Treviso // XI Sole Luna Doc Film Festival

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irawaddy-mon-amourIrrawaddy Mon Amour, Nicola Grignani, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli

Sole Luna Doc Film Festival
Treviso, 11-18 settembre 2016

TRA GLI HIGHLIGHTS DELLA NUOVA EDIZIONE DEL FESTIVAL DI DOCUMENTARI A CUI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA HA CONFERITO UNA MEDAGLIA PER IL SUO ALTO VALORE SOCIALE E CULTURALE: LA OPENING NIGHT DELL’11 SETTEMBRE DEDICATA A TUTTE LE VITTIME DEL TERRORISMO, LA SEZIONE DI FILM “HUMAN RIGHTS”, LA GIURIA DI RICHIEDENTI ASILO, LE OPERE SULLE MIGRAZIONI E LE UMANITA’ IN TRANSITO, LA SEZIONE UNICA IN ITALIA DEDICATA AL CINEMA CHE RACCONTA IL CINEMA, IL PREMIO RUBINO RUBINI, IL COMMOSSO OMAGGIO AI TERREMOTATI, LE LEZIONI DI DOCUMENTARIO DEL REGISTA ANDREA SEGRE

È stata presentata al Lido di Venezia la nuova edizione del Sole Luna Treviso Doc Film Festival. L’evento, che vede in concorso oltre 30 opere documentaristiche da tutto il mondo, 3 sezioni di gara e ben 6 giurie chiamate a valutarle, con la presidenza di Lucia Gotti Venturato, la direzione artistica di Chiara Andrich e Andrea Mura e la direzione scientifica di Gabriella D’Agostino, si aprirà ufficialmente nella città veneta domenica 11 settembre, in una giornata tutta dedicata alle vittime della tragedia del 2001 e a tutti coloro che hanno perduto la propria vita a causa dei terrorismi.

Prestigiosamente insignito anche quest’anno della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana per il suo alto valore sociale e culturale, il Sole Luna Treviso Doc Film Festival è aperto a tutti a ingresso libero ed è promosso dall’associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture col Comune di Treviso e col sostegno del Consorzio di Tutela Prosecco DOC. Esso costituisce uno dei festival di punta nel nostro paese per l’impegno nella valorizzazione del cinema documentario come luogo e prospettiva di dialogo e confronto tra culture diverse, siano esse distanti o vicine geograficamente, e per la promozione di spazi di riflessione sui temi salienti della contemporaneità: guerre, crisi ed emergenze sociali.
Lo sguardo puntato sui diritti umani universali, sulla loro tutela e sulle storie della loro violazione che da sempre caratterizza Sole Luna Doc Film Festival, quest’anno si allarga e si affina tanto da diventare oggetto di una sezione esclusiva di film in gara: Human Rights, che ha visto la genesi anche grazie alla nuova partnership di Sole Luna col festival dei Diritti Umani di Milano, svoltosi nella sua prima edizione lo scorso maggio. La cura di Sole Luna per la conservazione della libertà e della dignità di ogni uomo e ogni donna trova chiara espressione nella selezione dei film, tra i quali meritano d’essere posti in evidenza: The Bride Of The Nile di Edouard Mills-Affif che alza il velo sui diritti delle donne e sul fenomeno delle spose bambine, Irawaddy Mon Amour del team di registi Nicola Grignani, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli sui diritti LGBT in Birmania, Accademia della follia di Anush Hamzehian sul rispetto di ogni genere di malattia.
Tra le opere di questa sezione di film in gara preme inoltre citare il francese Not Yo Mama’s Movement di Rokhaia Diallo, che accende i riflettori sulla nuova generazione di attivisti in lotta contro le derive razziste dell’America di oggi, a ideale prosecuzione delle battaglie di Rosa Park e Martin Luther King, e la coproduzione israelo-canadese Vita Activa. The Spirit Of Hannah Arendt di Ada Ushpitz: indimenticabile omaggio all’opera di una delle più influenti filosofe del Novecento capace di scrivere vivide pagine di analisi e riflessione di impressionante attualità.

