The Dark Knight > Christopher Nolan

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The Dark Knight01

Un Batman molto meno Batman, già a partire dal titolo, che per la prima volta non ne contiene il nome. La mafia ha preso il controllo di Gotham City, e anche la criminalità comune mperversa. Una città sempre più lontana dalle atmosfere da fumetto, magistralmente ricreate sotto la direzione di Tim Burton, e sempre più simile alla New York reale.
Bruce Wayne è così costretto a vestire la corazza dell’uomo pipistrello per affrontare i malviventi, solo contro tutti, o quasi: c’è una pletora di finti Batman, protetti da armature da hockey, che fanno un po’ da intralcio e un po’ troppo da giustizieri alla Charles Bronson, e per entrambe le ragioni sono vivamente scoraggiati dal titolare.
E ci sono un poliziotto integro in mezzo a tanta corruzione, James Gordon, e un procuratore distrettuale, Harvey Dent, che vorrebbe cavalcare la riscossa della legalità, contro i mafiosi e allo stesso tempo sostituendosi all’eroe della notte, ma ha poca fiducia nella squadra di agenti del primo.
Due ore e mezza di suspence: è quella per sapere quando cominceranno i titoli di testa, che mancano all’inizio e ci sono svelati solo subito prima dei titoli di coda.
Francamente eccessive.
Il resto, lo svolgersi della trama, è certo un susseguirsi di colpi di scena, ma prevedibili se non addirittura palesemente annunciati, immersi in un tripudio di effetti visivi e sonori che stordiscono i sensi per distogliere l’attenzione dalla superficialità nell’analisi introspettiva dei personaggi, tutti interpretati da attori importanti, più finalizzata allo sviluppo blockbusteriano del racconto che realmente psicologica.
Fa eccezione la superba interpretazione, universalmente riconosciuta, del defunto Heath Ledger, che fa in modo che il suo Joker, così diverso da quello di Jack Nicholson o degli albi a fumetti, rubi la scena a Batman. Come a confermare la volontà del pipistrello di chiamarsi fuori, prima che la routine lo trasformi definitivamente da supereroe in un giustiziere della notte qualsiasi, uguale ai suoi ammiratori e imitatori, fuori dalla legge come una ronda padana, e lasciare il campo al terzo protagonista: Harvey Dent, un eroe nella legge, alla luce del sole, il Principe Azzurro al posto del Cavaliere Oscuro, che però fallisce il suo compito.
Nessuna novità: l’eterna lotta tra il bene e il male, le due facce della stessa medaglia. Quelle della moneta che, come un altro splendido psicopatico, il Chigurh di Javier Bardem e dei fratelli Coen, Dent/Doppia Faccia lancia per assegnare al caso una decisione, anche quando riguarda il destino di una persona.
Two-Face, scritto senza la “s” finale a significare la pluralità dei soggetti nell’unità della persona, la schizofrenia dilagante: è il soprannome del procuratore Dent, già prima dell’incidente per il suo modo ambiguo di agire, che gli viene confermato poi per la sua sopravvenuta caratteristica fisica, così ben ricostruita dalla tecnica digitale, che gli allinea l’aspetto esteriore alla personalità Cosa che continua ad essere impossibile per Bruce Wayne, costretto dagli eventi a continuare ad essere Batman.

Sergio Citterio

The Dark Knight (USA, 2008)
Regia: Christopher Nolan
Soggetto: Christopher Nolan, David S.Goyer
Sceneggiatura: Jonathan Nolan, Christopher Nolan
Musica: Hans Zimmer e James Newton Howard
Fotografia: Wally Pfister
Montaggio: Lee Smith
Interpreti principali: Heath Ledger, Aaron Eckart, Maggie Gillenhaal, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman, Cillian Murphy, Eric Roberts, Nestor Carbonell, Monique Curnen, Cristian Bale.
152′

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