Panic in Year Zero! > Ray Milland

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Panic in the Year Zero01

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero5 maggio’08 (pag. 47)
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Trama

In partenza per una vacanza dedicata alla pesca, Harry Baldwin e la sua famiglia sono testimoni di un’esplosione nucleare che rade al suolo Los Angeles. Mentre la città viene immediatamente presa d’assalto da saccheggiatori e assassini, Harry decide di scappare verso la sua meta originaria. Giunto a destinazione, scoprirà che anche lì le cose non sono diverse e si preparerà a difendersi.

Rick Baldwin: There’s nothing like eating under the open sky… even if it is radioactive.

Commento

Uno tra i tanti film che sfruttano le paure scatenate dalla Guerra fredda per mettere in scena il tema dell’uomo come peggiore nemico di sé stesso, Panic in Year Zero! soffre solo marginalmente della scarsità di mezzi disponibili per la sua realizzazione (1).
Tratto non ufficialmente da due racconti di Ward Moore (
Lot e Lot’s Daughter, entrambi del 1953), adattati per lo schermo da John Morton e Jay Simms, il film venne massacrato dalla critica per la povertà degli effetti ma lodato per la tensione che Ray Milland riesce a mantenere per tutta la sua durata e per il pessimismo sul futuro dell’umanità, piuttosto inedito per l’epoca.
Mentre la gente tenta di difendersi dallo straniero chiudendo le strade e fortificando i villaggi come tanti elettori della Lega, si assiste alla discesa dei personaggi dalla condizione umana a quella bestiale.
Ray Milland si dimostra buon regista tanto da far pensare che avrebbe fatto meglio a proseguire in questa direzione invece che accettare di recitare in una serie di film di infimo livello come avrebbe invece fatto.
Mentre il protagonista perde in umanità assomigliando sempre più ai predoni da cui tenta di difendersi, tanto da far pensare al film come a un’occasione di propaganda per l’industria delle armi, la musica allegra del film, spesso in contrapposizione con le situazioni narrate, fa sospettare che la produzione l’abbia scelta per smorzare il pessimismo del film, inedito per l’epoca.
Nel film anche Frankie Avalon, nei panni del giovane Rick Baldwin, che un anno dopo debutterà nella serie di film da spiaggia della A.I.P. che lo consegneranno alla storia del cinema bis.

Roberto Rippa

Panic in the Year Zero02

Panic in Year Zero!
(Il giorno dopo la fine del mondo, USA, 1962)
Regia: Ray Milland
Soggetto: Ward Moore (dai suoi romanzi
Lot e Lot’s Daughter) non accreditato
Sceneggiatura: John Morton, Jay Simms
Musiche: Les Baxter
Fotografia: Gilbert Warrenton
Montaggio: William Austin
Interpreti principali: Ray Milland, Jean Hagen, Frankie Avalon, Mary Mitchel, Joan Freeman, Richard Bakalayan, Rex Holman
93’

Note:

(1)
La scarsità di mezzi è visibile particolarmente nella scena dell’esplosione nucleare e nelle sequenze in cui si testimonia la fuga delle persone da Los Angeles, realizzate con quattro o cinque automobili (visibilmente sempre le stesse) e usando scene di repertorio sgranate delle autostrade della città in pieno traffico. La descrizione di ciò che accade è spesso affidata alle voci di cronisti radiofonici.
Il fatto che l’esplosione e i suoi effetti vengano raccontati dalla radio ricorda la trasmissione di Orson Welles War of the Worlds. Tratta da un racconto di H.G. Wells, War of the Worlds raccontava di un attacco alieno alla terra usando, per la prima ora di trasmissione, un montaggio di finti notiziari, cosa che fece credere a milioni di radioascoltatori di assistere a un vero attacco alieno, producendo un’ondata di panico che provocò una fuga dalle case e dalle città.

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