Elina Psikou

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Elina Psikou01

Nata ad Atene, in Grecia, nel 1977, Elina Psikou ha studiato regia alla Lykourgos Stavrakos Film School e Sociologia presso l’Università Panteion. Ha scritto e diretto due cortometraggi e anche alcuni spot televisivi per l’Opera Nazionale Greca. E’ stata secondo e primo assistente di regia in diversi episodi di serie TV e film prima di cimentarsi nel suo primo lungometraggio I aionia epistrofi tou Antoni ParaskevaThe eternal return of Antonis Paraskevas, nel 2013. La pellicola ha avuto la sua anteprima al festival di Berlino 2013, quindi è stata proiettata anche a Karlovy Vary, Milano, Toronto, Salonicco tra gli altri.

 

Manuele Angelano: Puoi raccontarci come è avvenuto il tuo primo approccio alla sceneggiatura di The eternal return of Antonis Paraskevas, da dove nasce quest’idea originale che sta alla base del film?

Elina Psikou: La prima volta che iniziai a pensare a questo film fu anni fa, era estate, ero in vacanza e ricordo che guardando la televisione, in un telegiornale apparve la notizia che riguardava un giornalista tv e politico brasiliano, Wallace Souza. Costui aveva assoldato dei killer per uccidere delle persone per poi essere il primo ad arrivare con tutta la sua troupe nel luogo del crimine, in modo così da incrementare notevolmente lo share del suo programma.
Ricordo che fu un caso che per diversi giorni ebbe molto risalto anche a livello internazionale e io rimasi notevolmente impressionata, soprattutto pensando a quanto lontano possa spingersi un uomo pur di essere celebrità o pur di aumentarla, come in questo caso. Nella mia mente dunque si creò questa idea di un uomo che fa di tutto per essere famoso, per cercare di essere eterno in fin dei conti. Questa fu l’idea di partenza, totalmente ispirata da questo fatto di cronaca. Ora questo accadde prima della purtroppo nota crisi del mio paese. Quando arrivò suddetta crisi per me fu ancora molto più importante cercare di raccontare questa storia perché durante questo periodo difficile, le televisioni greche avevano aumentato certi show tv che si occupavano specificatamente del caso.
C’era perciò un enorme dispendio di soldi e i giornalisti avevano aumentato i loro guadagni, ovviamente
approfittandosi della situazione.

MA: Hai menzionato questo caso di cronaca brasiliano che accadde 6 anni fa grosso modo, quindi hai impiegato molto tempo prima di poter trasformare l’idea in pellicola…

EP: Si infatti ho speso diverso tempo prima di poter organizzare il mio film perché anche se avevo dei contatti per i miei lavori in tv, essendo il mio primo lungometraggio, ho dovuto faticare non poco per trovare i fondi necessari. Alla fine infatti ho finito di girare nel 2012. La crisi mi ha anche fatto aggiungere qualcosa alla sceneggiatura originale perché ho voluto anche includere nel film la scena dove Antonis da il benvenuto all’euro durante una delle sue trasmissioni datata 2002!

MA: Considerando l’attuale crescita nel panorama, non solo europeo, della recente filmografia greca, sempre più seguita con particolare interesse nell’ambito festivaliero, c’è stato un movimento nella situazione relativa alla già citata ricerca di fondi per il cinema nonostante la crisi non sia del tutto scomparsa?

EP: Ora è sicuramente più facile trovare soldi provenienti da paesi stranieri, ci sono molte coproduzioni europee, per esempio il mio prossimo film che girerò durante la prossima estate sarà appunto una coproduzione. Credo comunque che il problema tuttavia sussiste per le opere prime anche se rispetto a prima, quest’interesse che i festival di cinema hanno sviluppato verso la nostra terra in qualche modo facilita la ricerca di fondi esteri. Purtroppo è ancora difficile trovare soldi in Grecia perché il Greek Film Center non ha disponibilità e la situazione economica non da garanzie di stabilità. Non è semplice. Il problema sta anche nel fatto che il pubblico non va al cinema a vedere i film greci. E quindi le produzioni non si sentono di rischiare in qualcosa che sanno non avrà comunque successo al botteghino. Ci sono film greci premiati nei maggiori festival internazionali che però non sono amati dalla gente qua. Credo che il problema di fondo sia la mancanza di una vera e propria cultura cinematografica, nella mancanza di educazione alla cultura della settima arte, ma anche perché alla
gente non piacciono molto le nostre sceneggiature, gli script della new wave greca. Se vanno a vedere un film greco preferiscono di gran lunga le cose commerciali o le commedie facili.

