Frogs > George McCowan

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Articolo pubblicato su RC numero2 | febbraio’08 (pag. 10)
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Trama

Il milionario Jason Crockett, abitualmente irrispettoso nei confronti della natura che lo circonda tanto da inquinare i dintorni della sua dimora e avvelenare gli animali che vi abitano, festeggia il 4 luglio nella sua lussuosa casa su un’isola della Florida in compagnia della sua famiglia, vittima delle sue angherie. Rane, lucertole, serpenti, tartarughe e coccodrilli sembrano meditare una rivincita nei suoi confronti.

Commento

Tipico prodotto da Drive-in – la A.I.P. lo distribuiva all’epoca per essere proiettato unitamente a Gojira tai Hedorâ Godzilla Vs. the Smog Monster, 1971, di Yoshimitsu Banno – Frogs è un film decisamente sottovalutato nell’ambito del cinema bis.
Sebbene il titolo sia fuorviante per quanto riguarda il ruolo centrale delle rane e le morti siano suggerite più che mostrate, si tratta di un film capace di intrattenere grazie all’evidente volontà di regista e sceneggiatori di non abdicare all’esile, e un po’ risibile, premessa scegliendo al contrario di trattare la materia in modo serio, tentando di fare paura con i pochi mezzi di cui dispongono.
Esempio classico del genere “natura si ribella contro l’uomo”, Frogs appartiene a quella schiera di film – da The Birds di Hitchcock in poi – che, con gli opportuni distinguo, sceglie di fare a meno di mostri abnormi o comunque di fantasia, per scegliere di fare paura con animali comuni, che abitualmente non procurerebbero un solo un brivido.
Introdotto da una roboante e minacciosa affermazione (Today the pond, tomorrow the world! Oggi il laghetto,  domani il mondo!) che è già sufficiente per farmelo amare, il film funziona perfettamente nel suo genere a dispetto delle sue debolezze: i dialoghi usati unicamente come riempitivi, la recitazione legnosa e le rane, che non fanno nulla se non saltellare su un cadavere a fine film, lasciando il compito omicida ad altri animali.
Anche il senso di attesa di un pericolo che si sa imminente è ben giocato, con l’incombente presenza di anfibi e rettili che hanno il potere di tenere alta la tensione. Non ci sono praticamente scene in cui si veda uno degli animali uccidere un uomo (a parte una di lotta con un coccodrillo le cui fauci sono visibilmente chiuse con un nastro adesivo nero), e questo per evidente assenza di effetti speciali, ma il regista lavora di montaggio per farcelo credere e la sua scelta è, alla fine, efficace.
Se le interpretazioni sono nella media – bassa – di questo genere di cinema, Ray Milland si eleva sugli altri interpreti grazie alla sua bravura nell’interpretare lo scontroso protagonista. Lo stesso anno, Milland interpreterà, sempre per una produzione A.I.P. un ruolo simile in The Thing With Two Heads di Lee Frost.
Non un capolavoro del genere ma ben lungi dall’essere la schifezza che molti dicono sia.
Il direttore della fotografia Mario Tosi sarà, quattro anni dopo, al lavoro per Carrie di Brian De Palma.

Roberto Rippa

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Frogs (USA, 1972)
Regia: George McCowan
Soggetto: Robert Hutchison
Sceneggiatura: Robert Hutchison, Robert Blees
Musiche: Les Baxter
Fotografia: Mario Tosi
Montaggio: Fred R. Feitshans Jr.
Interpreti principali: Ray Milland, Sam Elliott, Joan Van Ark, Adam Roarke, Judy Pace, Lynn Borden, Mae Mercer, David Gilliam, Nicholas Cortland
91’

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