fuochi fatui #05 | Filippo Ticozzi. Moo Ya

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I fuochi fatui sono fiammelle solitamente di colore blu che si manifestano a livello del terreno in particolari luoghi come i cimiteri, le paludi e gli stagni nelle brughiere. Il periodo migliore per osservarli parrebbe essere nelle calde sere d’agosto. Si tratta di fiammelle derivate dalla combustione del metano e del fosfano dovuta alla decomposizione di resti organici. Le leggende sui fuochi fatui sono moltissime. Nell’antichità si ritenevano la dimostrazione dell’esistenza dell’anima. Alcune popolazioni nordiche invece credevano che seguendoli si trovasse il proprio destino.

Una serie di immagini dal cinema indipendente italiano, backstage, immagini preparatorie, storyboard, diari.
Piccoli fuochi fatui cinematografici … a cura di Francesco Selvi

 

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«warmth of primeval mud impenetrable dark.»
Samuel Beckett, How It Is, 1961

 

Moo Ya (titolo provvisorio) è un film ancora in lavorazione di Filippo Ticozzi.
È una specie di documentario che parla di un cieco che vive in un villaggio in Uganda, dei perimetri del suo mondo, dei rapporti con il mondo, di un mondo lontano, lontanissimo, quasi invisibile.
Parla dei viaggi che Opio, il protagonista, compie. Viaggi con ritorno, viaggi senza ritorno.
Forse è il primo documentario di fantascienza mai realizzato.
O forse no.

 

Filippo Ticozzi | filmografia

2013 / Inseguire il vento [doc]
2012 / A tentoni come fosse notte [doc]
2012 / La passione di Alberto [doc]
2012 / Storia di Anna [doc]
2011 / Un cammino lungo un giorno [doc]
2010 / Dall’altra parte della strada [corto]
2010 / Mino Milani. Scrittore d’avventura [doc]
2008 / Lilli [doc]
2006 / Lettere dal Guatemala [doc]

 

 

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