A Serious Man > Ethan Coen, Joel Coen

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A Serious Man

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale n°20, dicembre 09, p.17.

 

A Serious Man

di Roberto Rippa

Fine anni ‘60: Larry Gopnik, che nell’università in cui insegna fisica offre soluzioni matematiche alla ricerca di certezza, è un uomo in cerca di risposte ai numerosi dubbi che lo stanno attanagliando. Sua moglie si appresta a lasciarlo per un amico di famiglia, che oltretutto pretende di indicargli come debba reagire all’evento, la figlia gli ruba soldi per accantonarli in attesa di potersi sottoporre a un intervento di rinoplastica e il figlio li ruba, a sua volta, a lei per pagare l’erba che gli vende un compagno di scuola. Inoltre, suo fratello, disoccupato perenne che dedica le sue intere giornate a quella che potrebbe essere l’invenzione del secolo quanto l’espressione di un evidente disagio psichico, vive da tempo sul divano di casa sua e ha guai con la polizia. Non bastasse, mentre le sue notti sono tormentate da incubi che offrono una visione elaborata e catastrofica di ciò che sta vivendo, all’università è vittima di un imbarazzante tentativo di corruzione da parte del padre di uno studente e una serie di lettere diffamanti potrebbero pregiudicare la sua agognata promozione.
Proprio mentre il suo piccolo mondo sembra crollare in pezzi, Larry, che da sempre tenta di vivere secondo i dettami della religione ebraica, chiede vanamente alla stessa, nella persona di tre rabbini, un senso che spieghi ciò che sta accadendogli. Che questo stato di cose sia l’effetto di una maledizione che ha colpito due suoi antenati nel corso di un evento illustrato nel prologo del film?
A Serious Man è forse il film più personale dei fratelli Coen – non lo fanno pensare solo l’ambientazione nei sobborghi di Minneapolis, con le sue casette dai giardini perfetti, dove loro stessi sono nati e cresciuti – che qui trattano il tema della fede, del dubbio, dell’imponderabile, mettendo in scena gli episodi di vita del protagonista con umorismo nero misto a serietà solenne. Inutile cercare risposte concrete nella religione (qui quella ebraica, ma in fondo basterebbe sostituire qualche dogma e potrebbe trattarsi di qualunque altra), giacché spesso sono il caos o il caso, l’imponderabile, a decidere gli eventi e non tutto può essere spiegato razionalmente. I Coen lasciano aperte tutte le domande e scelgono di non spiegare troppo di ciò che si vede sullo schermo – uno dei segnali è l’assenza di traduzione per alcuni termini in Yiddish, assenza che potrebbe trovare una spiegazione nella volontà di non ancorare eccessivamente la vicenda alla loro stessa cultura.
Come al solito nel loro cinema, le storie sono racontate senza risparmio di ironia e la galleria di personaggi, di volti, è tra le più straordinarie messe in scena dai Coen sino ad oggi.
Michael Stuhlbarg, attore di teatro, televisione e attivo nel cinema in secondi ruoli, offre un’interpretazione di rara misura. Non gli sono da meno il caratterista Richard Kind, visto in una miriade di serie televisive, Fred Melamed, nel ruolo dell’amante della moglie, e i mai visti prima sullo schermo Sari Lennick, Aaron Wolff e Jessica McManus, rispettivamente moglie, e figli adolescenti di Gopnick.



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A Serious Man (USA-UK-Francia/2009)
Regia, seneggiatura, montaggio: Ethan Coen, Joel Coen
Musiche originali: Carter Burwell
Fotografia: Roger Deakins
Interpreti principali: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Aaron Wolff, Jessica McManus, Peter Breitmayer, Brent Braunschweig, David Kang, Benjy Portnoe
105’

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