Forlì // Visioni di carta: Virgilio Villoresi (7 dicembre 2015)

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Virgilio Villoresi

lunedì 7 dicembre 2015, ore 21
Visioni di carta: Virgilio Villoresi
Arte al Monte | Piazza Melozzo 8, Forlì
artealmonte.it

L’artista Virgilio Villoresi presenterà una selezione dei propri lavori, fra videoclip e spot pubblicitari.
Villoresi non è un filmmaker, non è un pubblicitario, non è un animatore. È un creatore di sogni! Come un negromante, Villoresi plasma la materia a proprio piacimento, aggiunge, filtra, mescola gli elementi e fra mille crepitii sulfurei e bagliori lattiginosi, ta-daan, la magia è completata! I lavori di Villoresi sono opere lievi,che incantano il nostro sguardo facendolo volare via, set cinematografici di carta fragili ed allo stesso tempo potenti nelle mani di un talento cristallino.
Per entrare appieno nel mondo dell’artista fiorentino sarà presente Alessio Galbiati, critico cinematografico e direttore di Rapporto Confidenziale – rivista digitale di cultura cinematografica.

 

Visioni di carta

 

Per presentare Virgilio a chi ancora non lo conoscesse (ri)proponiamo ai nostri lettori un testo di Bruno Di Marino realizzato in occasione dell’esposizione, sempre a cura di Di Marino, Over Size 14 – Fantasmagorie di Virgilio Villoresi (4 febbraio – 13 marzo 2013) presso il Teatro Palladium di Roma.

È un grande bricoleur Virgilio Villoresi: un assemblatore di oggetti, un ritagliatore di sagome cartonate o fotografiche, un creatore di piccoli teatrini sospesi tra bidimensionalità e tridimensionalità. È un artista Villoresi, ma soprattutto un animatore, uno dei più abili che operano in Italia. Così queste sue architetture, giocose e colorate, acquistano una ulteriore dimensione nel movimento stop motion. Dalle brevi pubblicità (per Moleskine, Vogue italia) ai videoclip musicali (per musicisti come Capossela) ai cortometraggi (da J a Fine), la sua formidabile tecnica si coniuga ad una poesia a tratti minimale – anche perché realizzata in casa, dove costruisce set in miniatura –, ma in realtà assolutamente spettacolare, per i risultati che riesce ad ottenere.

Le sue sono fantasmagorie, come quelle dei pionieri del cinema, da Méliès a Segundo de Chomon: un cinema fatto di trucchi artigianali. Sono fantasmagorie ancora puramente analogiche, dove gli effetti speciali non sono realizzati in post-produzione ma dal vivo, attraverso ingegnosi procedimenti che vivificano schiere di antichi giocattoli o singolari dispositivi da lui costruiti o modificati, che ricordano le suggestive macchine del precinema.

L’esposizione di Villoresi mette a confronto il prodotto finale (cioè i film, alcuni di essi molto brevi, come i Caroselli animati) con gli oggetti che li hanno originati, secondo una logica di assemblaggio che lascia trasparire tutto il suo amore per l’animazione. L’animazione come archivio di tecniche e di emozioni, memoria di un cinema che rimane ostinatamente “povero” di materiali e al tempo stesso ricco di sorprese, generatore di illusioni ottiche e prospettiche, ma anche di micronarrazioni. L’animazione per Villoresi non è però solo utilizzo del passouno, del frame by frame, può essere anche ripresa in tempo reale, come nel caso di Fine, il cui spunto di partenza è il Fatzer di Brecht: le semplici dita di una mano che raccontano la vita, la guerra e la morte di un soldato: siamo al teatro di marionette, prima ancora del teatro dell’assurdo. Oppure – pensiamo al suo J – diventa pretesto per un gioco sul “doppio”, metafora sulla ricerca di un’identità sospesa tra il mondo concreto delle cose e quello riproduttivo delle immagini.

Le fantasmagorie di Villoresi sono qui a ricordarci che se il cinema è un’illusione pianificata e codificata, il cinema d’animazione lo è all’ennesima potenza; è una porta che ci consente di accedere a mondi e dimensioni inimmaginabili, che esistono innanzitutto dentro il nostro inconscio.

Bruno Di Marino

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Virgilio Villoresi in Rapporto Confidenziale

Submarine Test January 1967 (John Mayer) [videoclip]
Absence (Riva Starr) [videoclip]
Fine [cortometraggio]
J [cortometraggio]
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