del 1961 di Luigi Comencini “che parlava di un dopoguerra che non finiva mai mentre Risi già faceva un cinema immerso nel clima del boom”. In carcere per un furto con maldestrezza, un uomo indeciso a tutto si dà alla fuga con due compari, un turco e un marocchino, e si trova perduto in paesaggi umani e sentimentali del tutto sconfortanti. “Qui ci sono uomini e donne di questo tempo, gente alimentata a televisione, che crede che sia quella la vita. Il protagonista è come un barattolo nella corrente, precipita in una catastrofe che però è anche la sua redenzione”. Di nuovo, come in altri suoi film, la tentazione di un’altra vita.
Precede una sequenza di A cavallo della tigre di Comencini.

 

Venerdì 28 marzo | ore 17.30
RITRATTI: ANDREA ZANZOTTO
(Italia/2000) di Carlo Mazzacurati (50′)
RITRATTI: LUIGI MENEGHELLO
(Italia/2002) di Carlo Mazzacurati (62′)

Due dei tre ritratti di scrittori veneti (il terzo è Mario Rigoni Stern), ideati con l’attoreautore Marco Paolini e nati dal bisogno di raccontare uomini abitualmente appartati, non vicini ai media, “scrittori della terra, del materico, che amano i luoghi con una personalità, gli oggetti ben descritti, i frutti del territorio nominati, flora, fauna, cibo, fiumi, strade. Un mondo vivo, insomma, che non si fa ingannare dall’ansia di essere universale, perché Mazzacurati è un miniaturista del paesaggio, un meteorologo dell’umana oscillazione” (Roy Menarini).

Introduce Franco Marcoaldi (poeta e amico di Mazzacurati)

 

Domenica 30 marzo | ore 19.15
LA GIUSTA DISTANZA
(Italia/2007) di Carlo Mazzacurati (106′)

Vent’anni dopo, un’altra notte italiana, una notte padana dove qualcuno viene ucciso e nulla è come sembra. Siamo più maturi, o solo più vecchi, si può comunque teorizzare: “La giusta distanza è quella che il buon giornalista deve mettere tra sé e le cose” argomenta Fabrizio Bentivoglio, cronista locale dallo sguardo nebbioso “né troppo lontano sennò addio pathos, né troppo vicino altrimenti entra in gioco l’emozione e sei fritto”. Mazzacurati ci crede e non ci crede: è solo forzando il margine della distanza che il giovane praticante risolve il caso della maestra assassinata, e può partire verso la redazione d’un grande giornale di città. Ma è solo rispettando la sua giusta distanza, è solo scoprendo (lubitschianamente!) che per ciascuno c’è un solo punto esatto in cui collocare la macchina da presa, che Mazzacurati negli anni ha creato un mondo, lo ha popolato di personaggi vivi e veri, ha raccontato una parte d’Italia (la sua evoluzione, il suo ristagno), sempre in equilibrio magico tra intimità e rispetto. La giusta distanza è un film in cui la macchina da presa non ha un’esitazione. Una poetica personale, mai così limpida, si appropria di uno schema di genere, con naturalezza e sapienza. Probabilmente il suo capolavoro. (pcris)
Precedono le riprese dei sopralluoghi preparatori al film.

Introducono Giancarlo Basili, Luca Bigazzi e Doriana Leondeff

 

Domenica 30 marzo | ore 22.15
IL BUIO OLTRE LA SIEPE
(To Kill a Mockingbird, USA/1962) di Robert Mulligan (129′)
Lingua originale con sottotitoli

Dal grande romanzo southern che valse ad Harper Lee il premio Pulitzer e l’insanabile invidia del suo amico Truman Capote, un film inciso nell’educazione sentimentale e democratica di molte generazioni americane (e non solo). Un avvocato vedovo difende un nero dalla falsa accusa di stupro e cerca di crescere i propri bambini al di là delle paure e dei pregiudizi. Robert Mulligan è un notevolissimo regista sottostimato, l’Atticus Finch di Gregory Peck un loser commovente e nobile come pochi. C’è una provincia sonnolenta e feroce, c’è una forte ragione morale: non è strano che fosse un film così caro al cuore di Carlo Mazzacurati. (pcris)

 

Mercoledì 9 aprile | ore 20.00
L’AMORE RITROVATO
(Italia/2004) di Carlo Mazzacurati (105′)

Anni Trenta, belle e cadenti case sfitte sul litorale toscano. Paesaggi vuoti, di fascino inospitale. Pochi uomini in giro, c’è la guerra d’Africa. Stefano Accorsi, ligio impiegato di banca in trasferimento provvisorio, incontra Maya Sansa, un antico amore. Cedono entrambi quasi subito, ma lui lo fa nel modo più maschile, sventatamente adulterino, e senza nemmeno sognarsi di mettere in discussione il legittimo vincolo familiare, mentre per lei è passione totale, esigente, drammatica. Poi la guerra deflagra e travolge. Molto in filigrana c’è la traccia narrativa fornita da Una relazione di Carlo Cassola, o forse questa è solo “la storia di un uomo e di una donna, di un treno che corre lungo la costa tirrenica e dell’Italia di tanti anni fa, che nonostante tutto non è così diversa da quella di oggi” (Carlo Mazzacurati).

