I aionia epistrofi tou Antoni Paraskeva (The Eternal Return of Antonis Paraskevas) > Elina Psikou

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Antonis Paraskevas è un famoso personaggio televisivo, presentatore di un popolare show di informazione leggera che ogni mattina da 20 anni va in onda sulla televisione greca. Ma qualcosa nell’audience è cambiato negli ultimi tempi e Antonis ha escogitato un piano che forse aiuterà a rinvigorire lo share del programma. Ha pensato infatti, insieme al suo capo, di fingere il suo rapimento per ottenere più attenzione dai media e quindi di conseguenza di riaumentare gli ascolti.
Inizialmente ha pianificato di nascondersi in un elegante hotel, lontano dal centro abitato e da occhi indiscreti, ora deserto e chiuso per l’inverno.
In attesa di tempi maturi Antonis passa le sue giornate a guardare i video delle sintesi della sua carriera, che la tv manda in onda ricordando il personaggio rapito/scomparso.
Cerca di imparare la gastronomia molecolare, raccoglie ritagli di giornale (i dettagli della sua “misteriosa” scomparsa), scrive richieste di riscatto ipoteticamente elaborate da inesistenti sequestratori, mentre pensa alla preparazione di quello che sarà un ritorno drammatico per la sua massa di fan devoti.
Tuttavia, non passerà molto tempo, prima che Antonis scopra che sta lentamente diventando notizia di ieri, come gli articoli incomincino a passare in secondo piano la notizia della sua scomparsa. E intanto il giovane sostituto all’interno del (suo) programma inaspettatamente sorprende, fa ascolti, si lascia amare dal pubblico. Anche il suo capo sembra averlo abbandonato, visto che nonostante lo cerchi ripetutamente al telefono sembra non rintracciabile.
E allora nella mente di Antonis inizia a cambiare qualcosa…..

 

Questo l’incipt narrativo di I aionia epistrofi tou Antoni Paraskeva (The eternal return of antonis paraskevas), satira oscura e abile sui media e sul loro potere, corrosiva e alquanto cinica, che non intende di fatto risparmiare nessuno.
Fulgida e aspra metafora sulla crisi finanziaria della Grecia, così come spregiudicata analisi sulla cultura della celebrità che in un modo o nell’altro ha sostituito i modelli più tradizionali e meno glamour (anche se questo è ormai un discorso che va ben aldilà delle sole mura greche).
La pellicola dipinge il quadro di un uomo incapace sostanzialmetne di una vita lontano dai riflettori dei media, un uomo il cui destino si avvia verso un tramonto di solitudine e perdizione. Non ci sono significativi contatti con i familiari, non ci sono sentimenti, affetti, amici a cui chiedere consiglio, una mano. Non ci sono persone di fiducia nella vita del presentatore. Non c’è passato se non quello professionale, se non quello che innalza(va) il proprio ego.
Anche nel suo deambulare nell’hotel, mentre aspetta il momento giusto per poter tornare, per poter “resuscitare”, vediamo una persona un po’ inerte, apatica, schematica (nonostante la “vacanza” forzata, continua ad alzarsi alle 4 come faceva sempre da anni, per il lavoro). Questa metodicità che converte in burattino, dentro un sistema che schiaccia le personalità, che logora la psiche anno dopo anno.
Al massimo lo troviamo a cantare al karaoke dell’albergo la sua versione di “I Will Survive” di Gloria Gaynor, anche se in verità, più per noia che per passione o, attraverso un pseudo videoclip, rivisita il tema di Julio Iglesias “Me olvidé de vivir” ovvero “Mi dimenticai di vivere”. Ma non c’è sentimento, non c’è nostalgia.

Una vita spesa dunque, nella più totale immersione nel lavoro, nella ricerca dello share, della notizia, dell’evento, del momento topico, della storia. L’essere storia, il voler raggiungere l’immortalità, l’eternità appunto.
Ma ora è prigioniero suo malgrado, del suo stesso destino, della sua stessa trappola/escamotage. In attesa di un qualcosa che venga dal mondo fuori, del segnale giusto. Non può più contare solo su se stesso, sulla sua caparbietà, sulla sua esperienza, sul suo nome, sul suo orgoglio.
Come la Grecia anche Antonis è in attesa di un segnale dall’ester(n)o.
Potrà mai fare ritorno alla sua vita passata, al suo show, alla sua tv, alla sua notorietà?
Potrà la Grecia tornare ad essere protagonista come in quel passato glorioso che la vide sublime interprete?

Non vi è una grande apertura a tale risposta, nell’opera, avvolta in un pessimismo che sembra diventato cronico.
Anche l’arte – qua richiamata in un paio di sequenze in cui compaiono le statue della mitologia greca che fanno da ornamenti nell’hotel – un tempo fiore all’occhiello del mondo ellenico, sembra ormai essere un lontano ricordo-ricorso a cui non si può, forse, più fare affidamento.

In attesa, come un pedalò vagante nelle poche e timide acque di una piscina, l’unica cosa è sbandare nelle sue pareti…

Il film della esordiente Elina Psikou è interessante e peculiare senza dubbio, maliziosamente intrigante, imperniato di un sagace humor nero. Attraverso una sceneggiatura acuta, quest’opera prima ha i suoi meriti, sia in originalità, offrendo alcune riflessioni sulla vanità estrema, l’ossessione e la celebrità, sia dal punto vista visivo (la fotografia di Dionysis Efthimiopoulos merita una menzione speciale).
Christos Stergioglou (Kynodontas) è molto convincente nella parte del giornalista, vero e proprio corpo del film. La sua performance è intelligente, ben costruita ed efficace, con un cambio repentino nell’ultima parte della pellicola, dove sfoderà un repertorio di espressioni che lo rende ancora più istrionico e ammirabile.

La regista Elina Psikou ha diretto con mano sicura, dimostrando già una certa maturità e conoscenza del mezzo cinematografico, stabilendo diversi punti di analisi e riflessioni nonché una mise en scene accurata e affascinante.
Aggiungiamo così un sicuro nome alla già folta lista di nomi della new wave greca che negli ultimi anni sta sfornando ottime opere.
Dunque un piccolo gioiello, questo debutto, che meritatamente si è portato a casa il premio per miglior film esordiente agli oscar ellenici e il premio della critica al Festival di Salonicco.

Manuele Angelano

 

LEGGI l’INTERVISTA a ELINA PSIKOU

 

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I aionia epistrofi tou Antoni Paraskeva
(titolo internazionale: The eternal return of Antonis Paraskevas. Gracia/2013)
Regia, sceneggiatura: Elina Psikou
Musiche: Yannis Veslemes
Fotografia: Dionysis Efthymiopoulos
Montaggio: Nikos Vavouris
Scenografie: Pinelopi Valti
Costumi: Marli Aleiferi
Produttori: Giorgos Karnavas, Elina Psikou
Interpreti principali: Christos Stergioglou, Maria Kallimani, Yorgos Souxes, Theodora Tzimou, Syllas Tzoumerkas, Lena Giaka, Vasilis Dimitroulias
88′

 

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