Riccardo C. Mauri e Giuseppe Schiavone | Dimenticheremo tutto

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malpensa2000

Riccardo C. Mauri e Giuseppe Schiavone, Dimenticheremo tutto
Visiogeist Edizioni, 224 pagine, € 15,00

 

L’incipit è folgorante: «A Malpensa girano fantasmi di dopobarba che sa di pioggia e di ventiquattrore. Inizi di strofe che non avranno mai un inciso. Così Malpensa rappresenta l’idea che del futuro avevo nell’83. Un futuro che hanno dovuto costruire a un’ora di macchina da Milano, mettendo 2000 nel nome, perché altrimenti non si capiva che era il futuro. Che infatti non è mai arrivato, offeso dalle monetine in faccia a Craxi e dall’insistenza della mediocrità nel resistere al banale.»

Dimenticheremo tutto, anche il titolo è una folgorazione, è pura follia al potere. Sembra un incrocio tra Pinketts, per l’irriverenza con la quale mastica la realtà, e Céline, per la discesa nella profondità di un animo nichilista e disilluso. Alto e basso centrifugati alla velocità della luce e fermati su carta in un’opera assolutamente convincente e spassosamente divertente, da divorare con avidità e altrettanta velocità.
Un viaggio al termine della notte in cui la notte è il presente appiattito e miserrimo dell’Italia contemporanea e del suo star system senza stelle. Protagonista e voce del romanzo è il pluripremiato regista Max Profeta, amante dell’amaro Ramazzotti e stanco sparring partner d’una misantropa stimolatagli dallo sconfortante parterre umano che lo circonda. Un uomo in fuga da sé e dalla macchinazione televisiva che lo perseguita, ma soprattutto un regista alle prese con la stesura della sceneggiatura del suo nuovo film (che gli varrà il Leone d’oro al Festival di Cannes): un’opera che ha l’ambizione di agire direttamente sulla realtà, un’opera d’arte totale, un’utopia per nevrotici. Realtà e finzione si mescolano inestricabilmente con continui rimandi tra la vita di Profeta e la sua sceneggiatura, una matrioska narrativa dalla quale fuoriescono personaggi plausibili nel loro improbabile realismo. Turisti sessuali e antropologhe ammalianti, sceneggiatori scoppiati e pupazzi televisivi, rapper di Senigallia e personaggi da reality si susseguono nel romanzo in un accumulo di oscenità e cattivo gusto.
La grande bellezza dell’orrido.
Uno sguardo in abisso sul cattivo gusto e il nonsense, denso di humor satireggiante, attraversato da continue speculazioni filosofiche sulla condizione umana e sullo spirito del tempo. «Come se lavarsi in compagnia potesse cancellare le cicatrici di una nostalgia per un futuro che non ci apparterrà mai. Come se ci si potesse salvare protraendo l’agonizzante farsa del passato. C’è un motivo preciso per cui la fantascienza non è più di moda, ed è che tutti si sono accorti che la nostra immaginazione è scaduta.»

Dimenticheremo tutto è un romanzo da segnalare senza esitazione, che ci ricorda quanto il cinema possa essere utilizzato come grimaldello per scardinare la realtà della società del super spettacolo nella quale, nostro malgrado, siamo imprigionati.

Mesi fa venne pubblicato per i tipi di Chiarelettere un romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi, che in qualche modo si muoveva tra i medesimi interstizi di reale bazzicati da Mauri e Schiavone. Ma Dimentichermo tutto è un’opera decisamente più intrigante, complessa e ambiziosa dotata di una travolgente immaginazione e di una profondità sorprendente.

Forse il romanzo coglie proprio lo spirito del nostro tempo.
Zeitgeist edito da Visiogeist. •

Alessio Galbiati

 

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Dimenticheremo tutto
di Riccardo C. Mauri e Giuseppe Schiavone
224 pagine
ISBN 9788890917097
Visiogeist Edizioni, 2016
sito web

 

Il celebre regista Max Profeta, pluripremiato maestro del cinema italiano, si dedica con rassegnato entusiasmo alla stesura del suo prossimo definitivo capolavoro: un film in grado di agire direttamente sulla realtà che racconta. Sulla sua strada, oscuri personaggi del sottobosco dell’apparire tentano di sfondare ad ogni costo nel mondo dello spettacolo. Quando i due mondi si incontrano, a Max non rimane che fuggire: il Brasile soleggiato e violento è il teatro ideale per la resa dei conti.Fra turisti sessuali, antropologhe sexy e tartarughe sacrificate, la sceneggiatura di Profeta si svelerà avvolgendo nell’oblio ogni cosa come accade nella vita, dalle ambizioni televisive all’amicizia, fino all’ipotesi di un amore.

Dimenticheremo tutto, il film che ha conquistato il Leone d’oro al Festival di Cannes, è la storia degli ultimi giorni del mondo se il mondo fosse l’allucinazione di un regista italiano. È la storia degli interstizi della realtà, dei dettagli del paesaggio cosmico che la scienza non spiega e che la letteratura non racconta. Perché al fondo di ogni storia c’è una storia morale, che è già la scelta di cosa non dire. Dimenticheremo tutto è un monito e un’accusa. La realtà vince sempre.

Riccardo C. Mauri, Milano 1983. Laurea in filosofia della scienza. Dal 2011 lavora come autore e sceneggiatore per il web e la tv. Con il collettivo il deboscio ha pubblicato Parole Povere (Mondadori 2004) e Frangetta e altri profili poveri (Baldini Castoldi Dalai 2007). Nel 2012 ha pubblicato con Giuseppe Schiavone Underwear, raccolta di racconti a tema con un contributo di Max Pezzali (No Reply edizioni).

Giuseppe Schiavone, Milano 1986, è l’ultima di una serie di vittime della retorica dell’ “ama quel che fai e non avrai lavorato un giorno nella tua vita.” Ha trent’anni e un dottorato in bioetica. Scrive per sé e per altri. Recrimina col mondo e con sua madre per quello che non conclude. Con Riccardo Mauri, dopo aver pubblicato con il deboscio Parole Povere e Frangetta ha scritto la raccolta di racconti tristi Underwear.

 

 

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