Introduce Maya Sansa

 

Giovedì 10 aprile | ore 18.00
MEDICI CON L’AFRICA
(Italia/2012) di Carlo Mazzacurati (89′)

“Il film è la storia di un gruppo di persone che si occupa di portare salute in Africa e del loro modo un po’ speciale di farlo. È venuto fuori un ritratto collettivo, credo, dove ciascuna individualità è fondamentale, ma dove esiste uno spirito comune molto forte che fa convivere tenacia, capacità di sacrificio con dolcezza e anche ironia. Influenzato da questo loro stile ho cercato anch’io di fare un film ‘leggero’ per quanto sia possibile su di una materia comunque drammatica come la questione della salute nell’Africa subsahariana”. (Carlo Mazzacurati)

Introduce Ilvo Diamanti (politologo, amico di Carlo Mazzacurati)

 

Sabato 12 aprile | ore 20.00
RITRATTI: MARIO RIGONI STERN
(Italia/1999) di Carlo Mazzacurati (55′)

“Mario Rigoni Stern ha vissuto questo secolo come un personaggio omerico, con la stessa pazienza, lo stesso coraggio, la stessa speranza in un disegno. I suoi occhi, il suo sguardo sono puri come la neve, ne hanno la stessa limpidezza, lo stesso candore. […] Non ha mai abbandonato nessuno lungo il suo cammino, che fossero soldati amici o nemici, o persone perdute tra le montagne. Se li è caricati sulle spalle e li ha riportati a casa. Ciò che non ha potuto portare indietro ha deciso di raccontarlo, per non dimenticare”. (Carlo Mazzacurati)

Introduce Paolo Cottignola (montatore del film)

 

Domenica 13 aprile | ore 16.00
FANTASTIC MR. FOX
(USA/2009) di Wes Anderson (87′)

Ed eccolo infine, il Fantastic Mr. Fox cui ci siamo ispirati per dare un titolo a questo lungo ricordo di un amico che qui si conclude. Un’aria di famiglia, tra il cinema di Wes Anderson e quello di Carlo Mazzacurati? Di sicuro non immediata: nel primo tutto accade sul piano inclinato d’una sofisticata rarefazione, nel secondo ogni deviazione surreale affonda le radici in un territorio concreto. Però più di un’eco risuona nella natura introversa e bizzarra di tanti personaggi, nel colore speciale di ogni speranza e ogni fallimento, in queste bande di attori complici e fedeli… Fantastic Mr. Fox è Wes Anderson per la prima volta alle prese con l’animazione – compimento naturale per un mondo poetico che ha sempre sfoggiato il suo lato cartoon. La volpe Mr. Fox è un astuto patriarca che precipita nei guai e a sorpresa troverà aiuto risolutivo nel figlio, lo svagato Ash. Piccolo romanzo familiare, elegante racconto di formazione, serio divertissment ecologista. A Mazzacurati piaceva moltissimo. (pcris)

 

Domenica 13 aprile | ore 18.00
LA SEDIA DELLA FELICITÀ
(Italia/2014) di Carlo Mazzacurati (94′)

“Radicato nel Nordest, La sedia della felicità ribadisce il territorio del cinema di Carlo Mazzacurati e punta su due losers approdati, chissà come e chissà quando, al Lido di Jesolo. A Dino e Bruna capita l’occasione della vita, un tesoro da trovare per cambiare la sorte e risollevarsi dai propri fallimenti. In una regione e in un mondo dove tutto va in panne, si rompe e si spezza, dove anche i traghetti alle fermate sembrano incapaci di ripartire, un’estetista un tatuatore restano invischiati in qualcosa che non avevano previsto e che ha a che fare con la riscoperta dei sentimenti e dell’amore. Con garbo surreale, la commedia dinamica di Mazzacurati cambia lo stile di versificazione del suo cinema, sperimentando una scansione del racconto che pratica leggerezza e sorriso. […] Per intenzione, gioco e tanto amore avviene l’agnizione, la rivelazione dei personaggi e
il riconoscimento degli attori che hanno fatto e frequentato il cinema di Mazzacurati. Giuseppe Battiston, Roberto Citran, Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Natalino Balasso ‘accarezzano’ con malinconica dolcezza una commedia che chiede a gran voce la sospensione dell’incredulità. Fuori dal gruppo debuttano Valerio Mastandrea, paladino gentile dai tempi comici perfetti, e Isabella Ragonese, nostra signora delle Dolomiti, piena di grazia e riservata bellezza”. (Marzia Gandolfi)

Introducono Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston

 

Lunedì 14 aprile | ore 20.30
LA PASSIONE
(Italia/2010) di Carlo Mazzacurati (106′)

Un regista che forse aveva talento ma certo non ha più fortuna, ormai sceso a ogni compromesso e gravato dai debiti, accetta di allestire la sacra rappresentazione della Passione di Cristo di un paese toscano. Sarà una settimana di strani incontri, figuranti bizzarri, apparizioni quasi angeliche, e nello sfacelo totale lo spiraglio d’un riscatto. “Sono tutti, anche al livello infimo, contagiati dalla nevrosi del fare spettacolo che è propria dell’oggi. Io metto in scena da una parte questo scenario di plastica rappresentato dall’agente e dall’attricetta, in mezzo c’è il regista di Silvio Orlando, dall’altro un paese arcaico che fa cose arcaiche. I due mondi vengono in collisione attraverso il cortocircuito dell’esperienza del regista che è uno con una sua finezza, una sua speranza, una sua intensità. Andate quasi perdute nei fallimenti. Quasi… Bene o male questi disgraziati devono mettere in scena un’Ultima Cena, una Crocifissione, e loro malgrado devono confrontarsi con archetipi che provengono dal nostro patrimonio profondo. Naturalmente so che prima di me c’è stata La ricotta di Pasolini […]. Nonostante la sua dimensione estrema e picaresca, il film cerca di riflettere sulla buona volontà e la passione. Per esempio, la passione di chi si mette insieme per fare il mio mestiere” (Carlo Mazzacurati).

Introducono Giuseppe Battiston e Cecilia Valmarana (Rai Cinema)

 

Fonte: Cineteca di Bologna

 

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