Kafka animato. Intervista ad Alessandro Novelli autore di The Guardian

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

La letteratura di Franz Kafka è una miniera dalla quale, ancora per molti secoli, si potranno estrarre gemme. La sua scrittura così misteriosa e la sua intelligenza così inafferrabile continuano ad affascinarci perché le sentiamo provenire da un tempo fuori dal tempo, ci appaiono sempre attuali e al contempo ancestrali. Anche noi, come il viandante di fronte al guardiano, ci sentiamo intimoriti dal suo gigantesco talento e delle sue parole che paiono scolpite in qualcosa di ben più duraturo che dei fogli di carta.

Con Kafka ha giocato Alessandro Novelli, un animatore italiano di stanza a Barcellona, che nel 2015 ha diretto un assai interessante cortometraggio intitolato The Guardian. Senza limitarsi alla traduzione per immagini, Novelli ha saputo dare vita a un’opera originale dal punto di vista del contenuto e visivamente ammaliante.

Ho pensato dunque di porgli alcune domande per presentare al meglio un’opera decisamente notevole.

 

THE GUARDIAN / guarda il corto in versione integrale

 

 

Alessio Galbiati: Come nasce The Guardian, qual è stata l’idea che ha messo in moto questo film?

Alessandro Novelli: The Guardian nasce dalla voglia di comunicare qualcosa di diverso, provare tecniche e stili distinti, uscire dalla routine del lavoro commerciale che, subito dopo il mio primo progetto personale (The Alphabet), aveva caratterizzato la mia carriera professionale. L’idea di giocare, provare, creare e raccontare qualcosa che andasse un po’ più in là…

AG: The Guardian è un film molto scritto, un’opera che parte dalla letteratura di Franz Kafka e che da questa si apre a una dimensione poetica propria, peculiare e originale. Come hai lavorato alla sceneggiatura e alla voce narrante? E, più in generale, qual è il messaggio che intendevi comunicare?

AN: Dopo aver letto Il processo di Kafka, devo dire la verità, la parte che mi è rimasta più impressa è la parabola, Davanti alla Legge. Ho trattato il cortometraggio come fosse un lavoro commerciale e ho riscritto una versione aggiornata della parabola, mantenendo solo l’essenziale ai fini dell’animazione. Da questo punto in poi mi sono concentrato nel cercare le “immagini” giuste per ogni sezione, e poi le varie transizioni per connettere il tutto. Per quanto riguarda la voce narrante, l’avevo sentita in un altro lavoro, e pensavo potesse funzionare alla perfezione anche per The Guardian. Quindi attraverso il direttore del lavoro stesso sono riuscito a procurarmi il contatto con lo speaker e ho dato origine alla nostra collaborazione. Per quanto riguarda il messaggio, The Guardian vuole mostrare la possibilità di superare i nostri limiti, in quanto – in tutte le situazioni che ci sembrano insormontabili o paralizzanti sotto qualsiasi punto di vista – il limite siamo noi stessi. Tutto risiede in noi, mentre quello che facciamo costantemente è proiettare il limite all’esterno, come accade in questo esempio particolare in cui il limite viene attribuito al Guardiano e al suo essere incorruttibile.Come accade al viandante nel video, molte volte preferiamo “morire” piuttosto che affrontare la possibilità di un cambiamento.

AG: Quali sono le tecniche di animazione che hai utilizzato?

AN: Le tecniche utilizzate sono differenti, dall’animazione classica al 3D. L’idea iniziale era quella di creare qualcosa di unico ed esplorare transizioni, movimenti di camera e stili distinti, per arrivare così a creare un film dinamico, basato su un unico piano sequenza. Diciamo, quindi, che questa ricerca ha condizionato in certi momenti la tecnica utilizzata. Il passaggio finale è stato quello di “uniformare” i vari linguaggi, così da ottenerne uno nuovo, più ampio.

AG: C’è un passaggio di The Guardian che, nel rivederlo, ti emoziona particolarmente?

AN: Non saprei, le parti che preferisco sono forse quella iniziale, per il costante cambio di prospettive e scenari e la “piazza metafisica” con la mano, verso la parte finale.

AG: Come hai lavorato alla componente sonora e musicale del cortometraggio?