MA: Parlando delle sceneggiature della new wave greca ti chiedo se c’è il rischio di una stereotipizzazione della forma più che dei contenuti e se in qualche modo si possa creare una dogmaticizzazione dello stile quindi…

EP: Non penso ci sia questo rischio realmente, ora come ora. Ci sono molti registi emergenti che comunque hanno il loro particolare e proprio stile. Non penso ci sia un qualcosa come un “Greek Dogma”. Non è qualcosa come per esempio la cinematografia rumena recente, dove c’è quasi lo stesso approccio e lo stesso stile realistico. Io penso che i registi greci hanno molti stili che differenziano le loro opere, Marinakis è diverso da Tsangari che è diversa da Lanthimos…Sono tutti sotto ad un immaginario grande ombrello ma comunque sono distanti!
Forse si possono trovare similitudini in alcuni filmografi ma non penso ci sia il rischio di una stereotipizzazione.

MA: Tornando al film il personaggio di Antonis subisce nel corso dell’opera una importante e radicale trasformazione psicologica che lo porterà poi a delle decisioni inaspettate. Pensi che in un certo qual modo anche nel popolo greco questa crisi abbia maturato cambiamenti psicologici o prese di coscenza della effettiva realtà economica e sociale?

EP: Antonis durante la sua permanenza nell’hotel, comprende ad un cero momento che il suo piano non procede come avrebbe dovuto e che se decide di tornare sulla scena forse la gente non lo avrebbe ricordato e ammirato come profondamente desiderava. E pensa quindi che se non torna indietro alla sua vita la gente potrà ricordarlo per sempre, rendendolo perciò immortale.
Ora riguardo alla Grecia, io spero che la crisi abbia fatto capire che la vita che si era vissuta gli ultimi anni era come dentro ad una bolla di sapone, rosa e senza problemi, un po’ come quella di Antonis prima della caduta dell’audience, ma non ne sono troppo certa. Io credo che alcuni si sono resi conto che realmente la nostra economia e il nostro benessere era costruito un po’ su castelli di sabbia e alquanto illusorio, ma la maggior parte della gente se ora vai e chiedi loro se vorrebbero tornare a prima della crisi, loro risponderebbero tranquillamente di si, non avendo ancora compreso la vera natura dei nostri problemi.

MA: La pellicola è praticamente tutta incentrata sulla figura di questo giornalista incarnato magnificamente da Christos Stergioglou, già interprete notevole di Kynodontas di Lanthimos, nella parte del padre di famiglia.
Ecco quale è il lavoro che il regista deve fare sull’attore quando, come in questo caso, ha sulle spalle una grande responsabilità e molti minuti da protagonista in scena e considerando soprattutto il lavoro fisico che richiede il personaggio in questione?

EP: Prima di tutto devo dirti che ho incontrato Christos vari anni fa, in un set di una serie tv, quando lavoravo come assistente, mentre lui faceva parte del cast degli attori.
L’ho conosciuto e quindi avevo già una certa confidenza con lui.
Quando lesse la sceneggiatura mi disse subito che era rimasto colpito e che voleva far parte del progetto.
Credo comunque che questo rapporto di fiducia che abbiamo instaurato nel trascorso del tempo, mi ha aiutata molto a lavorare con lui e penso sia un qualcosa che molti, se non tutti i registi vorrebbero, quando si tratta di attori.
Sentire la fiducia e sapere di poter contare l’uno nell’altro è molto importante.
Christos ama il cinema in generale, ama recitare e gli piace mettersi in gioco e partecipare nei film di registi esordienti. E posso dire che la metodologia di lavoro con lui è stata molto semplice, abbiamo avuto moltissime conversazioni su come doveva essere questo carattere di Antonis, quest’uomo che per la maggior parte del tempo della pellicola non parla, visto i pochi dialoghi. Ho cercato di fargli capire il personaggio, ma soprattutto di farglielo amare perché penso che se un attore non ama, non può intendere la caratterizzazione e non può recitare bene.

MA: Hai accennato prima alla tua nuova pellicola che girerai quest’estate, puoi darci qualche anteprima….

EP: Si, sarà un film ambientato nell’estate 2004, nel periodo dello svolgimento dei giochi olimpici, e narra la storia di un adolescente di 11 anni che arriva ad Atene dalla Russia, per cercare sua madre che non vede da due anni, ovvero da qaundo è partita. Ma quando giunge a casa della mamma si renderà conto che questa si è sposata con un vecchio uomo greco, tenendo all’oscuro la famiglia. Sarà un coming-of-age in chiave allegorica come il mio primo film, in quanto nella mia mente questa estate, del 2004, è stata come la fine della nostra innocenza, come paese e popolo greco.

24 marzo 2015

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