Av Mevsimi > Yavuz Turgul

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Av Mevsimi01

«La prima cosa che dico ai nuovi arrivati alla Sezione omicidi è: se guardate alle cose da una sola prospettiva, vedrete una sola cosa e ciò che vedrete sarà la soluzione o qualcosa che si frappone tra voi e la realtà?» (Ferman)

 

Della stagione di caccia del titolo è oggetto una giovanissima ragazza di cui viene ritrovato un braccio in un bosco. A cercare il colpevole dell’omicidio è un trio composto da Ferman (Şener Şen), anziano investigatore di grande esperienza, fiuto ed equilibrio, dal suo sottoposto Idris (Cem Yılmaz), in crisi a causa del divorzio dalla moglie Asiye, e dal giovane studente di antropologia Hasan (Okan Yalabık), prestato alla polizia il tempo per effettuare il master universitario e ricettore di scherzi da parte dei più scafati colleghi.

Mentre il primo è analitico, calmo e pieno di esperienza, un poliziotto che non sarebbe dispiaciuto a Simenon, il secondo è in piena crisi di nervi: il divorzio dalla moglie e l’impossibilità di una sua riconquista lo rendono violento e possessivo, nonché capace di pericolosi colpi di testa nell’ambito lavorativo che nemmeno Ferman – con cui si è instaurato un rapporti simile a quello tra un padre e un figlio – riesce a contenere. Il più giovane, da par suo, è combattuto tra il desiderio di lavorare per la polizia e la tentazione di accettare l’offerta del futuro suocero di gestire uno dei suoi tanti ristoranti. Appare chiaro che il lavoro di indagine lo affascina ma non è in grado di accettare la brutalità umana con cui il lavoro quotidiano  lo mette a confronto. Toccato il braccio amputato a inizio della storia, passerà infatti il tempo a lavarsi la mano, convinto che l’odore gli si sia appiccicato addosso.
È proprio l’interazione tra questi tre individui a costituire l’ossatura e il punto di forza del film: la sceneggiatura scava nel loro privato, ne indaga le azioni e motivazioni, giungendo ad attribuire ai personaggi uno spessore che di rado viene esplorato nel cinema di genere.
L’indagine non è certo in secondo piano, ma anche in questo caso è il propulsore di una esplorazione dell’ambito sociale e culturale in cui i personaggi si muovono. Una cultura fatta di maschilismo e sopraffazione, dove i potenti, o semplicemente i più forti (magari anche solo fisicamente), sentono il diritto di possesso su tutto e perdono la testa quando un evento non dominabile irrompe nelle loro vite.
Mentre, tra interrogatori e sopralluoghi, i poliziotti sono costretti a rimettere costantemente in discussione la loro posizione, la ricerca di un colpevole procede con più di un sussulto, il sospetto si sposta di persona in persona, facendo uscire di scena dapprima i colpevoli potenzialmente probabili per poi posarsi sui meno meritevoli di diffidenza, fino a un finale che sorprende più per la motivazione del colpevole che per la sua identità.
E così se il compagno della ragazza, un violento spacciatore, sparisce presto dalla storia in una scena che evidenzia le dinamiche interne alla famiglia della ragazza, gli indizi si indirizzano verso un potente e anziano uomo d’affari che ha sposato la ragazza a dispetto della enorme differenza di età. Ma anche in questo caso la ricerca di un movente plausibile appare come un ostacolo insormontabile.
In una Istanbul fotografata benissimo e in modo inedito da Uğur İçbak, Yavuz Turgul, regista di lunga esperienza (sette i titoli diretti tra il 1984 e oggi, diciotto i film scritti) e autore anche della sceneggiatura, mette in luce strada facendo l’umanità dei suoi personaggi, prendendosi il tempo di non lasciare che nessuno sia rappresentato alla stregua di un bozzetto.

Tutto questo fa di Av Mevsimi un film riflessivo e peculiare, un classico del poliziesco di indagine, che esercita un forte fascino cui non sono estranei gli ottimi interpreti, dal veterano Şener Şen – già protagonista per Yavuz Turgul in Muhsin Bey (Mr. Muhsin, 1987), Aşk Filmlerinin Unutulmaz Yönetmeni (1990), Gölge oyunu (The Shadow Play, 1992), Eşkıya (The Bandit, 1996), Gönül yarasi (Lovelorn, 2005) – al sorprendente Cem Yılmaz – il comico più famoso in Turchia, che qui conferma la versatilità dimostrata in Hokkabaz (da lui stesso firmato con Ali Taner Baltacı nel 2006) – fino ai ruoli di secondo piano che, come dimostra uno speciale sulla lavorazione del film, sono stati fatti oggetto di letture e riletture della sceneggiatura con lo scopo di affinare la calata fino al minimo dettaglio degli attori nei personaggi. Un film la cui tensione non rende superfluo nemmeno un minuto dei suoi 140 di durata.

Av Mevsimi è stato campione di incasso in Turchia, dove è stato proiettato su ben 652 schermi, ed è stato distribuito in sei Paesi.

 

Roberto Rippa

 

Av Mevsimi02

 

Av Mevsimi
(titolo internazionale: Hunting Season. Turchia/2010)
Regia, sceneggiatura: Yavuz Turgul
Musiche: Tamer Çıray
Fotografia: Uğur İçbak
Montaggio: Ismail ‘Niko’ Canlisoy
Scenografie: Sirma Bradley
Costumi: Gülümser Gürtunca
Produttori: Gulengul Arliel, Murat Akdilek (produttore esecutivo)
Produzione: Fida Film, Pro Film
Interpreti principali: Şener Şen (Ferman), Cem Yılmaz (Idris), Okan Yalabik (Hasan), Çetin Tekindor (Battal), Melisa Sözen (Asiye), Okan Yalabık (Çömez Hasan), Mahir İpek (Murat Öneş), Rıza Kocaoğlu (Asit Ömer), Nergis Çorakçı (Hatun), Mustafa Avkıran (Müslüm)
140′

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+