20,000 Days on Earth > Iain Forsyth, Jane Pollard

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20,000 - Nick Cave
Un artista – sembra suggerire Nick Cave, in 20,000 Days on Earth, l’ambizioso documentario sui suoi ventimila giorni di vita – è un uomo in perenne rivolta contro se stesso, nella smania compulsiva di diventare altro da sé. Una paradossale forma di narcisismo per cui ci si ama così tanto che si vorrebbe cambiare di continuo. La performance è l’apoteosi della metamorfosi. Per dimostrarlo Nick Cave tira in ballo Nina Simone: una signora grossa e disgustosa che prima del concerto sta lì incarognita a ciancicare forsennatamente la sua gomma, ma quando sale sul palco e comincia a cantare (la gomma appiccicata sotto al pianoforte) si trasfigura in una divinità. Un semi-dio si sente anche Nick Cave, e forse le cose meno riuscite del film sono proprio le sue speculazioni mistiche sul senso del mondo e della vita, o certe preoccupazioni alla Bono Vox sul clima e il riscaldamento globale. Ma quando lo vediamo in creazione, al pianoforte, in prova con la band, in concerto o persino mentre azzarda una sua teoria di songwriting (dipende tutto dall’accostare due cose che non c’entrano niente, tipo “mettere nella stessa stanza un bambino e uno psicopatico mongolo”) non abbiamo nessun problema a credere ai suoi poteri sovrannaturali. Accettiamo pure l’iconologia insistita dei due registi che si accaniscono con devozione su singole parti del suo corpo (mani, occhi) o indugiano sui cambi d’abito col feticismo di veri adoratori. Poi però ci si consola nel vedere che anche un dio ha le paure di un comune mortale, prima fra tutte quella di perdere i ricordi, un timore che attraversa tutto il film, esaltato dalle immagini melanconiche di una Brighton sempre piovosa: Nick Cave al volante con lo sguardo assorto, e le apparizioni dentro la macchina di vecchi compagni di strada. Ma la poetica della nostalgia rivela le sue insidie, e tra i fantasmi del passato fa più bella figura Kylie Minogue che Blixa Bargeld, talmente rivoltato contro se stesso da essere diventato un uomo barbosissimo, una specie di politico dell’SPD preoccupato dal cosa fare in pensione. Così viene il sospetto che Cave se lo sia messo apposta dentro quella macchina, come a dire: ventimila giorni non son mica uguali per tutti. •

Veronica Raimo

 

 

20,000 DAYS ON EARTH
Regia: Iain Forsyth, Jane Pollard • Sceneggiatura: Nick Cave, Iain Forsyth, Jane Pollard • Fotografia: Erik Wilson • Montaggio: Jonathan Amos • Musica: Nick Cave, Warren Ellis • Production Design: Simon Rogers • Art Direction: Ben Ansell, Lucy Hayley • Trucco: Martina Luisetti • Produttori: James Wilson, Dan Bowen • Coproduttore: Alex Dunnett • Produttore associato: Jason Bick • Produttori esecutivi: Thomas Benski, Hani Farsi, Paul Goldin, Paul Grindey, Anna Higgs, Tabitha Jackson, Lucas Ochoa • Head of production: Marisa Clifford, Claire Wingate • Line producer: Andrew Hardwick, Kurban Kassam, Andrew Noble, Peter Lee Scott • Interpreti: Nick Cave, Susie Bick, Warren Ellis, Darian Leader, Ray Winstone, Blixa Bargeld, Kylie Minogue, Arthur Cave, Earl Cave, Thomas Wydler, Martyn Casey, Conway Savage, Jim Sclavunos, Barry Adamson, George Vjestica, Kirk Lake, Lizzie Philips • Produzione: Corniche Pictures, British Film Institute (BFI), Film4, Pulse Films • Suono: Dolby Digital • Rapporto: 2.35:1 • Camera: Arri Alexa • Laboratori: DeLuxe • Paese: UK • Anno: 2014 • Durata: 97′

Sito ufficiale

 

20000 Days On Earth

 

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