The Woman in the Window > Fritz Lang

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Considerato, a torto, un film minore di Fritz Lang (può esistere un film minore di Lang?), The Woman in the Window (in Italia La donna del ritratto) è un noir ben congegnato il cui unico punto debole – che per nulla pregiudica il piacere della visione – non è imputabile al regista bensì al codice Hayes, in voga tra il 1930 e il 1968, che imponeva che il cinema non inducesse simpatia per il crimine, il peccato o le condotte negative.
Uno tra i suoi film americani, girati dopo la fuga dalla Germani nazista, The Woman in the Window è un noir pressoché perfetto. Fortemente intriso del concetto di paranoia, narra di un uomo che si trova invischiato in un caso più grande di lui: Il professore Wanley, momentaneamente solo dopo che la sua famiglia è partita per le vacanze, è ossessionato dal ritratto di una donna esposto nella vetrina di una galleria a lato dell’entrata del circolo che è solito frequentare. Una sera la donna si palesa di fronte a lui e lo invita a casa sua. Quando il compagno di lei irrompe nell’appartamento e, fraintendendo la presenza dell’uomo, inizia ad alzare le mani, il professore lo colpisce lasciandolo senza vita. Sopraffatto dagli eventi, decide di sbarazzarsi del corpo, ma da quel momento sente che la polizia è sempre più vicina a scoprire ciò che ha fatto.
Adattato da un romanzo di J.H. Wallis, The Woman in the Window è un film che tratta il tema del delitto perfetto e segue il crescere della paranoia del protagonista, che si trova al centro di una vicenda che è incapace di gestire. Lang segue la storia iniettandole robuste dosi di tensione e altrettante di ironia, senza smettere di titillare per un solo momento le nevrosi dello spettatore grazie alla figura (sempre cara ad Hitchcock) di un uomo che si trova impegolato in una situazione che sembra costantemente sfuggirgli di mano.
Il finale, dettato dalla necessità di rispettare il codice Hayes, non disturba in alcun modo lo svolgimento della storia, che in realtà ha già trovato una sua perfetta conclusione poco prima.
Forse si tratterà, come molti ritengono, un film inferiore a quelli girati da Lang in Germania, ma un film inferiore di Lang rimane sempre e comunque un capolavoro.
Edward G. Robinson è perfetto nel ruolo della vittima inconsapevole. Curiosamente, l’anno prima aveva interpretato un ruolo opposto, quello di un investigatore tenace, in Double Indemnity (La fiamma del peccato) di Billy Wilder.

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The Woman in the Window (La donna del ritratto, USA, 1944)
Regia: Fritz Lang
Soggetto: liberamente tratto dal romanzo Once Off Guard di J.H. Wallis
Sceneggiatura: Nunnally Johnson
Musiche: Arthur Lange, Hugo Friedhofer (non accreditato), Bruno Mason (non accreditato), Charles Maxwell (non accreditato)
Fotografia: Milton R. Krasner
Montaggio: Gene Fowler Jr., Marjorie Fowler, Thomas Pratt (non accreditato)
Intrerpreti principali: Edward G. Robinson, Joan Bennett, Raymond Massey, Edmund Breon, Dan Duryea, Thomas E. Jackson
99’

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