Xenia > Panos H. Koutras

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Xenia01

Dany ha 16 anni e appare solare, coraggioso e ben deciso a non farsi mettere i piedi in testa, nemmeno da una vita che non gli ha risparmiato durezze. Dopo avere congedato a inizio film uno tra quelli che si intuisce essere uno dei suoi “sponsor” che, conclusa una prestazione sessuale nemmeno giunta a termine, mostra un atteggiamento paterno nei suoi confronti, Dany lascia Creta alla volta di Atene, dove vive suo fratello Odysseas, che da tempo non risponde alle sue telefonate. Non è un viaggio di piacere: deve comunicargli la morte della madre – cantante albanese alcolista che ha cresciuto i figli nel culto di Patty Pravo e del pop italiano anni ’60 e ’70 – e la scoperta dell’esistenza di loro padre, un Greco che li ha abbandonati senza riconoscerli quando Ody aveva 2 anni e cui da allora ci si riferisce come all’”innominabile”.
La visita di Dany non suscita l’entusiasmo di Ody, che è di poco più vecchio di lui e che è evidentemente tenta di lasciarsi alle spalle un passato che lo ha addolorato senza forse rendersi conto di quanto condizioni il suo presente.
Ai due fratelli non resterà che mettersi in viaggio per cercare di raggiungere il padre.

L’incontro tra i due fratelli non è esattamente quello tra anime affini: se la vita di Ody ad Atene, dove ha un lavoro precario dove non viene trattato particolarmente bene, non è facile, la visita del fratello minore, eccentrico, invadente e felicemente gay, elemento che è per lui motivo di insulto, contribuisce a fare riaffiorare ricordi che tenta di rimuovere.
Quando partiranno alla volta di Salonicco, dove il presunto padre – probabile politico emergente di estrema destra – è stato di recente avvistato, il viaggio sarà inizialmente accidentato ma li vedrà finalmente riuniti.

Xenia – il nome del codice dell’ospitalità nell’Antica Grecia – è un film che non di rado pecca di ingenuità –
l’accelerazione dell’evoluzione del rapporto tra i due fratelli, che avviene in tempi brevi e senza che ci siano segnali in questo senso soprattutto a partire dal loro arrivo all’hotel Xenia, totalmente abbandonato e fatiscente, specchio di una Grecia che ha conosciuto tempi migliori; i simbolismi che sfiorano (e talvolta sfondano) il muro del kitsch risultando però, infine, volutamente molto divertenti fornendo nel contempo energia propulsiva alla narrazione; alcuni personaggi piazzati nella storia senza che se ne capisca il motivo (la cantante ucraina con cui Ody inizierà un rapporto) – e che altrettanto spesso presenta situazioni “camp” irresistibili (il riscatto potrebbe avvenire grazie alla partecipazione, molto caldeggiata da Dany,  di Ody all’X Factor greco grazie a una voce esercitata sul repertorio di Patty Pravo; i due fratelli riscoprono definitivamente la loro complicità sulle note di “Rumore” della Carrà).

Soprattutto, offre un ritratto riuscito di due persone straniere nel loro Paese: Albanesi di nazionalità grazie alla madre, Greci di fatto perché lì nati e cresciuti, rischiano l’espulsione perché non hanno un permesso di soggiorno. Il loro riconoscimento da parte di un padre di cui altrimenti non avrebbero ormai troppo bisogno servirebbe a sanare questa situazione, ponendo fine alla loro condizione di “clandestini” a casa loro.

Koutras si permette anche un ritratto impietoso della Grecia di oggi (di ieri?), incattivita da una crisi economica spaventosa ma, soprattutto, da una crisi di identità da cui stenta ad uscire. La vediamo percorsa da gruppi di neonazisti che, nel film, mettono a ferro e fuoco i quartieri abitati dagli Arabi e minacciano i gay. Ed è questo uno dei punti di forza del film, che trova anche nella scrittura dei suoi due personaggi principali una mano felice e sicura.

Alla fine, Xenia, che ha incontrato numerosi ostacoli produttivi a causa del fallimento della rete televisiva pubblica, inizialmente finanziatrice del film, avrà anche qualche difetto ma le sue simpatia, immediatezza e esplicita chiarezza politica finiscono con il prevalere su tutto, unitamente al suo sguardo, tanto simile a quello del suo più giovane protagonista, costantemente proiettato verso l’avvenire.

Nota di merito ai due protagonisti Kostas Nikouli e Nikos Gelia, qui alla loro prima prova da attori. La presenza di Patty Pravo – esplicitata nel titolo italiano del film – si risolve nella ripetizione di tre canzoni e in una presenza in carne ed ossa che si riduce a 5 secondi, mentre saluta dal finestrino di un’automobile.

La Grecia di Alba dorata avrà fatto schifo, ma l’Italia di Salvini e compagni non le è certo da meno.

 

Xenia è stato presentato a Cannes nella sezione Un certain regard nel 2014.

 

Roberto Rippa

 

Leggi l’intervista curata da Chiara Zanini a Panos H. Koutras


 

Xenia02

 

Xenia

(titolo italiano: Pazza idea. Grecia, Francia, Belgio/2014
)
Regia: Panos H. Koutras
Sceneggiatura: Panos H. Koutras, Panagiotis Evangelidis
Fotografia: Hélène Louvart, Simos Sarketzis
Montaggio: Yorgos Lamprinos
Musiche originali: Delaney Blue
Scenografie: Pinelopi Valti
Costumi: Vassilios Barbarigos
Trucco: Bénédicte Trouvé
Suono: Fabrice Osinski
Produttori: Alexandra Boussiou, Eleni Kossyfidou, Panos H. Koutras
Co produttori: Rémi Burah, Sébastien Delloye, Diana Elbaum, Juliette Lepoutre, Marie-Pierre Macia
Produzione: 100% Synthetic Films, Wrong Men
Co produzione: Movie Partners In Motion Film, Entre Chien et Loup
Supporto alla produzione: CNC, Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Fédération Wallonie-Bruxelles, Eurimages, Greek Film Center, Media, ARTE France Cinéma
Interpreti: Kostas Nikouli (Danny), Nikos Gelia (Odysseas/Ody), Yannis Stankoglou (Lefteris Christopoulos), Marissa Triandafyllidou (Vassiliki Christopoulos/Vivi), Aggelos Papadimitriou (Tassos Peris), Romanna Lobats (Maria-Sonia), Patty Pravo (se stessa), Electra Leda Koutra (Antigone), Dinos Psychogios (il bullo), Dimitris Rakos (Poliziotto)
Lingue: greco, albanese
Durata: 128′

 

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+