Incontro con Enzo G. Castellari

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Incontro con Enzo G. Castellari

All’interno della retrospettiva della Cineteca Nazionale “Enzo G. Castellari, l’architetto dell’azione”, a cura di Luigi Toto.

 

Martedì 13 ottobre 2009, ore 21.00: incontro moderato da Luigi Toto con Enzo G. Castellari, Remo Capitani, Marco Giusti, Orso Maria Guerrini, Claudio Pacifico, Virgilio Ponti, Alessandro Prete, Angelo Ragusa, Marco Stefanelli.

Cineteca Nazionale, Cinema Trevi – vicolo del Puttarello 25, Roma.

 

All’anagrafe Enzo Girolami, figlio del regista Marino Girolami e nipote del regista Romolo Guerrieri, ha utilizzato il cinema di genere, come lo scultore alle prese con la materia bruta, per creare un percorso cinefilo partendo da uno stile riconoscibilissimo e autoriale: l’attenzione meticolosa per le città portuali, autentiche zone franche, veri e propri set per girare spericolati e acrobatici inseguimenti, così come i luoghi chiusi e circoscritti (garage, magazzini abbandonati, ascensori), capaci nella loro ristrettezza di far esplodere meglio l’azione, il dinamismo; l’uso del ralenti, mutuato dal grande cinema americano dei Peckinpah, dei Penn, utilizzato per enfatizzare e contemporaneamente stilizzare il movimento degli attori e degli stuntmen; il consueto incipit secco seguito da sequenze che non permettono distrazioni di sorta grazie a un montaggio veloce e frenetico; il tutto accompagnato da una musica in perfetta in sintonia con le scene spettacolari. Diplomato in scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Roma, laureato in architettura e pugile, Enzo G. Castellari è riuscito a realizzare delle opere ben presto diventate di culto come La polizia incrimina, la legge assolve, Il grande racket, Il cittadino si ribella, Keoma (uno dei western più belli, innovativi ed elegiaci di tutti i tempi) e soprattutto Quel maledetto treno blindato, film di guerra molto amato da Quentin Tarantino, che ha infatti citato il titolo estero della pellicola, Inglorious Bastards, storpiandolo in Inglourious Basterds, nel quale Castellari appare in un cameo. Pignolo e attento in ogni aspetto delfilm (dal coordinamento degli stuntmen al montaggio e alla scelta delle musiche) Enzo G. Castellari è tornato attualmente a dirigere un film, Carribean Basterds, anche grazie alla passione con cui Quentin Tarantino ha omaggiato Quel maledetto treno blindato, con la sua ultima fatica, presentata con successo a Cannes e ora in tutte le sale cinematografiche d’Italia.

 

Le frasi di Castellari sono tratte dal libro Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari, a cura di Gordiano Lupi e Fabio Zanello, Profondo rosso, Roma, 2006.

 

 

La retrospettiva  a cura di Luigi Toto, iniziata il giorno 6, offre ancora due perle della musa tarantiniana.

 

martedì 13

ore 17.00

Tedeum (1972)

Regia: Enzo G. Castellari [Enzo Girolami]; soggetto: Gianni Simonelli; sceneggiatura: Tito Carpi, G. Simonelli, José G. Maesso, E. G. Castellari; fotografia: Manolo Rojas; scenografia: Enzo Bulgarelli; costumi: Luciano Sagoni; interpreti: Jack Palance, Timotyh Brent [Giancarlo Prete], Lionel Stander, Francesca Romana Coluzzi, Riccardo Garrone, Eduardo Fajardo; origine: Italia/Spagna; produzione: F. P. Cinematografica, Canaria Film, Tecisa Film; durata: 99′

Tedeum riceve in eredità una miniera senza valore, che cerca invano di vendere, finché scopre che dentro c’è l’oro. Non sarà facile impossessarsene. Palance è un falso prete. «Mi avevano detto: “Lavori con Jack Palance? Mamma mia, quello… tutto Actor’s Studio… se una cosa non va bene sul set…”. E io: “Ci scontreremo, che vi devo dire?”. Invece una persona coltissima, un appassionato d’arte incredibile, grande amico di Mohammed Ali. Aveva fatto il pugile, quindi parlavamo d’arte e di pugilato. E aveva un grande rispetto per gli altri» (Castellari). Secondo Richard Combs, il film è una «variazione italiana di Questo pazzo, pazzo, pazzo mondo con la caccia al tesoro».

