The Diary of a Teenage Girl > Marielle Heller

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La prima volta. Quando se ne parla nei film, non è insolito veder colare un po’ di melassa, levarsi una patina di poesia e romanticismo, mentre l’occhio si fa acquoso e lo sguardo nostalgico.

Questo film, il primo di Marielle Heller, si apre con la voce della protagonista, Minnie, che non riesce a celare l’emozione: «I had sex today, hoooly shit!». Sta facendo una passeggiata al parco e, proprio mentre fa questa confessione, vediamo il nuovo mondo che le si dischiude davanti agli occhi; un mondo pieno di luce e di colori… un mondo diverso… un mondo sessuato, appunto.

È la fine degli anni Settanta, a San Francisco. La gente ancora non si è ripresa dalla mattana della Summer of love. La città è piena di hippie, sognatori, personaggioni, weirdo; ancora si ascolta musica psichedelica, mentre il punk è ai primi albori. Minnie ha quindici anni, va in giro con la tshirt di ratman, vive con la madre separata (Kristen Wiig) e la sorella, va a scuola, ha diversi amici, una grande passione per i fumetti e registra il suo diario su cassette. Tutto tranquillo, tutto normale. Poi, un bel giorno, presa dai fumi ormonali adolescenziali, decide di sedurre il bel fidanzato di mamma, Monroe (Alexander Skarsgård).

Come un diario, il film descrive i pensieri, le emozioni, gli istinti, la curiosità, il piacere della scoperta, i tabù, la ribellione, senza mai appiattirsi su ruoli e stereotipi. Questo lo dobbiamo alla sceneggiatura – basata sulla graphic novel semi-autobiografica di Phoebe Gloeckner – e alla bravura degli attori. L’attrice britannica ventitreenne Ben Powley si cala perfettamente nel personaggio di Minnie, rendendo credibili le improvvise impennate di euforia, i momenti di vulnerabilità e le dimostrazioni di forza di una ragazzina che cresce indipendente e libera; ma anche il personaggio del bel (l’ho forse già detto?) Monroe non si appiattisce sul ruolo da orco – che ci si potrebbe aspettare – e alla fine se la cava dando l’idea di essere solo un debole, un fragile.

Una storia raccontata in modo sincero, diretto, disinibito, che non vuole far la morale su nulla, ma desidera solo accompagnare Minnie nello sviluppo da ragazzina a donna, alla ricerca della propria identità personale e artistica. Alla fine del film, ci si rende conto che a Minnie sono bastati solo due anni per raggiungere una saggezza davvero invidiabile, una assennatezza da età molto matura. Ma d’altra parte sono stati due anni pieni di eventi. •

Cristina Beretta

 

 

The Diary of a Teenage Girl

Regia: Marielle Heller • Soggetto: Phoebe Gloeckner • Sceneggiatura: Marielle Heller • Fotografia: Brandon Trost • Musiche: Nate Heller • Produttore: Miranda Bailey, Anne Carey, Bert Hamelinck, Madeline Samit • Produttore esecutivo: Amanda Marshall, Amy Nauiokas, Michael Sagol • Interpreti: Bel Powley (Minnie), Alexander Skarsgård (Monroe), Kristen Wiig (Charlotte), Christopher Meloni (Pascal), Margarita Levieva (Tabatha) • Produzione: Caviar Films, Cold Iron Pictures, Archer Gray • Paese: Stati Uniti • Anno: 2015 • Durata: 102′

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