The Phantom of the Paradise > Brian De Palma

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Phantom of Paradise01

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero3 – marzo 2008 (pag. 41)

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Il miglior De Palma in un pezzo d’annata

Se esistesse un premio per il film più sottovalutato e meno conosciuto della storia, questa straordinaria opera del grande Brianone lo vincerebbe senza alcun dubbio.
Il fantasma del palcoscenico (traduzione aberrante e totalmente insensata del titolo originale Phantom of the Paradise – fantasma del Paradiso, inteso come nome del locale in cui il nostro reietto vive) è un piccolo grande capolavoro, un musical-drama-fantastico pieno di idee originali e interpretato da una serie di grandi artisti (su tutti il superbo Paul Williams, autore anche delle canzoni originali del film).
In bilico tra il fantasma dell’opera ed il “Faust” di Goethe, De Palma dirige un’opera che gode di vita propria, equilibrata e accattivante. Come l’ottimo cineasta americano avrebbe fatto anche in seguito (Complesso di colpa, Blow Out, Omicidio a luci rosse sono esempi), un grande capolavoro del passato – il fantasma dell’opera – viene rivisitato completamente in chiave rock, attualizzandolo e stravolgendolo, conferendogli un grande impatto visivo.
Un musicista disgraziato, Winslow Leach (William Finley), ha ideato una fantastica cantata per piano e voce ispirata al “Faust” di Goethe, ma il suo “appeal” non gli permetterebbe certo di portarla al successo.
Per questo il dio dell’industria musicale Swan – un grandissimo Williams –, personaggio quasi innaturale, riesce ad impossessarsi della cantata del povero Leach, dal viso sfigurato dopo un incidente, ed a convincerlo a vivere “murato” all’interno di un enorme locale, il Paradiso.
Leach è convinto che canterà anche lui insieme alla donna (Jessica Harper), di cui è ovviamente innamorato e che aveva scelto per interpretare il suo brano. Ma si sbaglia.
Progetta quindi una vendetta terribile, mirata ad uccidere tutti i protagonisti del “suo” Faust.
Swan, approfittando di nuovo della sua ingenuità, lo convincerà a firmare un contratto col sangue, con cui accetta di smettere di nuocere allo spettacolo in cambio di una parte con la sua amata.
Ma anche Swan, tanto tempo prima, aveva firmato con il suo sangue un contratto che gli aveva portato la fama e la ricchezza, un contratto che non si puo’ certo disdire…
Epico.

The Phantom of the Paradise
(Il fantasma del palcoscenico) / Brian De Palma, 1974 (USA), 92’

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  • Non esiste nessun film (nemmeno l’amato RHPS) che è riuscito a rendere in immagini la psichedelia pop degli anni ’70. Questo è un capolavoro incatalogabile (commedia musicale? horror? dramma?).
    Grandissimo