 

ore 19.00

Keoma (1976)

Regia: Enzo G. Castellari [Enzo Girolami]; soggetto: Luigi Montefiori; sceneggiatura: Mino Roli, Nico Ducci, L. Montefiori, E. G. Castellari, Gianni Loffredo [non accreditato]; fotografia: Aiace Parolin; musica: Guido e Maurizio De Angelis; scenografia e costumi: Carlo Simi; montaggio: Gianfranco Amicucci; interpreti: Franco Nero, William Berger, Woody Stroode, Olga Karlatos, Orso Maria Guerrini, Gabriella Giacobbe; origine: Italia; produzione: Uranos Cinematografica; durata: 105′

«”Il film più bello che ho fatto in assoluto e l’ultimo grande film della stagione western italiana” (Enzo G. Castellari). Forse l’ultimo western all’italiana veramente di culto. Per Enzo G. Castellari e Bolognini il loro western preferito. E così l’abbiamo visto tutti, anche perché era proprio il canto del cigno del genere. […] Woody Stroode tira con l’arco come nel capolavoro di Richard Brooks I professionisti. Secondo Bolognini fu proprio Woody Stroode, che aveva incontrato sul set di Ciakmull, a regalargli un libro dal titolo Keoma, storia di una prostituta nel West, chiamata appunto Keoma, che darà così il titolo al film. L’aria è quella del tardo western barocco, con sangue e dolore per tutti. Keoma è un sangue-misto reduce dalla Guerra di Secessione che si trova a dover fare i conti, al ritorno al suo paese fetente, con la banda di Caldwell, cioè Donald O’Brien, ma anche con i suoi tre fratellastri che lavorano proprio per il cattivo. […] Alla sua uscita ebbe un’ottima recensione in Inghilterra da Colin Pahlow sul “Monthly Film Bulletin”, che conclude il suo articolo precisando che forse “il film non potrà resuscitare il genere, ma ricorda effetivamente che il western italiano era formalmente più intrigante di quanto i critici pensassero”» (Giusti).

 

ore 21.00

Incontro moderato da Luigi Toto con Enzo G. Castellari, Remo Capitani, Marco Giusti, Orso Maria Guerrini, Claudio Pacifico, Virgilio Ponti, Alessandro Prete, Angelo Ragusa, Marco Stefanelli

 

a seguire

Quel maledetto treno blindato (replica)

Ingresso gratuito

 

mercoledì 14

ore 17.00

Jonathan degli orsi (1995)

Regia: Enzo G. Castellari [Enzo Girolami]; soggetto: Lorenzo De Luca, Franco Nero; sceneggiatura: L. De Luca, E. G. Castellari; fotografia: Michail Agranovich; scenografia: Marco Dentici, Marxen Gaukhman Sverdlov; costumi: Paola Nazzaro, Tatiana Ilievtzeva, Elena Kramova; musica: Clive Riche, Alexander Biliaev, Fanio Costantini; montaggio: Alberto Moriani; interpreti: Franco Nero, Floyd “Redcrow” Westerman, David Hess, Rodrigo Obregon, Clive Riche, John Saxon; origine: Italia/Russia; produzione: Viva Cinematografica, Project Camp J.V.; durata: 123′

Jonathan, rimasto orfano, cresce insieme a un orso e viene allevato dagli indiani, dei quali sposa la causa contro gli sfruttatori, pronti a tutto pur di impossessarsi del giacimento petrolifero scoperto nel loro territorio. Castellari con l’amico Nero torna al western dopo vent’anni, utilizzando le praterie russe al posto dei paesaggi dell’Almeria. Potenza del cinema, che il regista cerca di rinverdire in anni di minimalismo e di appiattimento televisivo. Il pubblico e la critica non lo seguono, ma il tentativo è nobile e ambizioso.

 

 

Fonte: http://www.fondazionecsc.it

                                                                                                                                                                           

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