Diabolik > Mario Bava

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diabolik

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero3, marzo 2008, p.49.

L’anarchico Diabolik di Mario Bava
di Alessio Galbiati

La storia
Il film si apre con un astuto colpo messo a segno da Diabolik (John Phillip Law) che, con il fondamentale aiuto della bellissima ed inseparabile Eva Kant (Marisa Mell), riesce a farsi beffe del povero ispettore Ginko (Michel Piccoli) – nonostante egli abbia escogitato un escamotage per evitare l’ennesima canzonatura da parte dell’ (anti) eroe mascherato – e ad impossessarsi di dieci milioni di dollari in contanti. Prosegue con il furto d’una inestimabile collana di pietre preziose, passando per la liberazione di Eva dalle grinfie di un cattivissimo criminale (Adolfo Celi) sceso a patti con le forze dell’ordine pur di liberarsi d’un ingombrante “collega” e si conclude, anche se come ogni lettore della serie sa benissimo ogni episodio non si conclude mai realmente ed in maniera canonica, attorno al tentativo di sottrarre allo Stato la sua intera riserva aurea.

Commento
Un furto dietro l’altro, sfuggente e spietato, Diabolik è il pericolo pubblico numero uno, a tutti gli effetti un terrorista la cui brama di ricchezze materiali pare non aver limite alcuno. Nulla lo può fermare: ogni astuzia messa in campo dall’ispettore Ginko verrà buggerata, nemmeno una taglia miliardaria volta a sollecitare una qualche delazione produrrà alcun effetto, tanto meno l’introduzione della pena di morte avrà l’effetto di scoraggiarlo. Diabolik è letteralmente inarrestabile, ipercineticamente inafferrabile. Egli appare anarchico, nel suo scagliarsi contro ogni istituzione, ed oltremodo individualista, percorso da un iper-edonismo smodato il cui reale fine ultimo pare essere l’utopico idillio sensuale con la bella Eva Kant da consumarsi, letteralmente, fuori dal mondo, in una cavernarifugio ultra tecnologica a metà strada fra un’astronave aliena ed una mega villa hollywoodiana.

Come avrete notato dalla frequenza di aggettivi superlativi utilizzati, con il “Diabolik” di Mario Bava ci troviamo di fronte ad un’opera smodatamente pop, che corre pericolosamente sul confine che demarca, dal punto di vista iconografico, il kitsch dall’arte, come pure lambisce i confini che separano il possibile dall’improbabile per ciò che succede di fronte ai nostri increduli occhi. Ogni ragionevole dubbio viene fugato dalla natura fantastica della vicenda, dalla sua origine. Il film in questione è infatti la trasposizione cinematografica dell’eroe dei fumetti creato nel 1962 dalla coppia di sorelle Angela e Luciana Giussani che portò sul grande schermo alcune situazioni tratte integralmente da episodi dei celebri “giornaletti”, tre in particolar modo: “Sepolto vivo” (prima serie, n.8, 1963), “Lotta disperata” (prima serie, n.15, 1964), “L’ombra della notte” (seconda serie, n.35, 1965). L’origine fumettistica del film diretto da Mario Bava è evidente in ogni aspetto della messa in scena, che in continuo gioca con il linguaggio grafico del mondo dei fumetti, evitando però ogni staticità e ricorrendo, come caratteristica peculiare, alla moltiplicazione dei quadri all’interno dell’inquadratura, ovvero d’una tecnica peculiare del fumetto.

Per queste sue caratteristiche uniche “Diabolik” è considerato uno fra i migliori esempi di sempre di commistione fra linguaggio cinematografico e quello dei fumetti.

A dirigere questo piccolo-grande capolavoro fu chiamato Mario Bava che, grazie al suo sconfinato talento nelle creazione di effetti speciali, rappresentava per il produttore Dino De Laurentis un’assoluta garanzia in termini di spettacolarità ed economicità. Il suo carattere innovativo è evidente nella sperimentazione attuata con la fotografia e nell’uso del colore, che restituisce agli occhi dello spettatore un cinema visionario e giocoso, divertente e divertito. Divertente e divertita, ed anch’essa assolutamente sperimentale, è la colonna sonora firmata da Ennio Morricone.

