RC:music | Un uomo dalla pelle dura [OST] by Carlo Pes

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Un uomo dalla pelle dura
Riemersa dai fiammeggianti anni ’70 del cinema italiano di genere per mano della romana SONOR Music Editions (che ne riedita una sontuosa versione anche in vinile), la colonna sonora firmata Carlo Pes del road movie Un uomo dalla pelle dura, regia di Franco Prosperi (1972), torna a farsi apprezzare con le sue sonorità varie che spaziano dal jazz-funk del tema principale, Though Guy, arrangiato in 3 differenti versioni, al lounge di Relaxing in New Mexico con le sue improvvisazioni a base di Hammond, chitarra e flauto (molto Osanna). E poi bossa-jazz, country dal sapore hippie, prog rock lisergico…

 

 

Un uomo dalla pelle dura
Regia: Francesco Prosperi [Franco Prosperi] • Soggetto: Lucio Battistrada, Armando Crispino • Sceneggiatura: Adriano Bolzoni, Carlos Dunaway, Armando Crispino, Lucio Battistrada • Interpreti: Robert Blake (Teddy Wilson, detto “Cherokee”), Catherine Spaak (Claire, figlia di Tony), Ernest Borgnine (Capitano Perkins), Orazio Orlando (Mike Dugall), Tomas Milian (hippy), Gabriele Ferzetti (Tony La Monica), Emilio Messina (Cinc), Felicita Fani, Giuseppe Pollini [Joe Pollini], Aldo Cecconi, Fortunato Arena, Gianni Di Segni • Fotografia: Gabor Pogany • Musica: Carlo Pes • Costumi: Osanna Guardini • Scene: Francesco Calabrese, Luigi Scaccianoce • Montaggio: Alberto Gallitti • Suono: Umberto Picistrelli • Produzione: Cinegai • Distribuzione: Titanus • Visto di censura: 59608 del 12-01-1972 • Paese: Italia • Anno: 1972 • Durata: 83′

Trama: Teddy Wilcox, un giovane pugilatore, rifiuta di perdere un incontro truccato dal suo allenatore. Per aver trasgredito agli ordini il manager viene ucciso dal “racket” e l’omicidio vien fatto passare per opera di Teddy, che non avendo la fedina penale del tutto pulita, non trova miglior soluzione che nella fuga. Naturalmente la polizia lo considera l’indiziato numero uno. Casualmente Teddy incontra un suo ex compagno di università Mike, che ora fa il cronista sportivo, che lo aiuta a nascondersi e a creargli un alibi per la sera del delitto. Quando sembra che la situazione per Teddy sia senza scampo e non vi sia più uscita per il povero pugile perseguitato, un insperato aiuto gli arriva dalla giovane figlia del defunto manager, che lo salva. Un giallo sulla boxe, di gran moda in altri tempi, che attualmente sembra tornato alla ribalta. Ottima la regia di Franco Prosperi, decisamente fedele al genere “giallo”.

 

Allora ci caddi. Il mitico Robert Blake, appena uscito da due capolavori, Electra Glide di William Guercio e Ucciderò Willie Kid di Abraham Polonsky, in un “on the road” violento all’italiana. Un po’ finto, con Tomas Milian che fa l’americano all’Easy Rider di supporto perché un giorno aveva fatto l’Actor’s, Catherine Spaak che spara gli ultimi colpi di una carriera trasgressiva, Ernest Borgnine non ancora sul viale del tramonto. Storia così così con Bobby Blake pugile di sangue Cherokee che cerca di uscire dal giro della mala legata alla boxe in una specie di zona di frontiera. Mah! Blake è ridiventato attore di culto dopo aver impersonificato il male in Strade perdute di David Lynch. Certo l’incontro con Franco Prosperi non deve avergli fatto benissimo. Lo sceneggiatore Carlos Dunaway girò in Italia qualche Carosello per la Paglieri col quartetto Cetra, ma voleva fare del cinema… Grandissima fotografia dell’americana Gabor Pogany.
– Marco Giusti, Dizionario dei film italiani Stracult, Frassinelli 2004

 

Un uomo dalla pelle dura

 

Carlo Pes (Cagliari, 3 marzo 1927 – Bellagio, 24 dicembre 1999) è stato un chitarrista, compositore e arrangiatore italiano.
Si trasferisce con la famiglia a Roma; appassionato di jazz, esordisce nel 1945 come chitarrista in un complesso insieme a Enrico Simonetti e Bruno Martino; suona poi per tutto il decennio successivo con alcuni grandi nomi come Lionel Hampton, Stan Getz, Django Reinhardt, Toots Thielemans, pur continuando a far parte della formazione di Bruno Martino fino alla fine del 1959.
Alla fine degli anni ’50 entra nell’Orchestra della Rai. Successivamente con Maurizio Majorana al basso, Antonello Vannucchi alle tastiere e Roberto Podio alla batteria e percussioni, forma il complesso Marc 4 che incide moltissime colonne sonore di film italiani degli anni ’60 e ’70.
Passa alcuni anni in Brasile assieme al fratello Bruno contrabbassista, dove ha modo di studiare il folklore musicale.
Nel 1963 incide il brano Quisasevà, composto da Armando Trovajoli, che viene scelto come sigla del programma televisivo Il Giornalaccio.
A metà degli anni ’70 trascorre un lungo periodo negli USA, dove suona al fianco di musicisti del calibro di Toots Thielemans, Stéphane Grappelli, Chet Baker e Joe Pass.
Al suo ritorno in Italia si stabilisce definitivamente a Roma portando avanti la sua attività tra festival, night club, registrazioni in studio e trasmissioni televisive come professore d’orchestra. Contemporaneamente inizia anche una carriera come compositore, scrivendo canzoni per Mina, Carmen Villani, Paul Anka, José Feliciano, I Ricchi e Poveri, Franco Califano: sicuramente le sue musiche più famose sono quella scritta per Il mondo, successo internazionale di Jimmy Fontana, e Che sarà, che nel 1971 partecipò al Festival di Sanremo e che divenne un evergreen della musica italiana. Sua è anche la sigla del Telegiornale dal 1954 al 1970.
Negli anni ’60 ha lavorato anche come arrangiatore per la RCA Italiana, collaborando tra gli altri con Patty Pravo e Dalida.
Nel 1973 ha composto le musiche e firmato con Pino Presti gli arrangiamenti per l’album di Mina Amanti di valore, con testi di Franco Califano.
Negli anni ’80 ha formato un sestetto di swing, il Sestetto Swing di Roma, con Franco Chiari al vibrafono, Baldo Maestri al clarinetto, il Maestro Roberto Pregadio al pianoforte, Alessio Urso al contrabbasso e Roberto Zappulla alla batteria; il gruppo ha inciso per la Fonit-Cetra l’album Five Continents.
Ha realizzato colonne sonore per il cinema e si è anche dedicato all’attività di session man.

Vai alla discografia di Carlo Pes

[Fonte: Wikipedia – link – licenza Creative Commons (CC BY-SA 3.0)]

 

 

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