Dov’è Mario? La serie di Corrado Guzzanti

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Dov’è Corrado?

Dov’è Mario? è costruita su di un’idea tutt’altro che originale e tutt’altro che non già sfruttata dal Corrado nostro in precedenza. All’interno di Aniene, mi par di ricordare, compariva un comico in disarmo assoluto, vestito e truccato da Rambo, reduce da un ventennio di satira militante antiberlusconiana. Quel monologo denunciava la sterilità della coazione a ripetere, l’immiserimento della risata ripetitiva e al contempo descriveva la morte definitiva e conclamata della sinistra intellettual-girotondina. Ci diceva che non solo e non soltanto il Re di Arcore era nudo, ma che nudi erano pure tutti i suoi oppositori che, unicamente grazie al loro posizionamento, avevano costruito rendite sicure dall’alto di una superiorità etica e morale ipotetica e illusoria. Ci raccontava il disorientamento del partito unico dell’egemonia culturale, nei giorni del crepuscolo del sultano di Arcore.

Con la miniserie in quattro puntate prodotta da Wildside, andata in onda su Sky Atlantic HD tra la fine di maggio e i primi di giugno 2016, Guzzanti prosegue quello stesso ragionamento , pur se già all’epoca appariva concluso, senza aggiungere poi molto altro. Del resto questo è sempre stato il core business del comico romano, la ruvida e intelligente demistificazione dei tic della politica e sterminata è la galleria dei faccioni fatti andare in frantumi: il Prodi mortadelloso e sulfureo, il Bertinotti dispettoso bourgeois, il Rutelli americano a Roma, il Veltroni bamboccione and many many more…

Già dalla prima puntata della serie diretta da Edoardo Gabbriellini s’avanza una qualche perplessità. E la risata latita. Ma del Corrado nostro siamo devoti come fosse egli stesso il baluardo ultimo di una nostra (post)ideologia da divano che, dalla caduta del muro in poi, ha saputo trasformarsi ogni volta in qualcosa di diverso, con il quale ogni volta ci siamo riconosciuti e con il quale, poveri tapini, ci siamo sempre rinfrancati. Per anni, sui canali Rai, Guzzanti è stato la dose di psicofarmaco che ha saputo tenerci a bada, tenendoci a biada come animali mansueti. “Hai ragione,” – ci dicevano dalle barricate di Viale Mazzini – “hai ragione a ritenere tutto quel che dice la politica e passa in televisione una assoluta pagliacciata. Non sei solo! Siamo in tanti a pensarla così!”. Per noi, reduci da un ventennio (almeno) di prese per i fondelli a 360°, Corrado Guzzanti rappresenta quel che è la Madonna Pellegrina per il cattolico, con il quale condividiamo una fede cieca e acritica perché nel suo genio (Guzzanti) e nel suo mistero (la Madonna) possiamo sopire le vertigini del presente.

Come sovrapprezzo, l’impressione della scopiazzata ai danni di Maccio Capatonda (vedi alla voce Italiano medio e soprattutto Mario, serie andata in onda su MTV), corre come un brivido lungo la schiena… Ma nulla si crea e nulla si distrugge, tutto (al più) si trasforma… Oppure… Il genio ruba il mediocre cita… E in questo Guzzanti non è poi distante da un Hirst o un Cattelan and many many more…

La perplessità di cui sopra è presto detta. Mario Bambea è un’intellettuale di sinistra, autore di saggi raffinatissimi e presenza fissa dei palinsesti televisivi, tuttologo di professione, idealmente democratico, praticamente membro attivo del generone romano e dell’intellighenzia riflessiva. La satira graffiante di Guzzanti e Mattia Torre (autori della sceneggiatura), celebrata da un gran numero di articoli usciti a cavallo della messa in onda, si risolve in poco più che l’ovvio e il lapalissiano. C’era ancora qualcuno disposto a credere all’onestà intellettuale di questa categoria di concittadini? Dubito.

Più interessante è lo sdoppiamento della personalità del quale Bambea è vittima. Sdoppiamento che non a caso avviene di fronte a un televisore accesso su di un programma di comicità greve (più e più volte Corrado Guzzanti ha dichiarato di essere un consumatore bulimico di palinsesti ameni – del resto tutti i suoi celebri personaggi sono creature fuoriuscite dal piccolo schermo, politici in primis). Bizio Capocetti è l’anima trash che alberga in ogni intellò, è lo sguardo compiaciuto sul decadimento, è la figura rinfrancante che, grazie a tutti i suoi stereotipi, da un senso a una superiorità antropologica altrimenti inafferrabile. Capoccetti è la risultante del quadrato semiotico intelligenza-ignoranza. Ma pure Bambea rientra in questa logica e la sua vita è infatti una oscillazione continua all’interno di questo quadrato asfissiante.
Con entrambi i caratteri, di fatto, non si ride quasi mai, piuttosto quella di Guzzanti è la ricerca di un senso avvilente e avvilito di una realtà deprivata di senso, appiattita e immiserita, coatta (nella doppia accezione del termine).

Dov’è Mario? probabilmente ci racconta molto più di Corrado Guzzanti che non del nostro tempo o del nostro paese, sembra infatti un’operazione più d’autoanalisi che altro. Lo sdoppiamento di Mario, la coabitazione al suo interno di due anime in apparenza contraddittorie, tende a coincidere con il comico romano, sempre sospeso tra l’infatuazione per personaggi tanto ruvidi quanto sublimi (Funari, Lorenzo, Smitherson) e l’invettiva accorata verso il decadimento civile e morale dell’Italia.

Questa incapacità a districarsi tra poli opposti la ritroviamo per interno nella serie in questione, quando fanno capolino nei panni di himself i vari Santoro, Travaglio, Latella e Mentana. Le vittime della satira diventano complici nello sberleffo, in una logica da pari e patta alquanto sconcertante. E tutto prenderà una piega ancor più paradossale e surreale quando, a chiusura delle quattro puntate, sarà Walter Veltroni a sancire la pacifica convivenza tra Bambea e Capoccetti. Come se il nostro Corrado abbia voluto dirci che lui, da quel mondo, non può davvero riuscire a evadere. •

Alessio Galbiati

 

 

Dov’è Mario?
Regia: Edoardo Gabriellini • Soggetto: Corrado Guzzanti • Sceneggiatura: Corrado Guzzanti, Mattia Torre • Fotografia: Michele D’Attanasio • Interpreti principali: Corrado Guzzanti, Rosanna Gentili, Emanuela Fanelli, Lucrezia Guidone, Maurizio Lombardi, Nello Mascia, Evelina Meghnagi, Marcello Prayer, Nicola Rignanese, Evita Ciri, Giuseppe Cormani, Gianluca Musiu, Fabrizio Sabatucci, Tullio Sorrentino, Valerio Aprea • Produzione: Wildside • Trasmessa da: Sky Atlantic HD • Puntate: 4 • Anno: 2016

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