AN: Ho presentato il progetto, con i suoi pro e contro a Simon Smith polistrumentista e fondatore di Bcnsound. Avevo qualche idea e/o referenza per la musica ma non un’ idea chiara e definitiva. Ho chiesto a Simon qualcosa che potesse abbracciare, sottolineare e spingere le dinamiche del cortometraggio, ma, al di là di queste indicazioni, gli ho dato carta bianca, fidandomi delle emozioni che sapevo di avergli trasmesso. Simon ha creato e diretto la colonna sonora di The Guardian, partendo dalle improvvisazioni del violoncellista Sasha Agranov. Quello che ne è scaturito, è qualcosa di unico.

AG: The Guardian è una produzione N9ve. Ci puoi raccontare qualcosa di questa casa di produzione?

AN: N9ve nasce nel 2012, come studio di design e animazione commerciale, a Barcellona, in Spagna, dall’iniziativa mia e di altri due designer. Lavoravamo principalmente per il mercato inglese e nord americano, come studio full service nell’ambito pubblicitario, seguendo progetti, appunto, dall’idea iniziale allo sviluppo finale. Tra il 2014 e il 2015 ho avuto l’ispirazione e l’opportunità di creare The Guardian, che ho anche prodotto. Sono seguiti altri determinati passi e scelte, sino alla decisione definitiva di chiudere lo studio nel novembre 2016, per potermi dedicare sia al mio nuovo corto, Contact, che al mio nuovo studio di animazione e design, NewGold.

AG: Quali sono i tuoi lavori che ritieni possano illustrare al meglio il tuo approccio e il tuo stile?

AN: Non saprei… posso dire che anche il mio stile è in continua evoluzione. Ho iniziato nel 2011 con The Alphabet e da lì ho imboccato una strada verso un “qualcosa”. Ora sto cercando di esplorare questo “qualcosa” e di mischiare differenti media e tecniche per creare un linguaggio che mi soddisfi a tutti i livelli. The Guardian mi ha dato la possibilità di sviluppare alcune parti di questo linguaggio, così come il lavoro commerciale mi ha aiutato a sviluppare differenti stili e approcci.

AG: Un’ultima domanda, per la quale mi piacerebbe una risposta istintiva. Mi dici tre titoli di opere d’animazione delle quali consiglieresti la visione ai nostri lettori, magari motivando in maniera telegrafica i motivi della scelta.

AN: Quello che potrei suggerire – dall’autoriale al commerciale, per avere un’idea delle infinite possibilità – andrebbe da qualsiasi lavoro di Gianluigi Toccafondo, che amo in maniera particolare (penso di avere iniziato a fare animazione giusto grazie alla sigla di Fandango) a Spectacle of the Real di Buck, studio di design e animazione commerciale nord americano, che costantemente fissa nuovi trend e, infine, i lavori di Virgilio Villoresi, che è un altro artista che amo particolarmente.

 

THE GUARDIAN / guarda il corto in versione integrale

 

THE GUARDIAN
Production: N9ve • Direction: Alessandro Novelli • Animation: Alessandro Novelli, Victor Perez, Andrea Gendusa • Illustration and Design: Alessandro Novelli, Karolina Pospischil, Andrea Gendusa • 3D: Victor Perez (Character Animator, 3D Modeling), Alessandro Novelli (3D modeling, 3D animation), Gabriele Maiocco (3D heads modeling and Zbrush), Andrea Gendusa (3D modeling, 3D animation) • Original Music: Simon Smith (Bcnsound), Sasha Agranov • Voice Over: Luis De Velasco • Musicians: Sasha Agranov • Music Recording and Mixing: Eric Nagel at Bcnsound • Voice Over recording: Juan José Rodriguez at Abuela Records (MX) • Mastering: Yves Roussel • Many thanks to: Leandra BojRafael MayaniXavier Sanchez and Karolina Pospischil for their posters • Special Thanks to: Simon, Sasha and BCNsound (Bcnsound) , Laura Sans Gassó, Ana Isabella Byrne Bellorín, Mariana Perfeito, Luis De Velasco • Language: english • Coutry: Spain • Year: 2015 • Runtime: 5′





Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+