 

Curiosità
– Il mondo della musica, in special modo quello dei videoclip, pare essere particolarmente affascinato dall’estetica di questa pellicola stra-cult. Oltre al video “Body Movin” dei Beastie Boys (diretto dagli stessi e visibile fra gli extra del presente DVD) vorrei pure segnalare l’italianissimo “Amore impossibile” dei Tiromancino, diretto da Lamberto Bava (figlio di Mario, nonché assistente alla regia della pellicola del 1968) ed interpretato da Claudia Gerini nei panni della sensuale Eva Kant e da Daniel McVicar, volto notissimo del piccolo schermo grazie all’infinita soap “Beautiful” (che manco a dirlo con i suoi fulminanti occhi azzurri da corpo a Diabolik). Con tutta probabilità il finale del video, oltre ad anticipare alla cronache mondane la futura relazione fra la Gerini e Federico Zampaglione, sarebbe piaciuto alle sorelle Giussani per l’inaspettata emanciapazione della femme fatale.

– Nel 1967, quindi un anno prima della regia firmata da Mario Bava, nelle sale italiane uscì la commedia parodica “Arriva Dorellik” diretta da Steno (al secolo Stefano Vanzina) ed interpretata – manco a dirlo – da Johnny Dorelli. Questo film è dunque a tutti gli effetti la prima trasposizione cinematografica del fumetto.

 

DVD
Caratteristiche tecniche. Numero dischi: 1 / Strato: doppio / Formato: DVD 9 / Audio: Italiano Dolby Digital 1.0 (mono), Inglese Dolby Digital 1.0 (mono), Spagnolo Dolby Digital 1.0 (mono) / Video: Widescreen – 1,78:1 / Sottotitoli: Danese, Finlandese, Inglese, Italiano, Norvegese, Olandese, Spagnolo, Svedese, Inglese (per non udenti) / Menu: Danese, Inglese, Spagnolo, Italiano, Olandese, Norvegese, Finlandese, Svedese

Contenuti Speciali. Ricchi di spunti interessanti e molto ben realizzati, i contenuti extra del DVD risultano assolutamente godibili e capaci di offrire allo spettatore, come al fan più accanito dell’ anti-eroe mascherato, una panoramica sull’universo del Diabolik cinematografico e di quello “cartaceo”.

Audiocommento dell’attore John Phillip Law e Tim Lucas, biografo del regista Mario Bava

Diabolik: dal fumetto delle sorelle Giussani al film (20’24"). “Danger: Diabolik – From Fumetti to Film”, questo il titolo originale del breve documentario presente fra gli extra che ripercorre la genesi dell’opera firmata da Mario Bava, trasposizione cinematografica del celebre fumetto creato nel 1962 dalle milanesi Angela e Luciana Giussani. A raccontarci la sua storia e descriverne i caratteri principali sono coinvolti una serie di ospiti d’eccezione. Stephen R. Bissette, disegnatore di fumetti e scrittore reso celebre dalla “Saga of the Swamp Thing”, che si prodiga per l’intera durata del documentario ad illustrare le similitudini fra il fumetto ed il film. Adam Yauch, uno dei componenti del leggendario trio newyorkese dei Beastie Boys nonché regista (con lo pseudonimo di Nathanial Hörnblowér) di gran parte dei videoclip del gruppo e del filmconcerto “Awesome; I Fuckin’ Shot That!” (2006). John Phillip Law, ovvero l’attore che da corpo (ma soprattutto occhi) al super criminale. E poi ancora i ricordi di Dino De Laurentis (produttore del film) ed Ennio Morricone (autore della colonna sonora) e l’omaggio alla pellicola di Mario Bava di Roman Coppola nel suo “CQ” (2001).

Video: Beastie Boys – Body Movin’ (Fat Boy Slim Remix) (1998) (6’28")

– Body Movin’ con l’audiocommento di Adam Youch (6’39")

Teaser trailer (1’06")

Trailer cinematografico (2’24")

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