Seraphim Falls > David Von Ancken

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Seraphim01

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale – numero6, giugno 2008 (pag.28)

10.6mb | 6.4mb | anteprima

Von Ancken fa rivivere il vecchio West

Un western d’altri tempi.
Seraphim Falls è questo e molto altro: paesaggi mozzafiato, una storia perfetta nella sua estrema semplicità, magistrali interpretazioni e più in generale una notevole cifra stilistica che contraddistingue ogni scena.
La storia è quella di un infinito inseguimento – che dura di fatto per tutto il film – tra due uomini, spietati, distanti, diversi, ma uniti da un comune passato e da terribili ricordi.
L’inseguito (Pierce Brosnan, alla sua migliore interpretazione di sempre) è ferito, perennemente disarmato, privato sistematicamente di mezzi di sostentamento e locomozione, ma riesce feralmente a sopravvivere. L’inseguitore (Liam Neeson, anche lui all’altezza) si accompagna con un gruppo di cacciatori di taglie, che minuto dopo minuto viene decimato dalla estenuante ricerca e, soprattutto, dal pericoloso uomo del quale seguono ogni traccia.
Nonostante entrambi sembrino disposti a tutto, diventa presto palese che nessuno dei due, nella “vita precedente”, è stato un delinquente: una ferrea ed ammirevole etica regola ognuna delle loro azioni, anche le più deprecabili.
Un aspetto certamente interessante della trama è che lo spettatore ignora per la maggior parte del film il motivo che spinge Neeson a provare tanto odio per quel cacciatore, senza comprendere quale sia precisamente la “parte” dei buoni e quella dei cattivi – sempre che ci siano.
Dopo ore, letterali, di inseguimento, diviene inevitabile il confronto finale, una epica resa dei conti dall’esito significativo.
David Von Ancken, al primo vero film dopo tanta esperienza in serial tv e pellicole di poche pretese, compie un piccolo miracolo, dando vita ad un western perfetto (scritto con Abby Everett Jaques): asciutto, cruento, mai banale o noioso.
Il rischio quando si dispone di scenari mozzafiato come quelli sapientemente selezionati da Von Ancken e compagni, è quello di lasciare che prendano il sopravvento, divenendo meravigliosi e immobili protagonisti assoluti della scena. Il regista americano invece, avvalendosi della preziosa collaborazione di un maestro della fotografia come il due volte premio Oscar John Toll (tra gli altri, Braveheart, Vanilla Sky), sfrutta magistralmente gli eterogenei e selvatici paesaggi – che vanno dalle montagne innevate al caldo arido del deserto – come palcoscenico naturale per sequenze memorabili.
Indispensabili in un film del genere sono evidentemente le interpretazioni degli attori, in particolare dei due che di fatto si dividono la scena durante tutta la narrazione. Brosnan e Neeson regalano una grandiosa prova attoriale, entrambi forse al massimo della loro carriera, trasfigurati dalla fatica, dalle ferite, da un passato che li ha segnati profondamente.
Qui entra in gioco l’inevitabile flashback: breve, efficace, poco “invadente”, ma soprattutto chiarificatore; Von Ancken ottiene il massimo anche in questa occasione.
Cameo finale, tra allucinazione e coscienza assopita, per Anjelica Houston, improbabile venditrice di elisir in pieno deserto.
Memorabile la sequenza in cui Brosnan coglie di sorpresa uno degli scagnozzi di Neeson restando in agguato all’interno della carcassa del suo povero, defunto, cavallo.
Il confronto finale, già rimandato in più occasioni durante tutto il film, è significativo, degna conclusione di un western pressoché perfetto.
Mancano i primi piani strettissimi, la sua inimitabile genialità stilistica, ma siamo sicuri che il buon Leone, da lassù, approva.
Epico.

Seraphim Falls
(Caccia spietata)
David Von Ancken, 2006 (Usa), 116’

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+