Al-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra (Love, Theft and Other Entanglements) > Muayad Alayan

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Love, Theft and Other Entanglements
Berlinale 65 | Panorama

 

Gerusalemme. I giorni nostri.
Moussa (Sami Metwasi) è un uomo mediocre, un ignavo, un abulico; ma in fondo in fondo ha il cuore buono. Di lavorare con il padre non ha tanta voglia, anche se vorrebbe aiutarlo economicamente; lui preferisce fare il ladruncolo e vivere di espedienti. Nemmeno con le donne dimostra di avere molto fegato: dopo avere inguaiato il suo grande amore, se l’è data a gambe; salvo poi ripensarci e tornare indietro, ma solo per metà, ne diventa l’amante (la donna nel frattempo si è affrettata a sposare un uomo ricco a cui accollare la gravidanza) e si limita a guardare da lontano la figlia.
In tutto ciò, Moussa vuole lasciare la Palestina per andare in Europa. Si è candidato a un programma europeo di scambio per calciatori che gli consentirebbe di sbarcare a Firenze. Ed eccolo, lui che non solo non è calciatore, ma non ne ha nemmeno il fisico, seduto davanti alla giuria di burocrati dell’Unione europea che deve decidere la sua idoneità al programma sulla base di domande quali ‘Do you like peace?’ o ‘Would you suffer if you go to visit Auschwitz?’.

Bene, ora: qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere a un ladruncolo palestinese senza nerbo che non vede l’ora di tagliare la corda per lasciarsi tutto alle spalle?
Trovare nel bagagliaio della macchina appena rubata un soldato israeliano rapito, ovvio.
E guarda caso questo è proprio quello che capita a Moussa, che si ritrova con un problema serio, anzi, serissimo: è invischiato in uno scandalo politico e ha le autorità israeliane e le milizie palestinesi alle calcagna.

Un film in bianco e nero stile nouvelle vague girato a bassissimo budget. Le prestazioni degli attori non sono proprio al top, ma è una commedia divertente, piena di vitalità e ironia. Un film piacevole che parla di chi vive all’ombra di un muro e non vuole essere né una vittima né un eroe, ma semplicemente vivere. Magari anche mediocremente, ma vivere la propria vita. •

Cristina Beretta

 

Love, Theft and Other Entanglements

 

Al-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra
titolo internazionale: Love, Theft and Other Entanglements

Regia: Muayad Alayan • Sceneggiatura: Muayad Alayan, Rami Musa Alayan • Fotografia, operatore: Muayad Alayan • Montaggio: Sameer Qumsiyeh • Musiche: Nathan Daems • Art Direction: Rami Musa Alayan • Costumi: Hamada Atallah • Trucco: Fuad Hindieh • Direttore di produzione: Noor el Hodaly • Assistente alla regia: Ihab Jadallah • Sound mixer: Costas Fylaktidis • Sound Designer: Giannis Giannakopoulos • Sound Recordist: Sameer Qumsiyeh • Effetti speciali: Fuad Hindieh • Effetti digitali: Issa Sacaan • Assistente operatore: Bashar Zarour • Gaffer: Khader Zidan • Produttori: Muayad Alayan, Rami Musa Alayan • Assistente di produzione: Ahmad Hawareen • Interpreti: Sami Metwasi (Mousa), Maya Abu Alhayyat (Manal), Riyad Sliman (Avi), Ramzi Maqdisi (Kamal), Kamel Elbasha (Leader della milizia), Hussein Nakhleh (Padre di Mousa), Valantina Abu Oqsa (Donna cieca), Mustafa Abu Hanood (Beamter), Nicola Zreineh (Ibrahim), Mohammad Othman (Michael) • Produzione: Palcine Productions • Formato di proiezione: DCP • Colore: bianco e nero • Lingua: arabo • Paese: Territori palestinesi • Anno: 2015 • Durata: 93′

 

Muayad Alayan (1985) | Filmografia
2009 – Lesh Sabreen? / corto
2010 – Mute / corto
2012 – Al-Hijara AlMuqadasa (Sacred Stones) / Doc
2015 – Al-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra (Love, Theft and Other Entanglements)

 

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