Milano // Reazione a catena: il cinema di Mario Bava

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REAZIONE A CATENA: Il cinema di Mario Bava – rassegna a cura di Ivan Guerrerio
Enoteca Ligera, via Padova 133, Milano
Rassegna sul grande artigiano del cinema italiano.

 
5 ottobre 2016

Primo titolo in programma è DIABOLIK (1968) dove Bava si allontana radicalmente dal fumetto realizzando un’ambientazione pop-psichedelica. Il rifugio di Diabolik diventa un luogo futuristico, pieno di luci, letti rotanti, porte automatiche mentre il tocco psichedelico è rimarcato dalla colonna sonora di Ennio Morricone inedita e perduta per sempre salvo il 45 giri uscito all’epoca con la canzone “Deep Down”. Eva Kant è interpretata da una super sexy Marisa Mell. Bava avrebbe voluto inserire scene molto più violente che De Laurentiis bocciò. Anche per questo Bava rifiutò di filmare il sequel. Senza alcun dubbio il miglior film tratto da un fumetto italiano.

Diabolik in Rapporto Confidenziale – articolo di Alessio Galbiati

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12 ottobre 2016
REAZIONE A CATENA” (1971)

Un’anziana nobildonna vive solitaria nella sua proprietà che comprende una splendida baia sul mare che alcuni speculatori vorrebbero trasformare in un villaggio turistico. Morirà come i quattro giovani Hippy che hanno scoperto il delitto. Per Nocturno «Reazione a catena è il marxismo secondo Bava».

Reazione a catena in Rapporto Confidenziale – articolo di Roberto Rippa

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19 ottobre 2016
CANI ARRABBIATI” (1974)

I tre sopravvissuti alla rapina compiuta ai danni di un porta valori prendono in ostaggio una donna. Sequestrano quindi un auto con a bordo un uomo e un bambino che dorme. Il loro breve tragitto comune sarà un viaggio all’inferno. Il film più estremo di Mario Bava in cui il regista esprime tutto il suo scetticismo sugli esseri umani.

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