Giorgio Sancristoforo | Notturno

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

A far da contrasto alla luce e al sole di maggio questo film (è proprio girato in pellicola) dell’artista milanese Giorgio Sancristoforo abbaglia la vista per la sua enigmatica a-temporalità. Sembra un pezzo di archeologia cinematografica uscito da un qualche archivio di un qualche anno del secolo passato. Bianco e nero tiratissimo un po’ Eraserhead, un po’ cinema sovietico, che riverbera immagini catturate nell’alto forno dell’acciaieria di Rubiera (nella fu (!) rossa provincia di Reggio Emilia). Un film strano, perché è figlio di due procedimenti distinti: raccolta di immagini (a cura di Sancristoforo) Super8 su pellicola Kodak Tri-x (la prima pellicola high-speed in bianco e nero introdotta sul mercato nel 1940), sonorizzazione live (a cura di Sancristoforo e Giuseppe Cordaro – conosciuto anche con il nome di con_cetta) durante la prima del 5 novembre 2010 al Teatro Valli di Reggio Emilia. I due elementi sovrapposti danno quindi vita a questo Notturno, opera commissionata da I Teatri di Reggio Emilia e prodotta dall’interessantissima casa milanese, sospesa fra suono e immagine (centro di ricerca e produzione di Acustica informatica) e saldamente piantata nella sperimentazione, AGON. Un’opera suggestiva e avvolgente composta dal paesaggio sonoro della fonderia, registrato e re-interpretato da Sancristoforo e Cordaro, che inghiotte lo spettatore in una dimensione sospesa e misteriosa che riverbera il passato industriale su di un presente incerto del proprio futuro.

 

notturno

 

Notturno is a tale of shadows and sounds.
Notturno è un racconto di ombre e suoni.
È il lavoro dell’uomo nelle tenebre, fra le fiamme dell’industria pesante. È il racconto di un luogo senza tempo, immerso nella stessa oscurità che dimorava nella fucina di Efesto, nel laboratorio dell’alchimista; nella camera segreta in cui Zeus nascose il fulmine.
Un antro cinereo che sembra allungarsi senza fine nei precipizi della terra, ora scosso dai tuoni, ora avvinghiato dallo stridente lamento di ciclopiche macchine, ora coperto di fiamme alte come palazzi.
Nella notte di Rubiera, uomini e donne evocano mostri di fuoco, mentre tutta intorno la città riposa. Ignara.
Partendo dalla tecnica della “mappatura sonora”, audioscan torna a raccontare gli spazi dell’uomo, questa volta non più le strade, luoghi di passaggio e di vita quotidiana (cfr. audioscan: milano), ma il turno di notte in acciaieria: luogo di lavoro di immensa durezza, fra i più antichi ed ancestrali. Nei fiumi di acciaio liquefatto, audioscan trova la metafora dell’iniziato intento a plasmare le forze della natura; ma soprattutto il coraggio e la determinazione di uomini e donne in luoghi di straordinaria complessità.
Mentre ogni suono viene pazientemente raccolto, l’occhio di una piccola cinepresa cattura su pellicola visioni dantesche e apparizioni oniriche, squarci di luce sull’anima nascosta dell’acciaio. Insieme, si uniscono in un film musicato dal vivo e un’installazione multimediale.

 

NOTTURNO

A film and a music performance with the lights and sounds of the steel foundry.
Filmed in super8 (kodak Tri-x)and recorded at the Acciaierie di Rubiera (RE) in 2010

Premiere: Friday November 5th, 2010 – Teatro Valli – Reggio nell’Emilia
Commissioner: I Teatri (Reggio nell’Emilia)
Production: AGON (2010)

Direction and Photography: Giorgio Sancristoforo
Sound: Giuseppe Cordaro and Giorgio Sancristoforo
Head of production: Massimo Marchi
Organization: Dalila Sena
Text: Silvia Sartorio

 

[[[ per conoscere un po’ di più Giorgio Sancristoforo vi rimando a: Tech Stuff, Manuale Video Di Musica Elettronica (a cura di Alessio Galbiati in Digimag 31, febbraio 2008) ]]]

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+