Rinaldo Censi | Copie originali. Iperrealismi tra pittura e cinema

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COPIE ORIGINALI
IPERREALISMI TRA PITTURA E CINEMA

Autore: Rinaldo Censi
Anno: 2014
Lingua: italiano
Pagine: 76
Prezzo: 8,00 €
Editore: Johan & Levi
Collana: il punto
ISBN: 978-88-6010-091-7
Formato: 12 x 18 cm
Finitura: Brossura
Munken Lynx

compra online (6,80€)

 

 

«Sì, a Vermeer sarebbe davvero piaciuto dipingere pick-up. Certo, non posso essere nella sua testa. Tutto quello che posso fare è osservare i suoi dipinti».
Ralph Goings

 

Copie originali è, prima di tutto, un agile viaggio tra libri da leggere tutto d’un fiato. Un ipertesto ragionato fatto di connessioni e rimandi, un lavoro intertestuale tra saggi e riflessioni tessute tra loro per offrire al lettore un nuovo angolo prospettico su di un fenomeno artistico così sfuggente come l’iperrealismo. Dal numero monografico di novembre-dicembre 1972 della rivista «Art in America» fino all’Archeologia del frivolo di Jacques Derrida. In mezzo una montagna di libri e citazioni, frammenti e rimandi, attraverso i quali Rinaldo Censi da corpo a una suggestiva visione dell’iperrealismo in pittura e nel cinema. Una lettura originale e acuta che si giova del formato del saggio breve proprio della collana il punto della casa editrice Johan & Levi – un formato felice per la critica d’arte, assai di frequente, eccessivamente e troppo spesso, inutilmente prolissa. Passando in rassegna gli artisti di questo stile pittorico (Robert Bechtle, Chuck Close, Ralph Goings, Richard Estes, Malcolm Morley), utilizzando interviste e riflessioni critiche frutto di un poderoso lavoro bibliografico (ben riassunto nella preziosa Nota bibliografica a chiusura del volume), Censi compie un percorso intellettuale che ne sviscera natura, tecniche e i limiti, per arrivare a connettere l’esperienza pittorica con quella cinematografica. Dalla camera oscura, alla fotografia, alla pellicola cinematografica quel che importa all’autore di Copie originali è evidenziare la natura doppia dell’immagine che gli autori iperrealisti offrono ai propri fruitori. Una riflessione ontologica sullo statuto delle immagini prodotte che sottile si dipana di pagina in pagina. Il concetto di cinema iperrealista abbozzato da Franco La Polla nel fondamentale Il nuovo cinema americano (1978) è qui ampliato e ricollocato nell’ambito del cinema strutturale, prestando attenzione non tanto alla sua dimensione citazionista o allusiva, ma al supporto attraverso il quale il cinema si proietta. È quindi la pellicola il terreno strutturale sopra al quale rintracciare l’iperrealismo cinematografico, nelle opere e operazioni dei vari Paul Sharits, Michael Snow, Chris Welsby, Ken Jacobs, Morgan Fisher, Joyce Wieland, Ernie Gehr, Peter Kubelka, Malcolom LeGrice, Peter Gidal e (soprattutto) Hollis Frampton (ma senza dimenticare Andy Warhol).
Copie originali è un invito all’approfondimento e alla scoperta che, in maniera silenziosa, ammonisce il lettore su considerazioni ancora tutte da costruire sull’epoca analogica, tutt’altro che da archiviare con faciloneria in epoca digitale. [Alessio Galbiati]

 

Rinaldo Censi scrive, traduce e programma film. È interessato alle frontiere disciplinari. Ha scritto un libro sulle dive italiane del cinema muto (Formule di Pathos, 2008) e uno su Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (2013). Ha curato rassegne su diversi filmmaker, tra cui Charley Bowers, Pedro Costa, Peter Tscherkassky, Karl Kels e Jean Eustache.
Per Rapporto Confidenziale ha stilato il proprio elenco de Il meglio del 2012.

 

Cover image: Ralph Goings, Interior, 1972

 

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