La giusta distanza > Carlo Mazzacurati

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giusta distanza

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale – numerozero, dicembre 2007, p.19.


La giusta distanza
di Alessio Galbiati

 

“La giusta distanza” è la misura che ci viene richiesta per non alterare il corso degli eventi. La giusta distanza che ci rende conformi al conformismo, impauriti e spaventati come animali che attraversano la strada.

Carlo Mazzacurati racconta una storia sospesa sulla realtà, un micro-cosmo grande come il mondo che si perde nel mare come il Po nel suo delta. Giudicare il film in base al suo essere o meno coinvolgente, nella sua traccia noir, è un esercizio completamente inutile. Mazzacurati non racconta un giallo, l’oggetto del film è l’uomo d’inizio millennio ed è questo forse l’oggetto ed il soggetto più inquietante che ci possa capitare di andare a vedere. Il film turba perché mette in scena la normalità del male, l’ordinarietà degli istinti più bassi contrapposti all’utopico desiderio d’una purezza innocente dello sguardo, che sappia giudicare quel che è giusto e quel che è sbagliato. Il giornalismo nella sua funzione sociale più elementare è un’attività umana che dovrebbe aiutarci ad andare oltre l’istinto, oltre la pavloviana ricerca dell’ovvio e del rassicurante. Il giovane protagonista del film scavalcando le convenzione ed oltrepassando il recinto della giusta distanza riesce a far divenire la passione una professione. Ma cosa gli capiterà una volta arrivato nell’importante redazione milanese d’un quotidiano nazionale? Riuscirà a mantenere quello sguardo non conforme al conformismo?

“La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati è uno di quei film necessari di cui si possono dire tante cose belle, ma che nessuno andrà a vedere al cinema. Il film ricorda il recente “Apnea” di Roberto Dordit, altro film “invisibile” di questo nostro cinema contemporaneo che meriterebbe ben più spazio nelle sale e sui giornali. Bastano forse queste due titoli per ricordare a chi ne dubita che il cinema italiano non è per niente in crisi, semmai è lo spettatore italico ad esserlo, ormai ostaggio dell’intrattenimento e del disimpegno.

La giusta distanza mi porta alla mente Bruno Vespa che brandisce le possibili armi del delitto, in uno dei tanti “Porta a Porta” dedicati al fatto di sangue di Cogne. La giusta distanza…

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La giusta distanza
regia: Carlo Mazzacurati; soggetto: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati; sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti; direttore della fotografia: Luca Bigazzi; musiche: Tin Hat; montaggio: Paolo Cottignola; scenografia: Giancarlo Basili; costumi: Francesca Sartori; organizzatore generale: Gian Luca Chiaretti; produttore delegato: Laura Paolucci; produttore: Domenico Procacci; una produzione: Fandango in collaborazione con Rai Cinema; distribuzione: 01 distribution; data di uscita: 20 ottobre 2007; durata: 106’.

interpreti: Giovanni Capovilla, Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco, Fadila Belkebla, Dario Cantarelli, Raffaella Cabbia Fiorin, Silvio Comis, Nicoletta Maragno, Ivano Marescotti.

 

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