 

vita-activa-the-spirit-of-hannah-arendtVita Activa. The Spirit Of Hannah Arendt, Ada Ushpitz

My Journey è invece il nome della sezione che include film dove uomini e donne sono protagonisti di straordinari viaggi fisici e mentali, lungo direttrici che ne modificano la consapevolezza, invitando lo spettatore a fare altrettanto. Tra tutti, il pachistano A Walnut Tree di Ammar Aziz, personalissima e commovente indagine di un anziano, che vive in un campo profughi, sulla perdita delle proprie radici, e Tides di Alessandro Negrini, poetica e piacevolmente straniante autobiografia di un fiume in Irlanda le cui rive sono state testimoni di una feroce battaglia religiosa.
Alla luce delle ultime drammatiche vicende accadute alle popolazioni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, si rende necessario inoltre sottolineare la presenza nella sezione My Journey di Habitat – Note personali di Emiliano Dante. Il film colleziona tre storie di persone sopravvissute al terremoto de L’Aquila. Alessio, Paolo e lo stesso autore, Emiliano, assurgono così a emblemi di un’Italia che resiste e che si ripensa dopo la tragedia. Il ritratto che ne deriva riscalda il cuore di tutti quanti stanno subendo fisicamente e moralmente il dramma di questi giorni.
Trasversale alle due sezioni Human Rights e My Journey, nonché motore di tante attività e iniziative dell’associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture fin dalla sua costituzione, è il tema delle migrazioni. Nel corso della nuova edizione trevigiana del festival la dedizione e l’interesse per le umanità in transito troveranno massima espressione nell’operato della giuria Africa composta da sei richiedenti asilo ospiti della famiglia Calò di Povegliano di Treviso. Il nome della giuria è stato scelto autonomamente dai sei giovani che hanno voluto così omaggiare la propria terra d’origine. Ma non solo. Attorno al tema delle migrazioni si sviluppano alcuni dei documentari più forti e pregnanti dell’intera selezione del Festival. Stiamo parlando, in particolare, dell’eccezionale #MyEscape del tedesco Elke Sasse, dove i migranti narrano la propria fuga attraverso foto e video dirottate dal proprio smartphone ai social network. Di indiscutibile valore, la produzione di questo documentario mostra come uomini e donne possano diventare efficaci protagonisti di un’autonarrazione e restituisce al pubblico “un invisibile altrimenti impossibile”. Il film ha vinto la menzione per il documentario più innovativo e il premio Sole Luna – Un ponte tra le culture nell’edizione palermitana del festival lo scorso giugno.
Fuori concorso e sempre focalizzata sul tema delle migrazioni è anche Come un uomo sulla terra, opera codiretta da Dagmawi Yimer e da Andrea Segre che è una dolorosa incursione nella vicenda umana di tutti i giovani etiopi in fuga verso l’Europa. Dagmawi, già studente di giurisprudenza ad Addis Abeba, è oggi un regista impegnato. Porta la sua firma il film Va pensiero premiato a Treviso nel 2014 ed è quest’anno componente della Giuria Città di Treviso del Sole Luna Festival 2016. Andrea Segre, autore tra i più solidi e rigorosi del cinema del reale italiano, sarà presente a Treviso in qualità di docente per il workshop di documentario in programma dall’11 al 16 settembre, promosso da Zeta Group con Sole Luna Festival e rivolto a filmmaker professionisti (per informazioni info@zetagroup.tv).

