Séance > Yuri Ancarani

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Sèance_01

«Il silenzio non è mai stato il mio desiderio… e per quanto adesso le regole della vita siano totalmente cambiate… ancora una volta mi fa piacere far sentire la mia voce.»
– Carlo Mollino, 28 luglio 2014

 

Séance è un piccolo film di 30 minuti realizzato da Yuri Ancarani in occasione della mostra Shit and Die curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini (Torino, Palazzo Cavour, 6 novembre 2014 – 11 gennaio 2015), prodotto da Sky Arte HD e Dugong Production. Un film commissionato al regista ravennate in assoluta libertà creativa, l’unica richiesta fu quella di scegliere un soggetto che avesse a che fare con la città sabauda. Nasce così una specie di documentario d’osservazione che prima di ogni altra cosa coglie una situazione e un ambiente ben precisi. La situazione è una seduta spiritica avvenuta alle 20,30 del 28 luglio 2014, l’ambiente è Casa Mollino (via Giovanni Francesco Napione 2, Torino) e lo spirito evocato è nientemeno quello del padrone di casa, il leggendario architetto, designer, scrittore, fotografo, pilota automobilistico e aeronautico Carlo Mollino (1905-1973). Ma Séance nega i suoi stessi riferimenti esplicitando il contesto della ripresa solo sui titoli di coda – offrendoci in apertura unicamente il ricamo delle iniziali CM su di una bianca tovaglia di lino –, giocando con lo spettatore nella creazione di un ambiente primariamente sonoro dentro al quale immergerlo. Il suono è l’aspetto preminente del video di Ancarani: realizzato da Mirco Mencacci e composto da una fitta trama di sovrapposizioni timbriche catturate in presa diretta negli sfarzosi ambiente di Casa Mollino, sia durante le riprese video che off record in momenti differenti, sopra alle quali scivolano in sovrapposizione registrazioni di dialoghi di persone defunte. L’audio di Séance costituisce a tutti gli effetti un aldilà sonoro che interagisce con le parole della seduta spiritica, amplificandone fascino e mistero esoterico, e pure con gli ambienti architettonici e gli elementi di arredo. La costruzione sonora di Mencacci, fonico e montatore del suono (non vedente dall’età di quattro anni) tra i più apprezzati del cinema italiano (la sua storia fu raccontata da Cristiano Bortone nel film Rosso come il cielo), è un vero e proprio gioiello di rara intensità e bellezza che, nella sua lucida e scientifica follia, surclassa – per potenza visionaria – le immagini. Esteticamente rigorosa e maniacalmente attenta alle simmetrie, l’immagine di Ancarani riesce sempre a distinguersi, pur nella sua apparente ordinarietà e nell’impressione del già visto, forse per via di una congenita eleganza e raffinatezza, verrebbe da dire, monumentali. Ogni sua opera, penso a Il capo (2010), Piattaforma Luna (2011), La malattia del ferro (2012), Da Vinci (2012), San Siro (2014), riesce a trasformare scorci di realtà in esperienze visive, cogliendo la straordinarietà estetica di attimi (s)fuggenti, trasformando il dato reale in opera d’arte attraverso un raro senso della composizione del quadro e della durata delle singole inquadrature. Séance documenta una seduta spiritica distante dai cliché abituali.

 

 

Seduta a capo tavola una donna, la psicologa Albània Tomassini, interroga nell’aldilà Carlo Mollino e, con un filo di voce e gli occhi chiusi, dialoga di molti argomenti aiutata nel porre le domande da Fulvio Ferrari, grande conoscitore dell’architetto torinese e responsabile dal 1999 del Museo Casa Mollino. La scelta di porre in coda il nome di Carlo Mollino e di ometterlo dal titolo, rende esplicito il fine di compiere una riflessione filosofica sopra l’esistenza e la pratica artistica. Le parole pronunciate da Albània Tomassini diventano allora considerazione e speculazioni universali attorno alla vita e alla morte, alla permanenza dello spirito oltre la materia e al senso della produzione artistica: meditazioni magiche dall’aldilà di una sessione in un salotto-museo nella città più esoterica d’Italia. «La gioia di cui sto parlando è la completa realizzazione e, a volte, leggendo i diari di certe sante, io mi rendevo conto che solo quel piano e quel livello poteva essere paragonato alla gioia della realizzazione che ho provato in corso d’opera. […] So di essere stato un individuo in qualche modo disarmonico perché quando una persona cerca fortemente qualcosa non può essere armonico, perché l’armonia è nel risultato, non è nella sua ricerca. […] E se qualche volta, io mi sono accorto di aver creato una forma perfetta, in quel momento io sono stato un uomo beato… E poi è finita ed è ricominciata questa ricerca ansiosa, questo scontento di sé, questa inquietudine che ha caratterizzato buona parte della mia vita». Ed è tra queste parole, in un passaggio precipuo che da conto delle celebri polaroid molliniane, che mi pare si apra uno spiraglio sull’affascinante e misterioso cinema artistico di Yuri Ancarani: «[Nelle mie fotografie] c’è una ricerca di quegli elementi che conduco all’assoluta perfetta fruizione. È come se ogni elemento dell’immagine che sto costruendo diventasse un simbolo e più il simbolo è perfetto, più il simbolo è attinente e armonico al modello interiore, più la comunicazione è immediata». Forse è proprio un cinema simbolico quello di Ancarani, entro il quale ogni elemento visivo e sonoro è portato in scena per dirci qualcosa d’altro, un cinema in apparenza così vicino, nella sua matericità, eppure così lontano, nella sua ambiziosa indagine dell’invisibile. •

Alessio Galbiati

 

 

SÉANCE

Regia, camera, montaggio: Yuri Ancarani • Sound Design, fonico di presa diretta: Mirco Mencacci • Assistente fonico presa diretta: Silvia Bandini • Campionamenti ed elaborazione del suono: Andrea Ciacchini • Postproduzione audio: Sam, Mirco Mencacci, Silvia Bandini, Piergiorgio De Luca, Andrea Ciacchini, Marco Gorini • Seconda camera: Giuseppe Favale • Composing: Simone Rovellini • Assistente alla camera: Caterina Viganò • Color correction: On Air • Visual identity: Apart Collective • Direttore di produzione (Sky Arte Hd): Roberto Pisoni • Responsabile produzioni: Cristina Pistis • Programming Manager: Guido Casali • Supervisione artistica produzioni: Barbara Frigerio • Con: Albània Tomassini, Fulvio Ferrari • Marketing e comunicazione: Dino Vannini, Gaia Pasetto • Consulenza legale: Giulio Vecchi • Art Direction: Leo Mannella • Ufficio stampa: Paride Vitale • Producer (Dugong Production): Marco Alessi • Produttore esecutivo (Dugong Production): Giulia Achilli • Consulenza legale (Dugong Films): Filomena Cusano • Produzione: Sky Arte HD, Dugong Production • Produttore associato: Antonella Rodriguez Boccanelli • Con il supporto di: Film Commission Torino Piemonte, Museo Casa Mollino • Ringraziamenti: Cecilia Bernasconi, Davide Bracco, Sara Busso, Lucrezia Calabrò Visconti, Napoleone Ferrari, Paolo Manera, Nina Mosconi, Fabrizio Polpettini, Daniele Segre • Ringraziamenti speciali: Emanuele Mocarelli, Antonino Majorana • Realizzato in occasione della mostra SHIT AND DIE curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah, Marta Papini • Girato a: Museo Casa Mollino, Torino • Lingua: italiano • Paese: Italia • Anno: 2014 • Durata: 30′

 

SÉANCE è visibile su Sky On Demand

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+