Fiore all’occhiello della nuova edizione di Sole Luna Treviso Doc Film Festival è la sezione Filming Cinema: un omaggio tutt’altro che popolare tra i festival cinematografici italiani alle produzioni che raccontano il cinema e i suoi autori. Sole Luna Festival ha selezionato una manciata di opere assai preziose per qualità, originalità e raffinatezza di sguardo. Tra queste, è doveroso citare I don’t Belong Anywhere – Le cinéma de Chantal Akerman di Marianne Lambert, documentario dedicato alla straordinaria regista definita dal quotidiano francese Libération “una delle figure più influenti e importanti del cinema modernista degli anni ’70”, e la cui morte, suicida, è avvenuta solo un anno fa. All’epoca della produzione, la Akerman era in vita e questa opera fascinosa può essere letta come il testamento di un’autrice universalmente (e a ragione) riconosciuta come una delle maggiori interpreti della sperimentazione cinematografica del XX secolo. Inoltre, S is For Stanley di Alex Infascelli, dove si racconta la curiosa amicizia pluridecennale tra Stanley Kubrick e il suo autista personale, Emilio D’Alessandro, nata per caso a Londra nel 1971, e Nemico dell’Islam? Un incontro con Nouri Bouzid di Stefano Grossi. Il documentario è un road movie che attraversa la Tunisia, paese di datteri e vacanze divenuto palestra delle milizie all’Isis, e usa come guida le parole di una delle sue voci più attente e sagaci: quella dello sceneggiatore e regista Nouri Bouzid. Spicca, infine, in questa sezione la produzione tutta veneta, targata Iole Film, L’uomo che amava il cinema di Marco Segato. Al centro vi è la originale storia di Piero Tortolina, pioniere dei cinema-club e grande collezionista di film. Tra le proiezioni-evento fuori concorso, si segnala quella di Tobia Scarpa – L’anima segreta delle cose del giovane regista veneziano Elia Romanelli, prodotto dalla casa di produzione veneziana Studio Liz, ritratto dell’indiscusso maestro di design Tobia Scarpa.

Tutti i film in concorso divisi nelle tre sezioni, Human Rights, My Journey e Filming Cinema, concorrono a due principali premi: il Sole Luna Award e il Premio Rubino Rubini.
Il Premio Rubino Rubini celebra la memoria dell’indimenticato documentarista di arte e industria di origini torinesi scomparso nel 2011 (tra le sue più celebri regie, quelle della serie “Gassmann legge Dante”). Rubini fu tra i fondatori nel 2006 del Sole Luna Festival. Il Premio a lui affettuosamente intitolato verrà assegnato ad uno dei film in concorso scelto dalla Presidente Lucia Gotti Venturato e dal Direttore scientifico Gabriella D’Agostino.
Ricordiamo che oltre alla già citata Giuria Africa, composta da sei richiedenti asilo africani, il Festival conta sui lavori di valutazione di altre 5 giurie: la Giuria Premio Città di Treviso (Giovanni De Luca, Dagmawi Yimer, Farah Polato), la Giuria Soundrivemotion (Giovanni Schievano, Corrado Ceron, Renzo Di Renzo, Brando Fioravanzi, Cristiana Sparvoli, Paola Gallo, Paolo Steffan), la Giuria Dams (composta da studenti del DAMS di Padova) che assegnerà il Premio Pixartprinting, la Giuria della Scuola (con studenti del “Mazzotti”, “Da Vinci” e del Liceo Artistico di Treviso coordinati dai professori Raffaela Mulato e Paola Brunella) a cui spetta di scegliere il miglior documentario della sezione My Journey. La rosa delle giurie si completa con quella del pubblico delle proiezioni del festival.

Il Sole Luna Doc Film Festival a Treviso è realizzato in collaborazione con il Comune di Treviso e e col sostegno di Consorzio di Tutela di Origine Controllata Prosecco DOC, Poste Italiane, PixartPrinting, Acqua Minerale San Benedetto, Ecor NaturaSì, Treviso Film Commission – ramo d’azienda del Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso – con il supporto di Treviso Glocal Scarl, Società per l’internazionalizzazione ed il marketing territoriale della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Aon. Il Festival è stato insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, AGCOM,  Regione Veneto, Provincia di Treviso, Università degli Studi di Padova e Ca’ Foscari, Ascom, Federturismo e del Touring Club Italiano. Sono main partner TRA, Treviso Ricerca Arte, Zeta Group, Soundrivemotion, e la rete Treviso Festival.

 

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